L’Ue può raggiungere gli obiettivi su rinnovabili ed efficienza energetica, ma i progressi stanno rallentando

Presentati il rapporto Eea e la terza relazione sullo stato dell'Unione dell'energia

[24 novembre 2017]

Secondo l’edizione 2017 del rapporto “Trends and projections in Europe – tracking progress towards Europe’s climate and energy targets” dell’European environment agency (Eea), «L’Unione europea (Ue) e la maggior parte dei suoi Stati membri sono sulla buona strada per raggiungere i loro obiettivi del 2020 in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica. Tuttavia, i recenti aumenti del consumo di energia stanno rallentando i progressi». L’Eea chiede agli Stati membri di «tenere sotto controllo il consumo di energia, in particolare in periodi di crescita economica, e di accelerare la decarbonizzazione del sistema energetico dell’Ue».

La nuova valutazione dell’Eea  consiste in un’analisi annuale sui progressi dell’Ue verso i suoi obiettivi per  i energie rinnovabili ed efficienza energetica e fornisce un contributo alla terza relazione della Commissione europea sullo stato dell’Unione dell’energia, anch’essa pubblicata oggi e che indica che «La transizione dell’Europa verso una società low carbon sta diventando ormai una realtà concreta nel quotidiano dell’Unione europea. Grazie ai progressi compiuti nel 2017, l’Ue è sulla buona strada per realizzare il progetto dell’Unione dell’energia creando posti di lavoro, crescita e investimenti. Si stanno mettendo in atto varie azioni a sostegno di una transizione socialmente equa verso l’energia pulita. Ora è giunto il momento di mobilitare la società — cittadini, città, aree rurali, imprese, mondo accademico, parti sociali — per assumere la piena titolarità dell’Unione dell’energia, per farla avanzare ancora di più e per impegnarsi attivamente nello sviluppo di soluzioni per il futuro».

La terza relazione conferma inoltre che «La transizione energetica non può avvenire se non si adeguano le infrastrutture alle esigenze del futuro sistema energetico. Le infrastrutture energetiche, dei trasporti e delle telecomunicazioni sono sempre più interconnesse: le reti locali diventeranno sempre più importanti per la vita quotidiana dei cittadini europei, sempre più orientati verso elettromobilità, produzione decentrata di energia e gestione attiva della domanda. Sono già stati raggiunti traguardi notevoli, ma continuano a sussistere ostacoli in particolare per quanto riguarda l’energia elettrica». Per affrontare questo problema, la Commissione europea ha adottato oggi una comunicazione sull’attuazione dell’obiettivo del 15% di interconnessione elettrica entro il 2030, adottando inoltre il terzo elenco di progetti di interesse comune (PCI –  Projects of Common Interest).

Secondo Maroš Šefčovič, responsabile per l’Unione dell’energia, «L’Unione dell’energia avrà successo soltanto se tutti noi ci impegniamo ad avanzare uniti nella stessa direzione. Il fine è concretizzare il risultato che ci siamo impegnati a conseguire: completare l’Unione dell’energia nel mandato dell’attuale Commissione. Entro il 2019 l’Unione dell’energia deve diventare non più semplice politica ma realtà quotidiana – della quale possano beneficiare tutti i cittadini europei. Per far sì che ciò avvenga, tutte le parti sociali devono sentirsi coinvolte. Per questo, vedo il prossimo anno come l’anno dell’impegno».

I Commissario Ue per l’azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete, ha aggiunto: «La transizione energetica dell’Europa è già in fase avanzata, con una percentuale record di energia rinnovabile e costi in rapido calo. Ma anche le infrastrutture energetiche europee devono muoversi nella stessa direzione e con la stessa velocità per poter sostenere la transizione energetica. Per questo proponiamo di impegnarci su una nuova lista di progetti incentrati su interconnessioni elettriche strategiche e reti intelligenti. Le azioni annunciate oggi a stimolo di infrastrutture per l’energia pulita sono un altro passo importante per rendere il nostro sistema energetico più sostenibile, più competitivo e più sicuro – fornendo così vero valore aggiunto europeo». 

La Commissione europea sottolinea che «La realizzazione dell’Unione dell’energia richiede impegno e stretta collaborazione tra la Commissione, gli Stati membri e la società nel suo insieme. Proprio per questo all’inizio del 2018 gli Stati membri dovranno mettere a punto progetti di piani nazionali integrati per l’energia e il clima, incentrati sul periodo successivo al 2020. Poter contare su questi progetti di piani nazionali entro i primi mesi del 2018 è essenziale anche per dimostrare che l’Unione è un punto di riferimento estremamente avanzato sulla scena mondiale».Per quanto riguarda gli eventi geopolitici legati all’energia e al clima, la Commissione ricorda che «L’intenzione dell’amministrazione statunitense di recedere dall’Accordo di Parigi ha spinto l’Ue a dimostrare il proprio ruolo di guida, con un rafforzamento delle sinergie tra la sua diplomazia climatica e quella energetica. L’Ue continuerà a riaffermare il suo impegno a favore della lotta mondiale contro i cambiamenti climatici e a consolidare i partenariati già esistenti a livello mondiale».

Nello stato dell’Unione si sottolinea anchde che «Se da un lato i cambiamenti a livello mondiale nella produzione di energia comportano sfide importanti per l’Europa, dall’altro le offrono opportunità uniche per rafforzare il suo ruolo di leader mondiale nella transizione verso l’energia pulita – pur continuando a fornire sicurezza energetica a tutti i suoi cittadini. Dimostrare ambizione su questioni quali le energie rinnovabili, l’efficienza energetica, l’innovazione nel campo dell’azione per il clima e dell’energia pulita – assicurando contemporaneamente i giusti segnali di prezzo sul mercato – è un presupposto indispensabile per attrarre gli investimenti necessari a modernizzare l’intera economia dell’UE a vantaggio dei cittadini. L’Unione dell’energia ha già ottenuto risultati ma è fondamentale continuare a impegnarsi per raggiungere i traguardi restanti».

Tornando al rapporto Eea, supportato da profili climatici ed energetici aggiornati , che forniscono informazioni dettagliate per Stato membro, il direttore esecutivo dell’Agenzia europea, Hans Bruyninckx, ha sottolineato che «Grazie agli sforzi precedenti, l’Ue è sulla buona strada per raggiungere i suoi obiettivi per il 2020. La nostra valutazione mostra che questo non è ancora il caso per gli obiettivi del 2030. Dato il lasso di tempo tra pianificazione e risultati, ora è il momento di iniziare a lavorare verso il 2030. Nel 2018, gli Stati membri devono elaborare piani energetici e climatici nazionali solidi e ambiziosi, incanalare gli investimenti e l’innovazione verso un sistema energetico Ue efficiente e decarbonizzato e affrontare la mancanza di progressi nel settore dei trasporti».

La nuova analisi dell’Eea e u dati nazionali confermano che le emissioni di gas serra nell’Ue sono diminuite dello 0,7% nel 2016, al 23% rispetto ai livelli del 1990, mantenendo l’Ue sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di riduzione del 20% entro il 2020.

La quota delle energie rinnovabili nel mix energetico dell’Ue continua a crescere, raggiungendo nel 2016 il 16,9% del consumo finale lordo di energia dell’Ue. A questo ritmo di distribuzione delle energie rinnovabili dal 2005  l’Ue dovrebbe raggiungere l’obiettivo del 20% di consumo di energia rinnovabile entro il 2020 e arrivare almeno del 27% entro il 2030. «Tuttavia – avverte l’Eea –  la crescita delle energie rinnovabili nel 2015 e Il 2016 è stato più lento rispetto agli anni precedenti. Sulla base degli ultimi dati ufficiali del 2015, 25 su 28 Stati membri dell’Ue – tutti tranne Francia, Lussemburgo e Paesi Bassi – erano sulla buona strada per raggiungere i loro obiettivi individuali sulle energie rinnovabili entro il 2020. Tuttavia, le traiettorie per raggiungere gli obiettivi nazionali diventano più accentuato verso il 2020 e gli ostacoli al mercato persistono in diversi Stati membri».

Il frapporto evidenzia che «Nel settore dei trasporti, non vi sono stati progressi sufficienti verso l’obiettivo del 10% per le energie rinnovabili entro il 2020, secondo le stime preliminari, la quota di energie rinnovabili nel settore dei trasporti dell’UE è stata del 7,1% nel 2016.

Per quanto riguarda l’efficienza energetica, «Nel 2015, 23 Stati membri erano sulla buona strada per raggiungere i loro obiettivi individuali per il 2020 sul consumo di energia primaria, una misura per l’efficienza energetica« e i dati preliminari Eea mostrano che «Il consumo di energia primaria nell’Ue è aumentato nel 2016 per il secondo anno consecutivo, di circa l’1,2% rispetto al 2015. Questo aumento a ritroso è seguito a un forte calo nel 2014, a causa di un inverno eccezionalmente caldo che ha comportato una bassa domanda di energia per il riscaldamento».

L’analisi Eea dimostra che «L’Ue ha compiuto rapidi progressi in materia di efficienza energetica dal 2005 al 2014. Tuttavia, il recente aumento del consumo di energia e il fatto che i 28 obiettivi nazionali non si aggiungono all’obiettivo generale Ue 2020 significa che gli Stati membri devono intensificare gli attuali sforzi per raggiungere gli obiettivi collettivi dell’Ue del 20% di risparmio energetico entro il 2020 e del 27% entro il 2030».