L’Unione europea rafforza il sostegno al Ciad per sicurezza, aree protette e giovani

143 milioni di euro in più per sostenere uno dei Paesi più poveri del mondo

[10 aprile 2017]

Il Ciad è uno dei Paesi più poveri del mondo e tra quelli più colpiti dai cambiamenti climatici e dal 2014 si confronta anche con una crisi di bilancio per il calo del prezzo del petrolio e con una crisi della sicurezza a causa dei ripetuti attacchi di Boko Haram (o Stato Islamico dell’Africa occidentale), degli effetti negativi della crisi libica e del coinvolgimento del Ciad nel colpo di stato nella Repubblica Centrafricana in appoggio delle milizie musulmane.

Nonostante sia una potenza militare regionale, che  spende gran parte del suo bilancio in armi (occidentali), il Ciad è uno dei Paesi più fragili del mondo e il retroterra del traffico di esseri umani che si affollano sulle coste del Mediterraneo.

L’obiettivo strategico dell’Unione europea è quello di «Accompagnare il Ciad nella realizzazione del suo sviluppo attraverso la gestione sostenibile delle risorse naturali e di contribuire al consolidamento della pace e all’attuazione delle riforme per rafforzare la  governance».

in occasione della sua visita nella capitale del  Ciad N’Djamena, il Commissario europeo alla cooperazione internazionale e allo sviluppo,  Neven Mimica, ha annunciato l concessione di un pacchetto di aiuti supplementare di 100 milioni di euro e ha aggiunto che questo «Testimonia la determinazione dell’Unione europea ad aiutare il Ciad a far fronte alle numerose sfide con le quali si confronta. Si tratta di proseguire gli sforzi di consolidamento della democrazia e delle riforme in uno spirito di apertura e inclusività. Si tratta soprattutto di continuare a sostenere la fornitura dei servizi di base pe le popolazioni che sono le prime vittime della crisi. Il Ciad è un partner importante per l’Unione europea, fa fronte a una situazione difficile e siamo al suo fianco».

Il finanziamento supplementare dell’Ue al Ciad è destinato a settori essenziali quali il cibo, la sicurezza alimentare, la resilienza, l’agricoltura sostenibile, la governance democratica e la promozione dello stato di diritto.

In Ciad Mimica firmerà anche un impegno finanziario da 33 milioni di euro del Fondi europe per lo sviluppo  per la gestione delle aree protette e degli ecosistemi fragili.

Un altro progetto di finanziamento da 10,3 milioni di euro riguarda l’inserimento socio-professionale dei giovani – la stragrande maggioranza dei ciadiani –provenienti dal fondo fiduciario d emergenza per l’Africa, un progetto che punta chiaramente a ridurre l’emigrazione e che sarà attuato dall’Agence Française de Développement (Afd).

Attualmente, attraverso I Fondi europei per lo sviluppo, l’Ue  ha finanziato in Ciad progetti per un ammontare di 442 milioni di euro in tre settori: sicurezza alimentare, nutrizione e sviluppo rurale (297 milioni di euro); gestione sostenibile delle risorse naturali (53 milioni di euro; consolidamento dello stato di diritto (65 milioni di euro). Il sostegno europeo è completato da 12 milioni di euro per appoggiare la società civile ciadiana e da 12 milioni di euro per il rafforzamento della società.

I fondi fiduciari Ue nel 2016 hanno approvato 5 progetti destinati a sostenere il Ciad all’interno del Piano di azione de La Valletta: lottare contro le cause profonde della migrazione, le reti criminali e le attività legate al terrorismo, offrendo alternative economiche ai sistemi che attualmente dipendono dalla migrazione clandestina e cn una migliore gestione delle frontiere.

Secondo la Commissione Ue, «I fondi fiduciari contribuiranno al rafforzamento delle capacità delle autorità e delle comunità locali, in particolare alla loro capacità di assicurare la sicurezza delle popolazioni, all’inserimento socio-professionale dei giovani e delle persone vulnerabili, al recupero dei terreni abbandonati a causa delle mine, così come al miglioramento della resilienza delle popolazioni, in particolare nella regione del bacino del Lago Ciad»

Nel 2016, i Fondi fiduciari di emergenza hanno messo a disposizione 88,3 milioni di euro per la stabilità e la lotta alle ragioni profonde della migrazione clandestina e del fenomeno degli sfollati in Africa. Si tratta di progetti  che hanno a che fare con la resilienza e la sicurezza, ma anche con la creazione di opportunità economiche per i giovani. E’ stato approvato anche un progetto “multi-Paesi” da 30 milioni di euro che riguarderà l’area intorno al Lago Ciad che è al confine tra Niger, Nigeria, Camerun e Ciad e che è diventata il campo di battaglia preferito di Boko Haram.