Un frigo portatile per trasportare i vaccini nei Paesi in via di sviluppo

L’invenzione di uno studente potrebbe salvare milioni di vite in tutto il mondo

Nessun brevetto: «Poter essere vaccinati dovrebbe essere un diritto umano fondamentale»

[9 settembre 2016]

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Will Broadway, uno studente britannico di 22 anni, ha inventato “Isobar”, un frigorifero mobile progettato per mantenere i vaccini alla temperatura ideale per trasportarli nei Paesi in via di sviluppo. E Will non ha intenzione di fare soldi con la sua invenzione: vuole solo che i vaccini riescano ad arrivare integri alle persone che ne hanno bisogno,  è per questo che non ha brevettato “Isobar”.

Will, laureato in design e tecnologia industriale alla Loughborough University, ha detto alla BBC Newsbeat: «Tutti i giorni faccio cose per le persone che hanno tutto, volevo fare qualcosa per le persone che non hanno quasi niente. A mio avviso, poter essere vaccinati dovrebbe essere un diritto umano fondamentale. Non credo che dovrebbe essere brevettato per limitarne l’uso».

L’”isobar” di Will ha vinto il James Dyson Award, un premio che viene assegnato ogni anno a studenti di tutto il mondo che progettano qualcosa che risolvono un problema.

Gli attuali metodi di trasporto dei vaccini possono provocare il congelamento dei vaccini prima che raggiungano la loro destinazione nei Paesi dove la povertà e/o la guerra rappresentano ostacoli spesso insormontabili per far giungere rapidamente i vaccini a chi ne ha bisogno. “Isobar”. Mentiene i vaccini a una temperatura costante di 2 – 8 gradi  per 30 giorni e .funziona  riscaldando ammoniaca e acqua per creare vapori di ammoniaca, che vengono poi rilasciati nella sua camera principale quando è necessario il raffreddamento.

Will ha cominciato a pensare al suo frigorifero portatile nel  2012, quando visitò la  Cambogia e altri Paesi del sud-est asiatico. «Questi viaggi mi hanno suscitato un interesse – ha detto a Michael Baggs di BBC Newsbeat: – Mi hanno spinto. Qualcosa doveva  essere risolto per questo importante problema».

Will è molto giovane, ma ha già lavorato in una società di consulenza per dispositivi medici e quindi ha esperienza diretta di come le grandi imprese monetizzino i prodotti salvavita, costi spesso irragionevoli che impediscono che  i prodotti medici arrivino proprio a chi ne ha più bisogno: i poveri.

E’ un business crudele che Will proprio non capisce: «Se è la cosa migliore disponibile, allora dovrebbe essere diffusa per salvare vite umane». E la sua invenzione di vite umane ne potrebbe salvare tante: 1,5 milioni di persone in tutto il mondo, «Un numero sorprendente», dice il giovane scienziato.

Ma Will sa bene che il problema ora è quello della produzione e commercializzazione di “Isobar” e ha intenzione di controllare attentamente anche tutto questo percorso, ma è comunque molto soddisfatto del potenziale sociale della sua tecnologia.

Il prodotto è stato progettato per il trasporto di vaccini, ma secondo Broadway  potrà essere utilizzato, nei Paesi in via di sviluppo e non solo, per altri usi medici: «Le donazioni di sangue, i trapianti di organi: se restano bloccati nel traffico, si utilizzano ancora pacchetti freddi che in realtà non sono adeguati per lunghi periodi di tempo».

Ma c’è anche un altro potenziale uso, non medico, per Isobar che qualcuno potrebbe utilizzare per farci soldi nel mondo occidentale: «E’ rischioso, ma, ma esiste la possibilità di raffreddamento commerciale. Sarebbe una grande cosa per un viaggio di cinque giorni in cui non si dispone di nessuna energia».

Ma Will insiste sul fatto che la distribuzione dei vaccini è la funzione primaria della sua invenzione: «E’ la sua applicazione ed è questa eventualmente  la strada maestra per la sua tecnologia».