Da sole le rinnovabili elettriche non bastano: la transizione globale sta procedendo troppo lentamente

Lo stato delle energie rinnovabili: nuovo boom mondiale, ma aumentano le emissioni da fonti fossili

Nel 2017, da solo il nuovo fotovoltaico ha superato le nuove centrali a carbone, gas e nucleare

[5 giugno 2018]

In occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, l’United Nations environment programme (Unep) ha pubblicato il  Renewables 2018 Global Status Report  di Renewable Energy Policy Network for the 21st Century (REN21) dal quale emerge «Un quadro positivo del settore dell’energia rinnovabile, caratterizzato da costi in calo, maggiori investimenti, installazione record e modelli di business innovativi che stanno portando a un cambiamento rapido». Ren21, supportata dall’Unep,  è una rete globale di politiche per le energie rinnovabili che punta a «facilitare lo scambio di conoscenze, lo sviluppo delle politiche e l’azione comune verso una rapida transizione globale alle energie rinnovabili».

Il rapporto evidenzia che «Dopo anni di supporto attivo alla politica – guidato dai progressi tecnologici, dalla rapida crescita e da una drastica riduzione dei costi dell’energia solare ed eolica – in molte parti del mondo l’elettricità rinnovabile è ora meno costosa dei nuobvi impianti per la produzione di energia fossile e nucleare».

Ma l’Unep sottolinea che non i sono solo buone b notizie: «Ci sono progressi irregolari tra i settori e tra le diverse regioni geografiche e una “disconnessione fondamentale” tra gli impegni e l’azione reale sul territorio. Il settore energetico da solo non fornirà le riduzioni delle emissioni richieste dall’Accordo sul clima di Parigi o le aspirazioni dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 7 per garantire l’accesso all’energia affidabile, sicura, sostenibile e moderna per tutti».

Infatti, riscaldamento, raffreddamento e trasporti, che insieme rappresentano circa l’80% della domanda globale totale di energia finale, sono lontani da quanto previsto dall’Accordo di Parigi. «In poche parole . dice il rapporto REN21 – la transizione globale delle energie rinnovabili sta procedendo troppo lentamente».

Arthouros Zervos, presidente di REN21 ricorda che «L’energia rinnovabile nel 2017 ha rappresentato il 70% di aggiunte nette alla capacità di produzione di energia globale, ma le emissioni di biossido di carbonio globali legate all’energia  sono aumentate  dell’1,4%, dopo tre anni di costante stabilità. L’aumento delle emissioni di carbonio è il risultato di una robusta crescita economica globale (del 3,7%), di prezzi più bassi dei combustibili fossili e di sforzi più deboli per l’efficienza energetica».

Il Renewables 2018 Global Status Report  rivela quindi due realtà: una rivoluzione energetica che sta portando a un rapido cambiamento verso un futuro ad energia rinnovabile  e un’altra in cui la transizione complessiva non avanza alla velocità necessaria. .

Ma, nonostante tutto, l’energia rinnovabile gode globalmente di buona salute. Come spiega Zervos:  «La capacità di generazione di energia da fonti rinnovabili ha avuto  il suo più grande incremento annuo mai visto,  con una stima di 178 gigawatt aggiunti a livello globale. Da soli i nuovi impianti di produzione di solare fotovoltaico sono stati più delle  aggiunte in carbone, gas naturale e nucleare messe insieme.

Se è vero che Cina, Europa e Stati Uniti nel 2017 hanno  rappresentato quasi il 75% degli investimenti globali in energia e combustibili rinnovabili, con significativi investimenti nello sviluppo dei loro mercati, se si confrontano i dati delle rinnovabili con quelli per unità di prodotto interno lordo, Isole Marshall, Rwanda, Isole Salomone, Guinea-Bissau e molti altri Paesi in via di sviluppo stanno investendo nelle fonti rinnovabili quanto o più delle economie sviluppate ed emergenti. Sviluppi positivi che devono essere incrementati se si vuole davvero realizzare una transizione energetica globale.

Zervos  fa notare che anche le grandi multinazionali funzionano sempre più ad energia rinnovabile: «Inizialmente molte companies vedevano l’adozione di soluzioni di energia rinnovabile soprattutto come un atto di responsabilità sociale delle imprese. Tuttavia, le  significative riduzioni dei costi dell’ energia rinnovabile, così come la maturazione del mercato e degli ambienti politici, hanno reso i costi delle rinnovabili fonti di energia competitive e attraenti». Ormai le imprese che utilizzano energie rinnovabili non sono più solo negli Usa o nell’Ue ma anche in Paesi come Burkina Faso, Cile, Cina, Egitto, Ghana, India, Giappone, Messico, Namibia e Thailandia.

Inoltre il rapporto non è in grado di riferire dettagliatamente sulla miriade di impianti di piccola scala, a livello locale, sulle soluzioni decentralizzate in novative e le start-up, gli impianti solari off-grid o il solare termico e altri piccoli impianti di energie rinnovabili che non sono visibili quando si realizza un quadro globale come quello del rapporto REN21. Piccoli impianti e interventi che però, messi insieme, danno un contributo significativo alla  transizione del sistema energetico. Zervos conclude: «La raccolta dei dati e il monitoraggio dell’evoluzione delle soluzioni su piccola scala e come le fonti rinnovabili vengono utilizzate in settori chiave come i trasporti e l’agricoltura. deve essere una nuova priorità».