Il presidente del Ciad Idriss Déby Itno: «Possiamo attenderci sangue e lutti»

Mali: attacco terrorista a Bamako. 170 ostaggi all’hotel Radisson

L’albergo circondato da militari del Mali, Onu e francesi. Anche forze speciali USA?

[20 novembre 2015]

Bamako

A Bamako, la capital del Mali, stamattina davanti all’Hotel Radsson Blu si è presentato un gruppo di uomini armati a bordo di un veicolo munito di targa diplomatica che subito è entrato nell’albergo ed ha occupato militarmente, dividendosi in coppie,  tutti i piani fino al settimo, poi hanno cominciato a sparare e mentre scriviamo, secondo fonti del gruppo Rezidor  che gestisce l’hotel, hanno preso 170 ostaggi – 140 ospiti e 30 lavoratori dell’albergo –  e ucciso almeno tre persone.

La sparatoria tra le forze di sicurezza del Mali e straniere accorse – che hanno circondato l’intero quartiere – e il commando armato sarebbe ancora in corso.

Secondo Radio France International, tra gli ostaggi ci sarebbero numerosi stranieri: francesi, turchi e cinesi. Una dozzina di persone, comprese due donne, sarebbero riuscite a fuggire o sarebbero state rilasciate dai terroristi dopo aver dimostrato di conoscere il Corano.

Il commando terrorista ha attaccato il quartiere ACI 2000, poco ad ovest del centro di Bamako, considerato uno dei quartieri più calmi e sicuri della capitale e che ospita numerose sedi di grandi imprese straniere.

L’albergo è circondato da forze di polizia e militari del Mali, dalle forces spéciales de la gendarmerie, ma anche da soldati della forza di pace dell’Onu in Mali, la Minusma, e da  militari francesi delle  forces Barkhane, che hanno sedato la rivolta islamista che aveva trasformato il nord del Mali in un califfato islamista, strappandolo ai tuaregh che lo avevano dichiarato indipendente con il nome di Azawad. Tra le forze dell’ordine maliane ci sarebbero almeno 2 feriti. Fonti Onu riferiscono anche della presenza di forze speciali statunitensi.

Secondo un lavoratore del Radsson Blu che è riuscito a fuggire, i terroristi avrebbero radunato gli ostaggi in un’area sotterranea di parcheggio e stoccaggio merci di difficile accesso.

Non si sa chi siano gli assalitori, anche se i maggiori sospetti ricadono sul gruppo jihadista Ansar Din o su quello  katiba Khalid Ibn Walid oppure potrebbe essere opera del Front de libération du Macina (una regione del centro del Mali), una milizia della minoranza peul (fulani)  definita la nuova Boko Haram del Mali e che negli ultimi mesi ha dato grossi grattacapi a francesi ed esercito regolare del Mali. Comunque si tratta di una qualche frangia della galassia estremista che – nonostante l’intervento francese – occupa ancora diverse aree del Sahara, puntando ad impadronirsi di gas e petrolio e a creare uno Stato Islamico simile al Daesh in Siria-Iraq, quello che è certo è che l’attacco è avvenuto al grido blasfemo di «Allah Akhbar».

Il presidente musulmano del Mali, Ibrahim Boubacar Keïta, che era in Ciad per partecipare al G5 Sahel, è subito ritornato in patria.

A nome del G5 Sahel, il presidente del Ciad,  Idriss Déby Itno, ha detto: «In questo momento viviamo un nuovo attacco terrorista in Mali. Una presa di ostaggi nell’hotel Radisson, che tutto il mondo conosce. Ci sono degli uomini e delle donne, dei cittadini che svolgevano il loro lavoro e che sono diventati dei bersagli. Condanno nella maniera più ferma possibile questo atto barbaro che non ha niente a che vedere con la religione. Riaffermo il nostro assoluto sostegno al nostro fratello Ibrahim Boubacar Keïta e all’intero popolo maliano. Niente è ancora molto preciso. Ma possiamo attenderci sangue e lutti».