Le pagelle del Wwf alle strategie di decarbonizzazione dei Paesi Ue: Italia “non classificata”

Dall’Italia più un generico elenco di desideri che una strategia

[7 aprile 2017]

L’European policy office del Wwf  ha presentato il rapporto “A climate for the future – Assessing EU Member States’  Low-Carbon Development  Strategies and lessons for  Energy Union governance”, frutto del progetto MaxiMiseR finanziato dal Programma Life-Ue,  che prende in considerazione gli 11 Stati dell’Unione europea  che hanno consegnato una strategia di riduzione delle emissioni al 2050, che l’Ue richiedeva entro il 2015, e sottolinea che . «Tra questi Paesi non c’è l’Italia, un vero e proprio caso a sé».

Il Wwf evidenzia che le strategie presentate da Francia, Gran Bretagna, Finlandia, Lituania, Olanda, Portogallo, Danimarca, Irlanda, Germania, Grecia e Cipro «sono estremamente disomogenee in termini di qualità.  Nella classifica del Panda europeo, la strategia a lungo termine della Francia segna la performance più alta, con un punteggio superiore del 78%, seguita dal Regno Unito con il 71% e dalla Finladia con il 6%. Sopra il 50% anche Lituania (58%) e Olanda (54%). Al Wwf spiegano che «Il punteggio complessivo della Francia deriva dalle sue basse emissioni e dall’obiettivo di riduzione del 75% entro il 2050».

In fondo alla classifica c’è Cipro con solo il 25%, «in parte perché ha presentato solo in bozza la sua strategia di riduzione».

Secondo Imke Lübbeke, responsabile clima ed energia dell’European policy office del Wwf, «Le strategie di decarbonizzazione per il 2050 e oltre sono la spina dorsale delle politiche climatiche dell’Unione europea: il fatto che manchino diverse vertebre, alcune delle quali determinanti, è preoccupante. Una guida decisa e chiara da parte dell’Unione europea, buoni meccanismi di applicazione e analisi regolari, aiuterebbero gli Stati membri a ridurre le emissioni, garantendo nel contempo la prosperità e il benessere di tutti i cittadini europei».

Per quanto riguarda il nostro Paese il Wwf ricorda che «L’Italia ha presentato come Strategia di decarbonizzazione al 2050 la Strategia energetica nazionale al 2020, approvata nel 2013 di concerto dal ministero dello sviluppo economico e dal ministero dell’ambiente, senza avallo né del governo né del parlamento; la Sen  2013 fu a suo tempo criticata dal Wwwf Italia proprio perché il termine strategia veniva usato per un documento con un orizzonte a brevissimo termine, di soli 8 anni. E’ vero che, proprio in seguito alle rimostranze del Wwf e di altri, nella versione finale fu aggiunto un breve capitoletto sulle prospettive al 2050, ma il rapporto lo definisce più un “generico elenco di desideri che una strategia”».

Mariagrazia Midulla, responsabile clima ed energia del Wwf  Italia, conclude: «Una buona strategia per ridurre le emissioni dovrebbe essere in linea con gli obiettivi climatici previsti dall’Accordo di Parigi: ossia dovrebbero essere una strategie applicabile, trasparente e sviluppata in collaborazione sia con le imprese che con la società civile. L’Italia non ha ancora chiarezza di obiettivi e di percorso per il 2050, e questo peraltro impedisce l’adozione di politiche davvero conseguenti da subito. Quel “non classificato” dovrebbe essere uno stimolo, per il governo e il parlamento, perché mettano da subito in campo una visione e una strategia di decarbonizzazione a lungo termine, in modo che questa informi poi i diversi strumenti di programmazione, a partire dalla Strategia Energetica Nazionale una cui prima bozza è annunciata a giorni. Gli investimenti hanno periodi di ammortamento lunghi, come si fa a investire oggi senza darsi contestualmente l’obiettivo di decarbonizzare al 2050? Si rischia, oltretutto, di buttar via (tanto) denaro».