L’industria dell’energia pulita varrà 50 trilioni di dollari, la rivoluzione energetica è inarrestabile

I grafici che lo dimostrano. Ma con Trump gli Usa rischiano di non beneficiarne

[4 gennaio 2017]

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Joe Romm, founding editor di Climate Progress spiega che, secondo le migliori previsioni sulla produzione di energia pubblicate nel 2016, «la rivoluzione energetica pulita è inarrestabile. Almeno, è inarrestabile a livello globale. Ma se gli Stati Uniti fanno un errore storico e spostano la loro attenzione verso l’energia sporca, proprio quando il resto del mondo prende un impegno per 50 trilioni di dollari (o più elevato)  per un futuro carbon-free, allora non coglieranno il vasto lavoro  che crea benefici delle notevoli riduzioni dei costi in corso».

Queste riduzioni dei costi delle rinnovabili sono descritti nel rapportoRevolution…Now: The Future Arrives for Five Clean Energy Technologies” dal Dipartimento dell’energia Usa (Doe) e sono state rese in parte possibili dagli investimenti dello stesso Doe  nel  corso di molti decenni. «In effetti – dice Romm –  l’implementazione accelerata, guidata in  tutto il mondo da politiche governative intelligenti,  ha creato economie di scala e ha portato la learning curve delle tecnologie verso il basso più velocemente di quanto chiunque avesse previsto». E’  il calo di prezzi avvenuto negli ulytimi 10 anni che ha portato al boom esponenziale degli impianti di energia pulita a livello globale.

«La buona notizia  – sottolinea ancora Romm – che il calo dei prezzi e l’aumento di volume delle vendite sono direttamente collegati, quindi continueranno, non importa quel che faranno gli Stati Uniti al loro interno. Nel corso degli ultimi quattro decenni, per ogni raddoppio  di scala dell’industria dell’energia solare, il prezzo dei moduli fotovoltaici è sceso circa il 26%».

Nel suo New Energy Outlook (Neo) pubblicato nel giugno 2016, Bloomberg New Energy Finance (Bnef) pubblica il grafico “The Beautiful Math of Solar Power”  che definisce  «senza dubbio il grafico più importante nei mercati energetici. Descrive un modello così coerente, e così potente, che le industrie ci imposteranno i loro orologi»:

Secondo Bnef, entro il 2040 il mondo investirà ben 3,4 trilioni di dollari nel solo solare, più degli investimenti globali previsti per tutti i nuovi combustibili fossili e il nucleare messi insieme. Questo significa che l’energia solare, l’eolico ed altre tecnologie pulite diventeranno  il modi più economici per produrreenergia in sempre più aree del mondo. Per Romm, questo continuo calo dei prezzi, «da soli rendono inarrestabile la rivoluzione delle rinnovabili, a livello globale. In effetti, l’Accordo di Parigi  sul clima del dicembre 2015 rappresenta un impegno da parte di tutti i Paesi leader a livello mondiale riguardo a investimenti ancora maggiori nell’energia pulita nei prossimi decenni».

Quello che sta succedendo con il solare e l’eolico a livello globale sta avvenendo anche per le auto elettriche (EV), per le batterie e per l’efficienza energetica, come le luci LED.  Un rapporto pubblicato ad agosto 2016 da Goldman Sachs paragona l’adozione dei LED a quella dei veicoli ibridi ed elettrici, del solare fotovoltaico e dell’eolico.  Anche il rapporto “Technology Perspectives Energia 2016” dell’International energy agency (Iea)  dice che il settore delle batterie è «particolarmente trasformazionale, sia in termini di costi che di performance» e  spiega che «Dal 2008, i costi della batteria [in dollari per kilowatt-ora] sono stati tagliati di un fattore 4 e la densità di energia della batteria [in watt-ora per litro] ha avuto un aumento di 5 volte». Secondo Bnef  «Le batterie in grado di immagazzinare energia a scala di utility entro 12 anni si diffonderanno quanto lo sono ora  pannelli solari sui tetti rivoluzionando il modo in cui i consumatori utilizzano l’energia».  Romm è cnvinto che il grafico “Here Come The Batteries” pubblicato da Bnef  dimostra che «La sinergia della rivoluzione solare e della rivoluzione delle batterie sono un’altra ragione ancora per cui la rivoluzione energetica pulita è inarrestabile».

Per quanto riguarda i veicoli elettrici, sia le proiezioni Bnef che dell’Iea dicono che, entro un decennio, potremmo vedere prezzi di veicoli elettrici a lunga percorrenza competitivi con quelli delle auto a benzina e gasolio, ma con zero emissioni e costi molto più bassi per km  per  spostarsi.

Ma Romm avverte: «Solo perché non si può fermare una rivoluzione, non significa che non la si può rallentare. Tragicamente, gli elettori hanno eletto un presidente negazionista scientifico,  impegnato ad eliminare l’azione degli Stati Uniti e azione per il clima globale e  ad azzerare i finanziamenti federali per l’energia pulita, un tizio che va a letto con i nemici dell’energia pulita, come ad esempio le Big Oil e Vladimir Putin. Trump ha nominato il Ceo di ExxonMobi,l Rex Tillerson, come segretario di Stato».

Romm invita a guardare il diagramma “Declining Prospects for Oil” realizzato dal Bnef e che comprende le previsioni suk ptrolio fatte dall’Iea dal 1994 ed evidenzia: «Quindi, a medio termine, i veicoli elettrici rappresentano una minaccia esistenziale per le compagnie petrolifere come ExxonMobil, che hanno bisogno che la domanda aumenti per mantenere i prezzi al di sopra del semplice collasso. Putin potrebbe prendere in considerazione anche i veicoli elettrici come una minaccia per il futuro economico della Russia» e pensare che l’affare da 500 miliardi di dollari della trivellazione dell’Artico sottoscritto con  ExxonMobil sia andato in fumo a causa delle sanzioni di Obama, ma a causa del nuovo clima energetico creato dal boom delle rinnovabili (e dallo shale gas).

ThinkProgress si chiede «Esattamente, quanto sarà difficile per Trump e il suo Cabinet work sovvertire la rivoluzione EV e l’intera rivoluzione energetica pulita? Quanto sarà difficile per  Trump lavorare per promuovere l’uso del carbone, che era una delle pietre angolari delle sue promesse elettorali? Il team di Trump manterrà la promessa di eliminare l’Epa e le normative statali che aiutano le fonti rinnovabili a  competere con il gas a buon mercato e in grado di ridurre le perdite di metano dal fracking, perdite che contribuiscono a cancellare del tutto il vantaggio climatico del gas? Riuscirà a facilitare la trivellazione  nell’Artico?»

Romm risponde così a queste domande: «Dopo un quarto di secolo in cui abbiamo ignorato gli avvertimenti della scienza climatica, la capacità del mondo per evitare la catastrofe è sul filo del rasoio. Se avremo 4, per non parlare di 8, anni di sforzo concertato da parte del team Trump per schiacciare l’azione per il clima e per rallentare la rivoluzione energetica pulita, poi avremo virtualmente eliminato qualsiasi possibilità di evitare un aumento devastante livello del mare, la Dust-Bowlification, e altre cose simili. La rivoluzione energetica pulita è inarrestabile, ma il caos climatico non lo è».