La sicurezza della Francia non può essere sacrificata al nucleare. Grossi problemi all’Epr di Flamanville

Blitz di Greenpeace e appello al ministro Nicolas Hulot

[29 giugno 2017]

Gli esperti frasi sono confrontati per due giorni sulle anomalie nel contenimento del reattore nucleare Epr di e Flamanville e il suo coperchio. L’Autorité de Sûreté Nucléaire (Asn) dovrebbe comunicare presto le sue determinazioni sulla robustezza della struttura. Per questo Greenpeace France ha realizzato un blitz dvanti al cantiere Epr  de denunciare «L’irresponsabilità  di Edf  e di Areva» e chiedere al ministro della transizione ecologica Nicolas Hulot di intervenire.

Secondo gli ambientalisti francesi, l’Asn sta subendo una pressione senza precedenti dai due giganti del nucleare francese Adef e Areva e «Questa situazione inedita dimostra che questa decisione dell’Asn  non riguara ormai più solo la sicurezza nucleare: è diventata prima di tutto politica».

Ieri l’Asn ha emesso un avviso provvisorio nel quale sottolinea che l’anomalia constatata riduce i margini in materia di sicurezza, ma accetta che i pezzi difettosi continuino ad essere utilizzati – se sottoposti a controlli supplementari – fino a che non sarà costruito un nuovo contenitore del reattore entro la fine del  2024.

Greenpeace dice che Edf e Areva  cercano di derogare  dagli standard più elementari di sicurezza nucleare  perché l’Epr di Flamanville entri in funzione anche con parti difettose. Con l’autorizzazione alla copertura dell’Epr  sarebbero messi in dubbio i controlli sull’industria nucleare francese

Per gli ambientalisti «Edf e Areva giocano forte sull’Epr di Flamanville: le decisioni che saranno prese sul cantiere avranno pesanti conseguenze sul futuro dei progetti venduti al Regno Unito, in Finlandia e in Cina.

Per questo Greenpeace France si appella alla responsabilità di Nicolas Hulot, che è incaricato anche della sicurezza nucleare:  «L’Asn non può prendere una decisione sulla sicurezza in piena indipendenza e non può resistere alla pressione. Quanto a noi, cittadini francesi, non dobbiamo pagare il prezzo degli errori strategici e tecnici di Edf e Areva. Mettendo fine al cantiere di Flamanville, Nicolas Hulot può ancora evitarcelo».

Gli esperti indipendenti sono unanimi: il confinamento del reattore Epr non è conforme e I test sono stati effettuati per provare il contrario. Se l’Asn darà il via libera, i margini di sicurezza saranno molto ridotti.

La domanda che Greenpeace rivolge al governo francese è semplice: «La sicurezza nucleare sarà sacrificata per salvare una filiera nucleare in fallimento?»