L’Isola del Giglio vuole diventare il laboratorio italiano per l’utilizzo delle blue energy provenienti dalle onde del mare

A Giglio Castello il Blue Energy Lab ha posto le basi per la realizzazione di un primo progetto pilota

[14 Marzo 2019]

Con il secondo incontro regionale del progetto Maestrale – Blue Energy for the Mediterranean Sea, coordinato dal Dipartimento scienze fisiche, della terra e dell’ambiente dell’università degli Studi di Siena,  l’Isola del Giglio si è candidata a laboratorio italiano per l’utilizzo dell’energia proveniente dalle onde del mare, le cosiddette “blue energy”. All’incontro, che pone le basi per la verifica di fattibilità per la realizzazione di un primo progetto pilota, grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale e all’esistenza di un protocollo d’intesa firmato con la Regione Toscana nel 2015 proprio per lo sviluppo delle rinnovabili sull’isola, hanno preso parte Acquedotto del Fiora, Sie srl, Terna Plus, Università La Sapienza, Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Il Sindaco del Comune  Isola del Giglio, Sergio Ortelli, ha sottolineato che «Con l’obiettivo di porre le basi per una strategia di sviluppo dell’energia marina nell’area mediterranea preservandone il valore ambientale e culturale sono stati presentati ed analizzati i vari modelli che potrebbero essere presi in considerazione per produrre energia. La nostra isola si candida a modello di un nuovo modo di intendere l’utilizzo di energie rinnovabili, un percorso che parte dal basso e che condivide con la comunità le scelte migliori per il proprio futuro».

Simone Bastianoni dell’università di Siena, commenta: «Siamo molto soddisfatti dell’esito dell’incontro, abbiamo trovato una comunità sensibile ed attenta al nostro progetto di fattibilità, oltre ad una serie di interlocutori seri e qualificati, in grado di affiancarci nella fase operativa. Ci auguriamo di poter restituire in tempi brevi le positive indicazioni che abbiamo ricevuto».

Il Blue Energy Lab (BEL) che si è tenuto a Giglio Castello è stato preceduto da alcuni sopralluoghi in alcune aree dell’Isola “vocate” allo sfruttamento delle energie blue come il molo di sottoflutto e il dissalatore.

Il team del progetto Maestrale conclude: «Incontri di questo genere si svolgono in differenti regioni di 8 paesi dell’area Mediterranea e ospitano incontri transnazionali e eventi al fine di scambiare le migliori pratiche e esperienze. Ogni BEL elaborerà 2 o più progetti pilota di impianti alimentati a energie blu in ogni regione. Ogni studio di fattibilità fornirà dati sulle condizioni necessarie affinché l’impianto funzioni, un piano economico, mezzi tecnologici richiesti, grado di sostenibilità ambientale e di accettazione da parte della società civile, coinvolgendo nella sua redazione amministratori, aziende e gruppi di cittadini. Il risultato atteso è quello di creare almeno 20 progetti che potrebbero essere implementati nel prossimo futuro finanziati grazie ad un forte partenariato pubblico-privato e l’accesso ai fondi strutturali Europei».