Le emissioni di gas serra possono vanificare la datazione al radiocarbonio

Nel 2050 i dati potrebbero essere falsati già di 1.000 anni, nel 2100 di 2.000

[22 luglio 2015]

Carbonio 14

Secondo lo studio “Impact of fossil fuel emissions on atmospheric radiocarbon and various applications of radiocarbon over this century”, pubblicato su Pnas,  le crescenti emissioni dall’utilizzo di combustibili fossili stanno minacciando l’efficacia della datazione al radiocarbonio.

L’autrice dello studio, Heather D. Graven, del dipartimento di fisica e del Grantham Institute dell’Imperial College London, sottolinea che «Una vasta gamma di discipline scientifiche e di industrie utilizzano le analisi al radiocarbonio; per esempio, è usato nella datazione dei campioni archeologici e nell’identificazione forense di tessuti umani e di fauna selvatica, compreso l’avorio in commercio».

La Graven lancia un allarme: «Nel corso del prossimo secolo, le emissioni di combustibili fossili produrranno una grande quantità di CO2 senza carbonio 14 (14 C), perché i combustibili fossili hanno perso il 14 C nel corso di milioni di anni di decadimento radioattivo. La CO2 atmosferica, e di conseguenza il materiale organico di nuova produzione, apparirà come se fosse “invecchiato”, o avesse perso 14 C da decadimento. Entro il 2050, il materiale organico fresco potrebbe avere la stessa ratio 14C/C dei campioni da 1050 e, quindi, essere indistinguibile con la datazione al radiocarbonio. Alcune delle attuali applicazioni per il 14 C potrebbero cessare di essere valide e altre applicazioni ne saranno fortemente influenzate.

Il metodo di misurazione del  carbonio14, una forma radioattiva dell’elemento che viene prodotta in atmosfera e quindi assorbita dalle piante attraverso la fotosintesi, è stato sviluppato alla fine degli anni ’40 del secolo scorso. Gli animali che mangiano le piante ingeriscono il carbonio14 e così, confrontando il livello di carbonio 14 e carbonio non radioattivo nel campione, gli scienziati sono in grado di determinare l’età di quasi tutto quello che è organico Il metodo è stato utilizzato per determinare con precisione l’età di migliaia di reperti e di scoprire le frodi arte.

Il caso forse più famoso e riportato come esempio an che da BBC News Science & Environment è quella della datazione radiocarbonio della sacra Sindone di Torino realizzata nel 1988 e dalla quale è emerso che risalirebbe al XIII secolo,  più di 1.200 anni dopo la morte di Cristo, la cui immagine si dovrebbe rappresentare.

La Graven  ha esaminato i trend possibili delle emissioni di gas serra e pensa che già entro il 2020 gli aumenti di carbonio non radioattivo potrebbero cominciare a influenzare il tecnica di datazione: all’attuale ritmo di aumento delle emissioni, nel 2050 un capo di abbigliamento esaminato con la tecnica del radiocarbonio potrebbe avere  la stessa età di  un abito indossato da Guglielmo il Conquistatore 1000 anni prima.

La Graven. Conclude: «In termini di quanto diventerà forte questo effetto di diluizione, dipende molto da quanto aumenteranno o diminuiranno  le emissioni nel corso del prossimo secolo. Se riducessimo rapidamente le emissioni potremmo stare intorno a una età di carbonio di 100 anni in atmosfera, ma se aumenteremo fortemente le emissioni potremmo  raggiungere un’età di 1.000 anni entro il 2050 e intorno ai 2.000 anni entro il 2100». Quindi la datazione col radiocarbonio non avrebbe praticamente più valore, almeno  per quanto riguarda i reperti storici.