L’Europa in cucina: nuove norme per la progettazione ecocompatibile di forni e cappe

[3 febbraio 2014]

Contemporaneamente all’integrazione delle informazioni delle etichette energetiche dei forni e delle cappe da cucina per uso domestico, l’Ue elabora le regole per la progettazione ecocompatibile di tali prodotti.

Del resto l’effetto combinato delle specifiche per la progettazione ecocompatibile e dei requisiti di etichettatura potrebbe portare a un risparmio annuo di energia primaria pari a 27 PJ (consumo di energia primaria) nel 2020, che arriverebbe fino a 60 PJ entro il 2030.

Allo scopo di ridurre il consumo di energia, il flusso d’aria e l’illuminamento la Commissione europea – coerentemente con quanto stabilito dalla direttiva sulla progettazione ecocompatibile (direttiva 2009/125/Ce) – ha emanato e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi il regolamento recante misure di esecuzione della direttiva sulle specifiche per la progettazione ecocompatibile di forni, piani cottura e cappe da cucina per uso domestico.

Il regolamento entrerà in vigore al ventesimo giorno dalla pubblicazione, ma i requisiti per l’ecoprogettazione verranno applicati gradualmente – in tre fasi – per offrire ai fabbricanti il tempo sufficiente per riprogettare opportunamente i prodotti e per evitare di incidere negativamente sulla funzionalità delle apparecchiature già presenti sul mercato. Il calendario, infatti, deve tenere conto dei costi sostenuti dagli utilizzatori finali e dai fabbricanti, in particolare dalle piccole e medie imprese, assicurando nel contempo che gli obiettivi del regolamento siano raggiunti nei tempi prestabiliti.

Per analizzare gli aspetti tecnici, ambientali ed economici degli apparecchi di cottura la Commissione ha realizzato – in collaborazione con le parti in causa, le parti interessate dell’Unione e dei paesi terzi –  studi preparatori dai quali è anche risultato che il principale aspetto ambientale significativo è il consumo di energia nella fase di utilizzo.

Una parte importante del consumo complessivo di energia elettrica degli apparecchi di cottura per uso domestico quali forni, piani cottura e cappe da cucina è imputabile alla funzionalità in modo stand-by o spento. Ecco perché il consumo di energia in questi modi rientra nelle specifiche minime di rendimento energetico.

Nel 2010 il consumo totale annuo di energia di forni, piani cottura e cappe da cucina per uso domestico nell’UE è stato stimato a 755 PJ. E si prevede che nel 2020 il consumo energetico annuo possa aumentare fino a raggiungere i 779 PJ se non saranno adottate misure specifiche.

Dunque il rendimento energetico dei prodotti in questione dovrebbe essere migliorato utilizzando tecnologie esistenti, non brevettate ed economicamente convenienti, che consentano di ridurre i costi complessivi sostenuti per l’acquisto e l’uso di tali prodotti.

Le specifiche, inoltre, non dovrebbero avere un impatto negativo sulla funzionalità del prodotto dal punto di vista dell’utilizzatore finale, né conseguenze negative per la salute, la sicurezza o l’ambiente. In particolare, i benefici derivanti dalla riduzione del consumo energetico nella fase di utilizzo devono compensare ampiamente il possibile impatto ambientale nella fase di produzione e di smaltimento.

Oltre agli obblighi giuridicamente vincolanti stabiliti nel presente regolamento, il legislatore Ue ritiene opportuno definire parametri di riferimento indicativi per gli apparecchi più efficienti disponibili sul mercato, al fine di garantire un’ampia disponibilità e una facile accessibilità delle informazioni relative agli aspetti più importanti delle prestazioni ambientali durante l’intero ciclo di vita dei prodotti.

Naturalmente le specifiche non sono definitive, ma verranno riviste alla luce del progresso tecnologico, in particolare dell’efficacia e dell’adeguatezza dell’impostazione seguita per la determinazione dell’efficienza energetica dei forni per uso domestico.