Trump fa slittare la moratoria sulle trivellazioni offshore in Atlantico, California e Artico

La pressione dell’opinione pubblica salva (per ora) scienza e ambiente dai tagli al bilancio di Trump

Ma i repubblicani sono pronti a fare altri favori agli inquinatori

[2 maggio 2017]

Le marce per la scienza e quelle per il clima che hanno animato nelle ultimi due weekend le strade e le piazze degli Stati Uniti d’America, portando 200.000 persone solo alla Peoples Climate March nella capitale Washington, hanno fatto recedere il Congresso Usa dall’intenzione di approvare i tagli che erano stati chiesti dal presidente Donald Trump per ricerca scientifica e tutela dell’ambiente. I parlamentari repubblicani – disubbidemndo a Trump – hanno infatti raggiunto un accordo “omnibus” con i democratici per finanziare il governo fino alla fine di settembre, evitando i tagli più drastici ai finanziamenti per l’Environmental protection agency e accantonando, per ora, le priorità assolute che Trump voleva imporre – e che comunque darà – per maggiori finanziamenti all’apparato militare, per la militarizzazione delle frontiere e della gestione delle politiche migratorie e per gli investimenti in combustibili inquinanti, ignorando le preoccupazioni degli scienziati e spingendo per ottenere più fondi per iniziare a costruire nel 2018 l’inutile e ambientalmente dannoso muro di confine col Messico.

Michael Brune, il direttore esecutivo di Sierra Club, a più grande e diffusa associazione ambientalista Usa, sottolinea che «Le parti peggiori delle proposte di Trump sono state circoscritte grazie alla massiccia pressione pubblica sul Congresso che è culminata con centinaia di migliaia di persone che sabato  hanno  marciato a Washngton DC e in tutto il Paese Tuttavia, in questo accordo ci sono ancora molte disposizioni preoccupanti che danno priorità alle corporation inquinatori  e si loro profitti, rispetto all’aria pulita, all’acqua pulita, alle terre pubbliche e alla salute e alla sicurezza delle comunità in tutta la nazione. Tutti dovrebbero essere delusi dal fatto che i repubblicani del Congresso non sono riusciti ancora una volta a servire il popolo che sono stati eletti per rappresentare. Questo accordo pompa denaro in tentativi di deportare e dividere le famiglie e le comunità, mentre taglia i finanziamenti all’Environmental protection agency che aiuta a mantenere in salute le persone». Inoltre Trump, oltre ad aver annunciato che chederà di rivedere l’Accordo di Parigi sul clima,  ha firmato un ordine esecutivo per far slittare la moratoria approvata da Barack Obama a fine mandato per impedire le trivellazioni di gas e petrolio nel Pacifico californiano, nell’Artico e nell’Atlantico Usa. La California ha già annunciato che si opporrà in ogni modo.

Brune mette in guardia chi crede che questo accordo sul bilancio possa essere una vittoria definitiva e non una battaglia nella lunga guerra dichiarata da Trump al mondo scientifico e ambientalista che sta rispondendo con altrettanta durezza.

«Tuttavia – conclude il direttore esecutivo di Sierra Club – sappiamo ciò che per arrivare. I repubblicani si stanno preparando per il  FY2018 a fare profondi tagli a programmi essenziali  per far avanzare i riders anti-ambientali. Abbiamo intenzione di continuare a lottare per garantire che ogni comunità di tutto il Paese abbia dei benefici, non solo le corporation inquinatrici».