La Regione Siciliana sospende eolico e fotovoltaico. Anev: vuole favorire le fonti fossili

Anev segnala «le incredibili contraddizioni» e auspica un ripensamento del centrodestra di Musumeci

[2 maggio 2018]

A quanto pare il presidente di centrodestra della Regione Siciliana, Nello Musumeci, vuole ricalcare le orme del presidente statunitense Donald Trump: dopo aver presentato la legge “ammazza riserve” è stata la volta di un emendamento alla Legge Finanziaria regionale siciliana 2018, approvato dal consiglio regionale, che, spiega l’Associazione nazionale energia del vento (Anev), «prevede per gli impianti eolici e fotovoltaici la sospensione, per 120 giorni dalla data di pubblicazione del provvedimento, del rilascio delle autorizzazioni da parte della Regione al fine di consentire alla stessa una verifica, attraverso un adeguato strumento di pianificazione del territorio regionale, degli effetti sul paesaggio e sull’ambiente correlati alla realizzazione di tali impianti, a prescindere dall’elenco delle aree non idonee già approvato con Decreto del Presidente della Regione ad ottobre 2017».

Musumeci ha dichiarato: «Ci riserviamo il diritto in 120 giorni di pianificare, insieme alle commissioni dell’Ars competente, per individuare se rimangono ancora zone nelle quali si possono autorizzare questi impianti».

Anev «denuncia la gravità di questo fatto che calpesta in una volta sola le regole europee, nazionali e regionali in tema di sviluppo ed energia. Se infatti nel Mondo ed in Europa si spinge affinché le Fonti Rinnovabili vengano realizzate prima possibile per consentire la transizione energetica già approvata ad ogni livello politico, in Italia abbiamo addirittura una Strategia Energetica Nazionale che definisce gli obiettivi da raggiungere».

Secondo l’associazione dell’eolico, questa decisione oltre a manifestare una totale contrarietà nei confronti dello sviluppo delle fonti rinnovabili (strizzando l’occhio a chi difende interessi consolidati) rappresenta un nuovo ed ulteriore atto ostile della Regione nei confronti del settore delle Rinnovabili e dell’eolico. Già in passato di fronte ad atti di questa natura l’Associazione era intervenuta segnalando profili di illegittimità delle norme, poi confermati dalla Corte Costituzionale e dichiarati incostituzionali dopo essere stati impugnati dalla presidenza del Consiglio dei ministri».

L’Anev evidenzia che «di fronte ai tanti precedenti e alle sentenze della Corte, azioni come quella della Regione Sicilia mostrano come unico obiettivo quello di creare lungaggini e ostacoli al settore eolico e delle Rinnovabili tutte, con gravi conseguenze sugli operatori e sull’occupazione. Il danno oltre che di natura economica, è anche e soprattutto di natura ambientale, poiché la Regione Sicilia con questa mossa decide di bloccare lo sviluppo ambientalmente necessario della Regione. Risibili peraltro le motivazioni della Regione, infatti si adduce come scusa quella di consentire alla stessa una verifica, attraverso un adeguato strumento di pianificazione del territorio regionale, degli effetti sul paesaggio e sull’ambiente correlati alla realizzazione di tali impianti».

Secondo l’associazione è «evidente la pretestuosità delle argomentazioni visto che l’Italia ha uno dei più avanzati ed accurati procedimenti di tutela ambientali, che prevedono, giustamente, l’applicazione delle procedure di valutazione ambientale avanzatissime volte a verificare ogni tipo di impatto su paesaggio, fauna, flora e ogni altro bene da tutelare» e conclude: «L’Anev anche in questa occasione interverrà segnalando nelle sedi preposte tali profili di illegittimità, auspicando che la Regione comprenda l’errore e modifichi il provvedimento».