L’anniversario di Fukushima e la speranza di Rugiada

A Chernobyl intere famiglie pagano gli errori che hanno portato all’esplosione nucleare del 1986

[10 marzo 2017]

Sono passati 6 anni esatti, era l’11 marzo 2011, dal disastro nucleare di Fukushima, quando una scossa di magnitudo 9 devastò Fukushima provocando lo tsunami che colpì la centrale nucleare. Se non possiamo evitare le catastrofi naturali, possiamo però scegliere di produrre energia in modo pulito e sicuro, e ridurre così gli effetti devastanti di un modello energetico basato su tecnologie inquinanti e pericolose. Ma Fukushima non è l’unico esempio di mala gestione. A Chernobyl ancora oggi intere famiglie stanno pagando gli errori che hanno portato all’esplosione nucleare del 1986.

Legambiente continua a portare avanti in Bielorussia il Progetto Rugiada, nato dall’esperienza del Progetto Cernobyl, che ha portato ad accogliere in Italia oltre 25.000 bambini in 13 anni di attività rivolta alle popolazioni colpite dal fall out radioattivo che colpì nel 1986 la Bielorussia in seguito all’incidente nucleare di Chernobyl. Ancora oggi sono circa 100 i bambini all’anno che Legambiente riesce a portare via dalle zone contaminate garantendo loro controlli sanitari, cibo sano e attività didattiche (per circa 24 giorni) in un centro all’avanguardia, il Centro Nadeijda (Speranza), situato in una zona non contaminata a nord della Bielorussia.

Si tratta di un progetto di sostegno a distanza che si svolge in un centro all’avanguardia della Bielorussia, a Vilejka, sulle rive di un lago e in un territorio non contaminato (monitoraggio effettuato dall’Arpa Emilia Romagna). Il progetto viene coordinato dal Circolo Festambiente (ufficio nazionale di Legambiente) con il contributo e il sostegno dei Circoli locali dell’associazione e nel 2014 anche dalla Chiesa Valdese (grazie al progetto presentato a novembre 2013).

Il Centro Nadeijda è dotato di pannelli solari, e segue pratiche ecosostenibili (utilizzo delle biomasse, risparmio energetico, produzioni biologiche, raccolta differenziata, compostaggio). Qui Legambiente attraverso il Circolo Festambiente coordina il progetto Rugiada rivolto ai bambini che vivono in zone a rischio con problemi sanitari e che nel Centro possono passare un periodo (24 giorni) di decontaminazione, socializzazione e controlli sanitari. Il centro offre sia un supporto di tipo medico che pedagogico, essenziale in aree dove questi tipi di servizi restano tutt’oggi concentrati nei grandi centri urbani, a scapito di chi vive nelle campagne. Un progetto che va oltre il mese di accoglienza e che mira a rapporti continuativi non solo con la struttura che si occupa del centro ma anche con le autorità locali, le scuole, le strutture sanitarie.

Il progetto di accoglienza è sostenuto dai Circoli della Legambiente, da Weleda Italia e con i fondi dell’otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi). Grazie al contributo Otto per mille della Chiesa Valdese, il circolo Festambiente ha potuto ampliare il progetto Rugiada con alcuni micro-progetti che affiancano l’accoglienza. In questi anni sono state costruite sei serre – 5 in alcune scuole e 1 al Centro Invalidi di Braghin – che hanno permesso ai bambini delle aree contaminate di mangiare verdure pulite. Inoltre nel 2015 sempre grazie alla Chiesa Valdese sono stati acquistati pacchetti di cibo pulito per i periodi più freddi in modo da garantire un’alimentazione sana anche quando le serre non sono in produzione.

Per maggiori informazioni sul Progetto Rugiada o dettagli su come dare un contributo concreto alle attività del Progetto, consultare il sito www.solidarietalegambiente.it o scrivere a ufficiostampa@festambiente.

Per sostenere il Progetto Rugiada è possibile fare una donazione Paypal oppure tramite bonifico bancario intestato a Legambiente Solidarietà, Codice Iban – IT 43 E 050 1802 8000 00000513351.