La transizione energetica sta per finire: «Passeremo all’era delle rinnovabili entro il 2035»

Da solare ed eolico il 20% del fabbisogno energetico globale prima di quanto previsto in precedenza

[19 ottobre 2018]

Secondo il rapporto Thinking global energy transitions: the what, if, how and when” appena pubblicato da Wood Mackenzie, quell ache stiamo vivendo non è certo la prima transizione energetica vissuta dall’umanità: l’attuale economia basata sugli idrocarburi si è evoluta da molte transizioni energetiche precedenti, dall’epoca della biomassa all’epocadel carbone e, infine, a quella del petrolio e del gas. Ognuna di queste transizioni è stata diversa, ma tutte hanno richiesto almeno dai 30 ai 50 anni. IL rapporto fa notare che la transizione energetica in corso «E’ la più ampia» e si potrebbe concludere entro i prossimi 20 anni, quando «quasi il 20% del fabbisogno energetico globale sarà coperto dall’energia solare o eolica».

Presentando il rapporto, Simon Flowers,  president e analista capo di Wood Mackenzie, ha detto: «Il pendolo sta iniziando a oscillare, i principali player  lo riconoscono e nel prossimo decennio impegneranno una percentuale sempre maggiore di capitale nell’energia e nelle rinnovabili».

Il rapporto di Wood Mackenzie esamina le forze che modellano la transizione energetica globale e arriva alla conclusione che «Il punto di svolta della sostenibilità – quando il mondo passerà dall’età del petrolio e del gas all’età delle rinnovabili – arriverà entro il 2035, a meno di 18 anni di da oggi».

Prajit Ghosh, responsabile strategia globale, energia e fonti rinnovabili di Wood Mackenzie, ha sottolineato che «La transizione energetica globale sta distruggendo lo status quo e influenzando tutti gli aspetti dell’industria energetica e dei settori correlati. Le politiche governative, le nuove tecnologie e le companies  che passano a strategie per adattarsi e prosperare in questa nuova realtà energetica stanno portando a cambiamenti strutturali nell’offerta di combustibili fossili, nella domanda, nel mix energetico e nei prezzi».

Ma quanto ci vorrà perché questa transizione finisca? Il rapporto rileva l’emergere di due driver che sostengono il ritmo della transizione energetica globale: le energie rinnovabili e l’utilizzo delle tecnologie elettriche nei trasporti: «Entro il 2035, la convergenza di entrambe introdurrà l’era delle rinnovabili. Le tecnologie “sustainability friendly”, come la guida autonoma e la più ampia applicazione di grid-edge avanzate e di machine learning, diventeranno davvero la norma».

Secondo la ricerca di Wood Mackenzie, «Entro il 2035 circa il 20% del fabbisogno energetico globale sarà coperto da energia solare o eolica, eliminando l’equivalente di circa 100 miliardi di piedi cubici di domanda di gas al giorno. Similarmente, per il 20% di tutte le miglia percorse globalmente da automobili, camion, autobus e biciclette si utilizzeranno motori elettrici anziché a benzina o diesel. Entro il 2040, la domanda di petrolio evitata dai veicoli elettrici (EVs) raddoppierà a quasi 6 milioni di barili al giorno». Per capire di cosa si sta parlando, nel 2017 la domanda totale di gas naturale negli Stati Uniti – il più grande consumatore al mondo di gas –  è stata in media di circa 74 miliardi di cubici al giorno, cioè circa il 20% del consumo globale di gas.

Il rapporto prevede che dopo il 2035, l’energia elettrica prodotta con le rinnovabili e il trasporto elettrificato cresceranno rapidamente, «diventando la default choice in molti sistemi energetici in tutto il mondo». Tanto che «La metà di tutte le nuove centrali elettriche costruite a livello globale saranno solari o eoliche o una combinazione ibrida con lo stoccaggio». Inoltre la metà dei nuovi veicoli su strada saranno elettrici e le nuove tecnologie delle applicazioni grid-edge – ad esempio la guida autonoma e condivisa – favoriranno questo rapido aumento.

Alla Wood Mackenzie sono addirittura convinti che «Ci sono una serie di fattori che potrebbero accelerare ulteriormente questo processo, tra i quali l’aumento della competitività dei costi delle rinnovabili e le scoperte tecnologiche nelle batterie e nello stoccaggio». Ghosh aggiunge: «I progressi tecnologici accelerati hanno creato un ponte verso gli obiettivi futuristici delle città smart connesse con sistemi autonomi e un cambiamento su vasta scala delle materie prime. Il risultato è che la transizione energetica sembra meno la trama di un film di fantascienza e più di un piano possibile, anche se ambizioso».

Il rapporto fa notare che «Dal 2010 i costi del solare fotovoltaico sono scesi dell’80%, mentre allo stesso tempo tecnologie più mature, come l’energia eolica onshore, hanno visto i costi scendere di circa il 30%. Di fronte a un ulteriore calo dei costi, lo stoccaggio accelererà. I costi delle  batterie sono ora inferiori dell’80% rispetto ai livelli del 2010, rendendo lo stoccaggio nelle batterie una soluzione più economica per i problemi di affidabilità delle rinnovabili. Man mano che diventeranno ancora più economiche, le batterie dovrebbero farsi strada in tutto il mondo. A sua volta, il miglioramento della tecnologia di stoccaggio delle batterie sta contribuendo a rendere i veicoli elettrici una soluzione praticabile per i problemi di inquinamento atmosferico locale. Una maggiore attività di decarbonizzazione potrebbe richiedere che entro il 2035 dal 40 al 60% delle vendite di nuove auto siano elettriche. Se i veicoli elettrici autonomi e il ride-sharing  decolleranno davvero, raggiungere questi livelli più alti diventa possibile in un tempo relativamente breve».

Ghosh  evidenzia che «Intorno attorno al sistema di ricarica EV sono in fase di sviluppo anche interi ecosistemi, con produttori di apparecchiature originali, utilities, venditori di software e partnership pubblico-privato. Il punto di svolta della transizione energetica globale potrebbe arrivare prima del previsto».

Ma il rapport non si nasconde che ci sono ancora ostacoli da superare: «I prezzi della batteria potrebbero non scendere così velocemente come sperato, rallentando l’adozione di veicoli elettrici. Anche l’accettazione dei veicoli elettrici da parte dei consumatori e lo sviluppo di infrastrutture di ricarica sono fattori da tenere in considerazione». L’altro problema è la lentezza dei Paesi a mettere in atto leggi o regolamenti che potrebbe rallentare l’arrivo della transizione. Per esempio, le decisioni di Donald Trump di ritirare gli Usa dall’accordo sul clima di Parigi e di rottamare gli standard sulle emissioni dei veicoli approvati dalla precedente amministrazione di Barack Obama, o l’ostilità del Canada ad applicare politiche di carbon pricing, potrebbero ostacolare la transizione verso le rinnovabili.

Ma Ghosh è fiducioso e conclude: «I prossimi 15 anni della transizione saranno fondamentali per studiare, preparare e pianificare. Per prosperare nella nuova realtà energetica, le companies e gli investitori dovranno capire le opportunità future in un panorama energetico in rapida evoluzione, rimanendo in rapporto con l’evoluzione dei mercati del petrolio, dell’energia e dei metalli».