L’Italia e il Goal 7: transizione energetica troppo lenta, accelerare sulla carbon tax (VIDEO)

Netto miglioramento nella maggior parte delle regioni Italiane, grazie a diminuzione dei consumi finali e aumento di consumi di energie rinnovabili

[20 ottobre 2018]

Prosegue la campagna ASviS “Un Goal al giorno”, che fornisce un’analisi tematica tratta dal Rapporto ASviS 2018 sulla posizione italiana e regionale rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.  
La campagna durerà 17 giorni, uno per ogni SDG. Puoi seguirla anche su Facebook e Twitter usando gli hashtag 
#RapportoASviS e #1Goalxgiorno.
Oggi parliamo del Goal 7: “Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni”.

 

Il Rapporto ASviS 2018 registra per il Goal 7 in Italia una situazione fondamentalmente statica tra il 2010 e il 2016. Il nostro Paese, infatti, dopo un iniziale miglioramento dell’efficienza energetica fino al 2012, è tornato ad attestarsi sui livelli del 2010. Le ragioni? Molteplici. Prima di tutto, un incremento nel consumo di energia (+1,3%), accompagnato da un calo del contributo delle rinnovabili (-4,3%). In secondo luogo, la mancanza di una riforma della Strategia energetica nazionale, basata ancora sul carbone come “combustibile di transizione”. In terzo luogo, la mancata presenza della questione energetica all’interno del dibattito politico nazionale. Un netto miglioramento, nonostante gli sviluppi disomogenei, si riscontra in alcune regioni, dove l’uso di energie alternative passa dal 22% (2010) al 33% (2017). Bene Valle d’Aosta, Basilicata e Sardegna, risultati insoddisfacenti per Marche e Calabria.

Il Rapporto ASviS propone quindi di  modificare e attuare la Strategia energetica nazionale, introdurre con efficacia la Carbon Tax (capace di trovare posto nel ridisegno complessivo del sistema fiscale annunciato dal Governo), raggiungere la grid parity (punto in cui l’energia elettrica prodotta per mezzo di impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili ha lo stesso prezzo dell’energia prodotta tramite fonti energetiche convenzionali) e coinvolgere in modo più ampio città e regioni, terreni fertili per la diffusione delle rinnovabili.

Tra il 2010 e il 2016 l’indicatore composito del Goal 7 elaborato dall’ASviS per l’Italia evidenzia una fondamentale staticità. Dopo un iniziale aumento, l’indicatore tende infatti ad assestarsi sui livelli registrati nel 2010. Rispetto al quale sono aumentati i consumi di energia coperti da fonti rinnovabili ed è diminuito il consumo interno lordo (tonnellate equivalenti di petrolio). Con la ripresa economica, però, la situazione è nuovamente peggiorata. I consumi finali di energia, scesi nel 2016 dello 0,5%, sono tornati ad aumentare nel 2017, passando a 123,8 Mtep (+1,3%). L’efficienza degli usi finali nel 2017 in Italia è di 107,6 tep/M€, -0,2% rispetto al 2016, anno nel quale registrava un calo record dell’1,8% rispetto al 2015. Parallelamente, il contributo delle fonti rinnovabili all’energia elettrica è diminuito, passando dal 37,4% del 2014 al 33,1% del 2016.

Gli indici compositi elaborati dall’ASviS mostrano per il Goal 7 un netto miglioramento rispetto al 2010 nella maggior parte delle regioni Italiane, grazie alla diminuzione dei consumi finali di energia elettrica e all’aumento dei consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili, che passano dal 22% nel 2010 al 33% nel 2016. Le regioni che hanno avuto l’incremento maggiore dell’indicatore sono la Valle D’Aosta, la Basilicata e la Sardegna. Al contrario, le Marche e la Calabria hanno subito un peggioramento a causa della diminuzione delle famiglie soddisfatte della continuità del servizio elettrico, nonostante entrambe le regioni mostrino un considerevole aumento dei consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili che in Calabria arrivano al 76,8%.

di ASviS

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