La ricarica per le auto elettriche sarà obbligatoria in tutti gli edifici superiori ai 500 mq

Quasi pronto il Decreto legge che applica la Direttiva europea

[8 settembre 2016]

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Sarebbe quasi pronto lo schema di Decreto legislativo  per attuare in Italia la direttiva europea 2014/94  sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi e prevederebbe case con gli allacci per consentire di ricaricare le auto elettriche delle famiglie.

Quindi, presto gli italiani dovrebbero dotarsi di una o più prese elettriche esterne dove inserire la spina per  ricaricare la batteria delle auto elettriche e la Direttiva Ue recepita dall’Italia  prevede anche infrastrutture stradali con  punti di ricarica e di incrementare quelli per il rifornimento di gas naturale liquefatto e compresso, idrogeno e gas di petrolio liquefatto.

Mentre Olanda, Norvegia e altri Paesi hanno gia detto o prevedono che dal 2025/2030 non potranno più essere immatricolate auto con motori a scoppio, l’Italia è ancora indietro  – anche per la rete di ricarica stradale dei veicoli elettrici –  e se non ci fosse l’Europa ad imporci nuovamente nuove regole ambientali i nostri apprezzati “inventori” di auto e sistemi di trasporto alternativi starebbero ancora a guardare per molti anni le loro creazioni utilizzate e prodotte all’estero mentre in Italia continueremmo a viaggiare su inquinanti auto “fossili”.

La data per la svolta sarebbe il  primo giugno 2017, quando l’Italia dovrà essersi adeguata alla Direttiva Ue e i Comuni non potranno rilasciare permessi di costruire edifici superiori ai 500 m2 se non ci sarà l’allaccio per ricaricare veicoli elettrici.  Dovranno essere dotati di punti di ricarica ogni parcheggio coperto o scoperto e box per auto. La legge riguarderà: edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 50 abitazioni e gli i interventi di ristrutturazione edilizia di primo livello; edifici non residenziali di nuova costruzione con superficie utile superiore a 500 m2 e relativi interventi di ristrutturazione edilizia di primo livello.

Speriamo che il Decreto legge e la Direttiva siano recepiti velocemente anche a livello locale e che non facciano la fine di troppi regolamenti edilizi virtuosi, che prevedono l’obbligo di energie rinnovabili e risparmio energetico e che poi vengono troppo spesso ignorati da chi costruisce (e da chi rilascia le licenze).

Speriamo anche che governo e Parlamento Italia non tergiversino, come ha fatto in altre occasioni, nel trasformare lo schema di decreto legislativo in legge, magari in attesa di qualche richiamo e avvio di procedura di infrazione europei.