Le pale eoliche sono molto meno pericolose di quel che si credeva per gli uccelli marini

Rspb Scotland: risultati interessanti ma non estendibili ad altri siti

[19 aprile 2018]

Il rischio che gli uccelli marini si scontrino con le pale eoliche offshore è meno della metà di quanto si pensasse in precedenza. E questo in sintesi  il risultato del Bird Collision Avoidance Study. l’indagine più completa mai effettuata sugli impatti dei parchi eolici offshore sul comportamento degli uccelli marini. Come scrive The Scotsman, « La ricerca suggerisce che gli uccelli marini evitano attivamente le turbine e nella maggior parte dei casi non si schiantano contro di loro».

Si tratta di uno studio – realizzato da Niras e Dhi per conto di Carbon Trust  e Discretionary Project Steering Committee – che ha richiesto diversi milioni di sterline ed è il primo del suo genere ad impiegare un multi-sensor monitoring system che  utilizza sia osservatori umani che un sistema che rileva automaticamente i movimenti degli uccelli marini in un parco eolico offshore in funzione nel Canale della Manica. Sono stati utilizzati anche radar che hanno registrato dati per  24 ore al giorno per  2 anni.  L’analisi di oltre 600.000 video registrati durante lo studio ha rivelato che solo 6 uccelli marini si sono scontrati con le pale eliche durante 12.131 voli nelle vicinanze del parco eolico e nessuno di questi scontri si i è verificato durante la notte.

Lo studio stato commissionato dall’Offshore Renewables Joint Industry Programme (Orijp) al quale partecipano gli sviluppatori di eolico offshore  Crown Estate, Crown Estate Scotland e Marine Scotland e che ha ricevuto finanziamenti dal governo britannico. Lo studio è stato realizzato e gestito da team di ricercatori che comprendevano  ornitologi e consulenti ambientali e ora si spera che il rapporto finale aiuti i pianificatori a valutare i rischi ambientali per i nouvi impianti di eolico offshore.

Attualmente nel mare della Scozia  ci sono 5 parchi eolici offshore con 66 turbine, compreso il primo parco eolico offshore galleggiante del mondo e Stephanie Conesa, policy manager di Scottish Renewables. ricorda che «Gli sviluppatori di impianti eolici offshore devono completare anni di monitoraggio prima che possa essere concessa l’autorizzazione per un progetto e ricerche come questa sono cruciali per capire meglio l’interazione tra parchi eolici offshore e popolazioni di uccelli. L’industria delle energie rinnovabili si impegna a sfruttare al meglio le nostre risorse naturali in un modo che migliori l’ambiente aiutando nel contempo a contrastare i cambiamenti climatici». Il ministro scozzese dell’energia Paul Wheelhouse ha sottolineato che «Questo studio fornisce dati inestimabili per comprendere il potenziale impatto degli impianti dell’eolico offshore sugli uccelli marini, come parte dei nostri sforzi per sviluppare questa risorsa energetica vitale nel dovuto rispetto per l’ambiente marino. I dati forniti saranno quindi di grande aiuto per informare il consenso sull’eolico offshore e il processo di pianificazione».

Ma gli ambientalisti, pur prendendo atto dei risultati scientifici, dicono che lo studio si riferisce a un’area ben definita e  non dovrebbe essere quindi applicato a tutti i potenziali siti di parchi eolici. Un portavoce della Royal Society for the Protection of Birds Scotland ha evidenziato che «Lo studio ha raccolto una grande quantità di nuovi dati, che saranno inestimabili per far crescere per molti anni la nostra conoscenza  su come i parchi eolici influenzino gli uccelli marini. Tuttavia, è estremamente importante notare che Rspb non sottoscrive la conclusione dello studio secondo cui il rischio di collisione degli uccelli marini è inferiore alla metà di quanto ci si aspetterebbe. I risultati sono interessanti, ma crediamo che questa sia un’interpretazione molto ottimistica dei dati».