Patto trilaterale contro il terrorismo del Daesh e di Al Nusra

La Russia costruirà subito 2 reattori nucleari in Iran e 4 in seguito

Accordo Azerbaigian, Iran Russia per il Corridoio Nstc, alternativo al Canale di Suez

[9 agosto 2016]

nucleare Iran Russia

Al vertice trilaterale di Baku tra Azerbaigian, Iran, Russia è stato annunciato che la Russia costruirà due nuovi reattori nucleari nella centrale iraniana di  Bushehr.  Secondo il capo dell’Organizzazione dell’energia atomica iraniana, Ali Akbar Salehi, si tratta di un contratto da 10 miliardi di dollari e i lavori dovrebbero cominciare molto presto.

La costruzione della centrale nucleare di Bushehr erano partiti al tempo dello Scià e si erano fermati dopo la rivoluzione islamica, quando i costruttori tedeschi avevano abbandonato l’Iran. A finire i lavori sono stati proprio i russi e dal 2011 la centrale nucleare funziona sotto il controllo dell’Internazional atomic energy agency. All’inizio di febbraio Russia e Iran hanno firmato contratti per 35,5 milioni di euro riguardanti Bushehr e lo sviluppo della rete ferroviaria italiana, ma il 5 agosto il presidente russo Vladimir Putin aveva rilanciato annunciando all’agenzia stampa azera AzerTaj che la Russia e l’Iranm si erano accordati per costruire 8 nuovi reattori nucleari nella Repubblica Islamica. «Abbiamo definito I piani di costruzione da parte di specialisti russi di 8 reattori nucleari supplementari in Iran. Continueremo a sostenere i nostri partner iraniani nella messa in opera di un piano d’azione riguardante il programma nucleare di Teheran. Sono persuaso che la riduzione delle tensioni intorno all’Iran, conseguente alla firma dell’accordo globale sul dossier nucleare, permetterà di rafforzare i legami bilaterali tra Mosca e Teheran, che hanno soprattutto l’intenzione di intensificare la cooperazione economica e commerciale».

E a proposito di cooperazione economica e commerciale, il summit trilaterale tra Putin, il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il capo di Stato iraniano Hassan Rouhani hanno dato il via libera al Nstc,  una grande infrastruttura che ha l’ambizione di essere l’alternativa terrestre al Canale di Suez. Come spiega Pars Today , «Il progetto del corridoio di trasporto internazionale “Nord-Sud” dalla lunghezza di 7.200 chilometri, che collega il Nord Europa con l’India e gli Stati del Golfo Persico, è uno dei temi chiave del vertice tra i presidenti di Iran, Russia e Azerbaigian a Baku» e secondo il network internazionale iraniano Press TV, «La nuova rotta entrerà in competizione con il canale di Suez. .. Il vantaggio principale del corridoio di trasporto “Nord-Sud” rispetto alle altre vie (in particolare la via marina attraverso il Canale di Suez) è la riduzione di 2 o più volte della distanza di trasporto, oltre alla riduzione dei costi di trasporto dei container rispetto al trasporto via mare».

Secondo  RZD Logistics, «Il nuovo percorso riduce il tempo di percorrenza delle merci dall’India alla Russia di 14 giorni ed elimina la necessità di utilizzare il canale di Suez, che non solo estremamente sovraccarico, ma anche molto costoso» .Press TV sottolinea che «l’Iran e la Russia, nonché l’Azerbaigian, sono fortemente dipendenti dagli introiti petroliferi, che sono diminuiti drasticamente a causa dei prezzi più bassi. La nuova via di transito offre un’alternativa unica a questi Paesi per diversificare le loro economie. Il corridoio fornirà l’accesso ai mercati in crescita di Asia, Africa e America Latina. Le rotte su acqua, strada e ferrovia collegheranno Mumbai (India) con il porto iraniano di Bandar Abbas e poi attraverso Baku, Astrakhan, Mosca e San Pietroburgo si estenderanno verso il Nord Europa e la Scandinavia. Oltre ad Iran, India e Russia potranno integrarsi nella rete di trasporto Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Kirghizistan, Kazakistan, Ucraina, Turchia, Tagikistan, Oman, Siria e Bulgaria».

Putin ha spiegato ad AzerTaj che «Il progetto “Nord-Sud” di trasporto internazionale mira a creare le migliori opportunità per la circolazione delle merci in transito dall’India, Iran e Paesi del Golfo verso il territorio dell’Azerbaigian, della Russia e successivamente in Europa settentrionale e occidentale» e ha fatto notare che «Il volume del traffico merci sul corridoio “Nord-Sud” tramite le ferrovie russe ammontava a 7,3 milioni di tonnellate nel 2015, dato superiore del 4,1% rispetto al 2014». Alla vigilia del vertice di Baku, il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, aveva detto: «Crediamo che questa cooperazione sia al servizio degli interessi dei popoli di Iran, Azerbaigian e Russia e naturalmente di tutta la regione. I 3 Paesi stanno discutendo gli ultimi dettagli del progetto “Nord-Sud”».

I presidenti di Russia, Iran e Azerbaijan hanno anche adottato una dichiarazione sui risultati del vertice trilaterale a Baku che rileva la determinazione delle parti «Per contrastare il terrorismo, l’estremismo, il crimine organizzato transnazionale, il traffico illecito di armi e stupefacenti, la tratta di esseri umani e i crimini nella sfera delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione». Inoltre Azerbagian, Iran e Russia  riconoscono che «I conflitti irrisolti nella regione rappresentano uno dei principali ostacoli alla cooperazione regionale» e sottolineano che «sulla base dei principi e delle norme del diritto internazionale. Le parti continueranno lo sviluppo globale della cooperazione reciprocamente vantaggiosa e approfondiranno e rafforzeranno il dialogo politico su vari livelli attraverso l’intero spettro di questioni di reciproco interesse»

Russia, Iran e Azerbaijan sono determinati a «opporre una resistenza globale al terrorismo e all’estremismo (…) e invitano la comunità internazionale a unire i propri sforzi per combattere in modo efficace queste sfide e queste minacce alla stabilità e alla sicurezza internazionale».

Aliyev ha evidenziato che «Le minacce e i rischi nella regione non smettono di aumentare. In queste condizioni, i nostri legami sono una condizione essenziale per la pace e la stabilità», mentre Rohani ha chiesto «più cooperazione tra i tre Paesi per combattere il terrorismo in modo efficace». Un appello condiviso da Putin che ha concluso: «Aree di instabilità, conflitti e crescente minaccia terroristica, in primo luogo da parte del gruppo Stato Islamico (Daesh) e dal Fronte Al-Nusra (braccio di al Qaeda in Siria, ndr) rappresentano un pericolo reale per tutti noi».