Lotta allo smog in Toscana, al via il tavolo di coordinamento Regione – Comuni

Anci: «Incentivi per aiutare a rendere concrete le migliori soluzioni condivise»

[16 febbraio 2016]

smog Toscana

Anche se le associazioni ambientaliste non sono entusiaste delle misure concordate tra ministero dell’ambiente, regioni e Anci, prosegue il percorso intrapreso dalla Regione dopo la firma del protocollo antismog e oggi si è tenuta la prima riunione del tavolo politico di coordinamento sull’inquinamento atmosferico tra gli assessorati regionali ad ambiente e sanità, Anci Toscana, col supporto tecnico di Arpat, consorzio Lamma e Asl.

L’’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, ha detto: «Voglio sottolineare il valore politico di questo tavolo di coordinamento perché permette di seguire un percorso di ascolto e condivisione fra i soggetti istituzionali coinvolti sul tema. Al prossimo appuntamento nazionale predisposto dal ministro Galletti ci presenteremo già con le prime iniziative concrete assunte, non solo la modifica della legge che introduce i nuovi indici, ma anche l’avvio del percorso con i Comuni per la preparazione dei nuovi Pac che dovranno vedere la luce entro l’estate».

Il presidente di Anci Toscana, Matteo Biffoni, ha sottolineato che «Per Anci Toscana è essenziale che in questo percorso vengano coinvolti i sindaci Crediamo che la collaborazione sia la strada giusta da intraprendere per un problema così complesso, e ci auguriamo che possano essere decisi incentivi per aiutare a rendere concrete le migliori soluzioni condivise»..

L’obiettivo comune di Regione e Anci è quello di «impostare il lavoro volto sempre più alla programmazione degli interventi strutturali e sempre meno all’emergenza e avviare il percorso con i Comuni per la preparazione dei nuovi Pac e l’individuazione delle misure più idonee».

La Regione dice che nel corso dell’incontro è stata descritta anche l’iniziativa della modifica della legge 9 del 2010, tuttora in corso, «con la quale verrà dato mandato alla giunta di individuare indici specifici di criticità in grado di ovviare al limite della cadenza delle rilevazioni al 31 dicembre e di recepire l’ulteriore parametro dei sette giorni consecutivi di sforamento introdotto dal protocollo».