La Russia ha perso un missile nucleare a propulsione atomica e lo cerca nell’Artico?

Molti dubbi perché non c’è traccia di radioattività. Ma le “smentite” russe non convincono

[27 agosto 2018]

Dopo che il network statunitense CNBC ha dato la notizia che la Russia potrebbe essere alla ricerca di un missile balistico nucleare  a propulsione atomica che avrebbe perso in mare, la ON ambientalista scientifica norvegese/russa Bellona ha sollecitato il ministero degli esteri della Norvegia a chiarire la situazione con Mosca.

Secondo la CNBC delle navi russe stanno tentando di recuperare un missile, alimentato da un reattore nucleare che brucia uranio, testato nel novembre 2017 e che s è disperso nella regione del Mare di Barents. L’emittente cita rapporti dell’intelligence statunitense secondo i quali 3 navi stanno cercando il missile, una delle quali è attrezzata per gestire materiale radioattivo.

La descrizione del missile fatta dalla CNBC combacia con le armi descritte dal presidente russo Vladimir Putin durante un  minaccioso intervento pubblico sulla potenza militare russa, fatto poco prima della sua quarta incontestata rielezione. Allora Putin, utilizzando anche grafici e animazioni con missili nucleari che colpivano gli Usa, si vantò di aver realizzato armi nucleari con un raggio illimitato.

Il problema è che – almeno a quel che dicono i rapporti dei servizi segreti Usa . quei missili “miracolosi” continuano a schiantarsi al suolo o a inabissarsi in mare. Bellona dice che secondo quanto riferito alla CNBC da fonti anonime dell’intelligence  Usa, «Tutti e quattro i test condotti tra novembre e febbraio hanno provocato incidenti» e che il volo più lungo realizzato da uno di questi “supermissili” è stato di soli 35 chilometri, dopo è andato fuori rotta e si è schiantato. L’ONG sottolinea che «I rapporti di intelligence, secondo quanto riportato da CNBC, non menzionavano alcun potenziale rischio per l’ambiente o la salute umana che emergeva dall’apparente fallimento missilistico».

Ma alcuni esperti di Bellona mettono in dubbio che la Russia stia tentando di recuperare un missile perso con un motore nucleare a bordo. Andrei Zolotkov, che dirige l’ufficio di Murmansk di Bellona, ​​ha detto che «Il rapporto sembrava “falso”» e una delle cose che lo insospettiva era proprio che i rapporti di intelligence citati dalla CNBC non facessero menzione delle ricadute radioattive dall’apparente incidente: «Questo semplicemente non può essere. Le stazioni di monitoraggio delle radiazioni non hanno registrato tracce di iodio, cesio o stronzio, che sono tutti prodotti della fissione dell’uranio».

Ma Nils Bøhmer, il fisico nucleare direttore generale e di Bellona, ​​vuole maggiori informazioni, e ha annunciato che intende  «sollecitare il ministro degli esteri norvegese a ottenere una reazione ufficiale da parte Mosca. Le domande sollevate dal rapporto CNBC sono molte. Il rapporto dice che ci sono stati quattro lanci di missili nucleari e che ne manca uno. Dove è finito? Certo, siamo preoccupati che potrebbero esserci missili con reattori nucleari sul fondo del Mare di Barents. Dato che la Russia ha intenzione di continuare a testare questi missili, corriamo il rischio che ci siano ancora più reattori sul fondo degli oceani artici. E’ previsto che la Norvegia tenga colloqui bilaterali con la Russia questo autunno e la questione dei missili da crociera alimentati a energia nucleare che cadono nell’Artico dovrebbe essere all’ordine del giorno».

Anche altre fonti citate dalla stessa CNBC dubitano che un possibile incidente missilistico potesse passa avvenire senza alcuna forma di contaminazione radioattiva. Hans Kristensen, direttore del Nuclear Information Project della Federation of American Scientists, ha spiegato: «Inutile dire che se spari un missile con un motore o una fonte di energia nucleare, quel materiale nucleare finirà dove finisce quel missile. Se questo missile è andato perso in mare e recuperato integro, allora si potrebbe ipoteticamente essere in grado di farlo senza inquinamento, avrei dei dubbi su questo perché c’è un impatto molto forte quando un missile si schianta. Sospetto che trapelerebbero delle perdite».

Bellona cita un rapporto dell’Independent Barents Observer , che comprende un’analisi dettagliata della traiettoria del volo di uno dei missili di Putin caduti e l’autorità norvegese per la protezione dalle radiazioni ha inviato una serie di domande alla Russia sulla possibile missione di ricerca e recupero, ma agenzia ha aggiunto di «non aver osservato aumentati livelli di radioattività», aggiungendo che comunque continuerà a controllare la situazione.

Bellona dice che «Anche se molto rimane poco chiaro, il missile caduto indicato  dall’intelligence americana di sicuro solleva nuove domande riguardo a strani episodi di contaminazione nucleare che continuano a comparire sui radar europei. Restano ancora non spiegati due episodi di inquinamento da iodio 131 rilevati in Europa  a gennaio e marzo del 2017, nessuno dei quali è lontanamente rischioso per la salute umana, ma tutti potrebbero avere qualche legame con i missili nucleari che si schiantano in Russia».

Ad alimentare i sospetti ci sono articoli come quelli pubblicati oggi da Ria Novosti/Sputnik (praticamente la voce ufficiale del regime putiniano) che riportano quanto rivelato dalla CNBC sui 4 test missilistici russi. Inoltre lsa Commissione difesa della Duma, il Parlamento russo, si è rifiutata di confermare le rivelazioni diffuse dalla stampa Usa e il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha detto ai giornalisti di non saper niente del fallimento dei lanci dei supermoderni missili nucleari a propulsione atomica: «Contrariamente alla catena americana, non possiedo questa informazione e consiglio di rivolgervi ai nostri specialisti in materia, il ministero russo della difesa». Una smentita che non smentisce un bel niente e lascia – probabilmente volutamente – il sospetto che la Russia stia testando armi nucleari mai viste.

Ria Novosti/Sputnik ricorda che «Questa non è la prima volta che questo network evoca un preteso fallimento dei test di questo missile. Infatti, aveva giù riportato a fine maggio,  riferendosi a delle fonti che avrebbero preso conoscenza di un rapporto dell’intelligence americana, che tutti i test di questi missili tenutisi durante il periodo compreso tra novembre 2017 e febbraio 2018 si sono chiusi con un fallimento». Dmitri Peskov ha consigliato ai giornalisti di dare ascolto solo a Putin  e di avere fiducia in lui.

Ed era stato proprio Putin, intervenendo all’Assemblea federale russa, ad annunciare «Lo sviluppo di nuovi tipi di armi strategiche» e in particolare «Un missile quasi invulnerabile a propulsione nucleare. Un missile da crociera invisibile che vola a bassa quota, dotato di un’ogiva nucleare e che ha una portata praticamente illimitata, una traiettoria imprevedibile e in grado di aggirare i sistemi di intercettamento, diventando così invulnerabile ai sistemi di difesa antiaerea e antimissile esistenti e futuri».

Forse i tecnici russi hanno esagerato troppo nell’imprevedibilità della traiettoria del missile e anche nell’invisibilità, visto che ne starebbero cercando uno imprevedibilmente caduto e scomparso nel Mare di Barents.