L’Italia del carbone: da 11 centrali il 13,2% dell’elettricità e oltre il 40% della CO2

[9 gennaio 2017]

carbone inquinamento wwf

La Befana si è portata via le feste, ma non il carbone. Almeno non in Italia: come ricorda il Wwf, lungo il Paese ancora oggi sono in funzione 11 centrali a carbone, che durante il 2015 hanno fornito il 13,2% del consumo interno lordo di energia elettrica con circa 43.201 GWh. Un contributo tutto sommato modesto, che diventa però totalmente sproporzionato osservando anche le emissioni climalteranti: gli impianti a carbone hanno prodotto quasi 39 milioni di tonnellate di CO2, corrispondenti a ben oltre il 40% di tutte le emissioni del sistema elettrico nazionale.

Un dato che non stupisce: tra tutti i combustibili fossili – evidenziano dal Wwf – il carbone è quello più inquinante: dalla sua combustione viene liberato il 46% delle emissioni globali di CO2. Da solo, è quindi in grado di vanificare qualsiasi sforzo di mitigazione del cambiamento climatico. Numerosissimi studi scientifici hanno inoltre dimostrato come l’inquinamento derivante dalla combustione del carbone sia causa di gravi patologie e disturbi dello sviluppo fisico e mentale umano, particolarmente nei bambini fin dalla fase prenatale. Ripercussioni gravissime che non interessano solo le aree più prossime agli impianti, ma che vanno persino oltre i confini nazionali.

«Fare a meno del carbone in tempi brevissimi si può, in Europa già molti Stati l’hanno programmato, e non si vede perché l’Italia, che è meno dipendente di altri dal carbone per la produzione energetica – sottolinea Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed energia del Wwf Italia – non si affretti a mettere in atto le politiche necessarie: il Wwf le ha suggerite in un recentissimo report. Del resto, per la prima volta si assiste a un calo del consumo di carbone a livello globale (-2,7% nel 2015), nonostante l’aumento esponenziale della domanda di energia in Asia: una tendenza che, secondo l’Agenzia internazionale per l’energia continuerà».

La transizione in Italia potrebbe essere non poco avvantaggiata dalle contingenze venutesi a creare dietro la spinta delle rinnovabili e della crisi economica – che ha falcidiato, insieme a consumi e produzione industriale, la domanda di energia nel Paese. L’Italia nel 2015, con una potenza installata di 116.955 MW, a fronte di una punta massima assoluta della domanda di 60.491 MW, continua ad avere una sovra capacità di produzione di energia elettrica tale da costringere le centrali (specie quelle meno inquinanti e più efficienti) a funzionare a scartamento ridotto. «Oggi il nostro nemico è il carbone», aveva dichiarato due anni fa l’ex premier Matteo Renzi. Ma quelle centrali a carbone sono ancora lì.