L’Ue consente l’uso di gas naturale con una concentrazione di benzene inferiore allo 0,1%

[7 settembre 2015]

legge

È consentita l’immissione sul mercato e l’uso di gas naturale con una concentrazione di benzene inferiore allo 0,1 % in volume, perché non presenta rischi per la salute. Lo ha stabilito l’Ue con regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea di sabato, che modifica il regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (Reach) per quanto riguarda il benzene.

Il regolamento Reach vieta l’immissione sul mercato o l’uso del benzene come sostanza o come componente di altre sostanze o in miscele in concentrazioni pari o superiori allo 0,1 % in peso. A causa di specificità geologiche, il gas naturale da taluni giacimenti contiene una concentrazione di benzene superiore allo 0,1 % in peso ma inferiore allo 0,1 % in volume.

Però una valutazione dei rischi effettuata nel 2013 da parte del Nederlandse Rijksinstituut voor Volksgezondheid en Milieu (Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente) ha concluso che il gas naturale immesso sul mercato, destinato all’uso da parte dei consumatori avente una concentrazione di benzene superiore allo 0,1 % in peso ma inferiore allo 0,1 % in volume, non presenta rischi inaccettabili per la salute. E nel 2014 il comitato per la valutazione dei rischi (Rac) dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) ha confermato tale opinione.

Da ciò ne consegue che il costo elevato della riduzione della concentrazione di benzene nel gas naturale al di sotto dello 0,1 % in peso sarebbe sproporzionato e inutile ai fini della gestione del rischio. Per il regolamento Reach le tecniche disponibili per ridurre la concentrazione di benzene in questo gas naturale comporterebbero una spesa in conto capitale di circa 1 miliardo di euro e spese operative di circa 60 milioni di euro all’anno.

Il Reach è un regolamento adottato per migliorare la protezione della salute dell’uomo e dell’ambiente dai rischi delle sostanze chimiche, stimolando nello stesso tempo la competitività dell’industria chimica europea. Il regolamento promuove comunque metodi alternativi per la valutazione dei pericoli che le sostanze comportano anche allo scopo di ridurre il numero di test effettuati sugli animali.