Con la riforma dell’EU emissions trading system più di 230 miliardi di sussidi alle industrie inquinanti

Ceo: pressioni dell’industria dell’alluminio su governo e europarlamentari italiani

[7 dicembre 2016]

Corporate Europe Observatory (Ceo) ha pubblicato oggi il rapporto “Carbon Welfare” dal quale emergono cifre clamorose: «La riforma dell’ EU emissions trading system  EU-Ets) potrebbe dare più di 230 miliardi di euro di sussidi alle industrie ad alta intensità energetica»,

Il rapporto arriva prima del voto della prossima settimana del Parlamento europeo sulla pianificata  riforma  dell’EU-Ets e sottolinea che «Gli emendamenti presentati includono ulteriori sovvenzioni alle industrie pesantemente inquinanti, come il settore siderurgico ed energetico».

Il rapporto svela le fortissime pressioni fatte dai più grandi inquinatori industriali dell’Ue  per ottenere privilegi  nella prossima versione del sistema EU.Ets per il periodo 2021 –  2030.  Ceo denuncia: «Gli sforzi della lobby, guidata dal gigante petrolifero Shell, dalla compagnia globale dell’ acciaio ArcelorMittal e dall’associazione dell’industria siderurgica dell’Ue  Eurofer, si sono tradotti in un volume previsto di quote di emissione gratuite del valore di oltre 175 miliardi di euro durante questo periodo. Allo stesso tempo, le stesse companies  che hanno premuto con successo per ottenere queste dispense chiedono anche un abbuono EUI-Ets legato alle bollette dell’energia elettrica che potrebbe valere fino a 58 miliardi di euro».

Il co-autore del rapporto, Oscar Reyes, spiega che «La riforma dello  scambio delle emissioni dell’Unione europea si sta rivelando un carbon welfare scheme per gli inquinatori, mentre alla gente comune viene chiesto di pagare il conto».

Altre falle si sono aperte a causa dell’influenza esercitata su molti  Parlamentari europei dai lobbysti che rappresentano gli interessi dell’industria dei loro Stati membri. Ceo fa l’esempio di produttori di alluminio che «Hanno premuto con successo sul governo italiano per proporre un sistema di indennizzo dell’energia elettrica nel Consiglio europeo, mentre diversi deputati italiani hanno proposto modifiche nello stesso senso in Parlamento».

Corporate Europe Observatory spiega come funziona la cosa: «In una relazione al Parlamento europeo che ha preceduto il voto in commissione ambiente sugli emendamenti proposti, il relatore e scozzese ed eurodeputato conservatore Ian Duncan  ha incluso una deroga di 1.7 miliardi di euro per i produttori di petrolio off-shore. D’altronde aveva già promesso di per proteggere l’industria petrolifera e del gas scozzese dalla “minaccia” delle misure ambientali dell’Ue. Un altro deputato europeo che è stato intervistato per il rapporto ha parlato della pressione esercitata dai lobbyisti sui membri del Parlamento in riunioni a porte chiuse».

L’altra autrice del rapporto Belén Balanyá,  conclude: «La revisione della direttiva EU-Ets ha rappresentato una perfetta opportunità per i lobbisti per erodere l’azione climatica dell’Ue. Anche piccole modifiche al modo in cui vengono distribuiti i permessi di inquinamento possono tradursi in milioni di profitti dell’industria o di risparmi. Invece di far pagare i grandi inquinatori, ora  l’EU-Ets sembra destinata ad aumentare i loro profitti».