Ma alcune tendenze sono allarmanti, in particolare per il trasporto

Le energie rinnovabili Ue continuano a crescere, ma gli Stati devono migliorare sul risparmio energetico

Italia: 7,04 tonnellate di CO2 pro-capite e 279 grammi di CO2 per euro di Pil

[2 dicembre 2016]

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Poco dopo che la Commissione europea, tra le critiche delle associazioni ambientaliste,  ha proposto il suo maxi-pacchetto energia, l’European environment agency (Eea)  ha presentato una nuova valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri dell’Ue per centrare i loro obiettivi 2020 già esistenti sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica. L’analisi è inclusa nel rapporto “Trends and Projections in Europe 2016: Tracking progress towards Europe climate and energy targets”, comprende  I profili dei diversi Paesi europei in materia di energia e clima dal quale emerge che ogni italiano emette 7,04 t di CO2 equivalente di gas serra e che le emissioni di gas serra per Pil, cioè i grammi di CO2 equivalente per euro, sono 279.  L’Italia, pur non confermando le forse troppo ottimistiche statistiche recenti, è il sesto miglio Paese Ue per intensità di emissioni di gas serra in base all’economia e l’ottavo per emissioni pro-capite.

Il rapporto Eea sottolinea che «Gli Stati membri dell’Ue hanno abbassato il loro consumo di energia negli ultimi anni, nonostante un leggero aumento nel 2015. Allo stesso tempo, usano sempre più energia da fonti rinnovabili. Nel complesso, i  28 Stati membri sono collettivamente sulla buona strada per soddisfare i loro obiettivi 2020 sulle energie rinnovabili, l’efficienza energetica e le emissioni di gas serra. Tuttavia, continuando con gli attali trend calerà per gli obiettivi a breve e lungo termine».

Insomma, per l’agenzia ambientale Ue hanno ragione le associazioni ambientaliste a mettere in guardia sull’insufficienza degli impegni presi dalla Commissione europea, che spostano di poco in avanti quelli presi prima dell’Accordo di Parigi e della Cop22 di Marrakech.

Il  direttore esecutivo dell’Eea, Hans Bruyninckx, non ha dubi: «La strada da seguire è chiara: gli Stati membri devono intensificare l’ambizione nazionale e gli sforzi per raggiungere gli obiettivi dell’Ue per il 2020 e 2030 obiettivi e per mantenere l’Unione europea sulla strada low-carbon, di un’economia competitiva e circolare entro il 2050.  Il nostro rapporto “Trends and projections in Europe 2016” dimostra che gli obiettivi 2020 dell’Ue in materia di energia e clima sono ora a portata di mano. Ma alcune tendenze sono allarmanti, in particolare per il trasporto. In questo settore, l’uso delle energie rinnovabili rimane insufficiente e le emissioni di gas serra sono di nuovo in aumento».

L’Eea ricorda che entro il 2020, il 20% del consumo finale lordo di energia dell’Ue deve provenire da fonti rinnovabili e il rapporto evidenzia che «Le stime preliminari per il 2015 indicano che la quota delle energie rinnovabili nel consumo energetico finale dell’Ue ha continuato ad aumentare, raggiungendo il livello del  16,4%», nel 2014 era il 16,0%.  Se 22 Stati membri dell’Ue sono sulla buona strada per raggiungere o superare i livelli di energia rinnovabile previsti nei loro piani d’azione nazionali, Francia, l’Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo fanno fatica, anche se la Francia lo fa perché è “tutto-nucleare” e il Portogallo perché ha target molto più ambiziosi della media Ue.

L’obiettivo del 2020 dell’Unione europea in materia di efficienza energetica corrisponde ad una riduzione del 13% del consumo di energia primaria rispetto al livello del 2005. Il rapporto Eea dice che «Stime preliminari indicano che il consumo di energia dell’Ue nel 2015 era dell’11% al di sotto del 2005, nonostante un aumento dell’1% tra il 2014 e il 2015. L’Ue rimane sulla buona strada per raggiungere il suo obiettivo 2020 di efficienza energetica. Fatta eccezione per l’Estonia, Malta e Svezia, tutti gli Stati membri sono sulla buona strada per soddisfare i loro obiettivi in materia di consumo di energia primaria. Tuttavia, gli Stati membri mostrano una generale mancanza di ambizione per quanto riguarda gli obiettivi 2020 di efficienza energetica».

L’Eea mette in guardia: «Per raggiungere i più ambiziosi obiettivi energetici e di decarbonizzazione a lungo termine fissati dall’Ue per il 2050, gli attuali sforzi dovranno essere notevolmente intensificati».

“Trends and projections in Europe 2016”, conclude: «L’Ue può raggiungere il suo obiettivo 2030 sulle fonti rinnovabili, se viene mantenuto il ritmo attuale in tutta Europa. Tuttavia, questo richiederà ulteriori sforzi perché i cambiamenti regolamentari incidono sulla fiducia degli investitori nelle energie rinnovabili, mentre le barriere di mercato persistono. Allo stesso modo, il raggiungimento dell’obiettivo 2030 sull’efficienza energetica richiederà un’efficace attuazione delle misure di efficienza energetica, nonché un rapido cambiamento nel comportamento dei consumatori».