La figlia maggiore di Barack Obama, ha partecipato ad un evento contro l’oleodotto Dakota Access

Malia Obama sta con i Sioux di Standing Rock

[31 gennaio 2017]

Trump ha già un’Obama contro, ma non si tratta  del 44esimo presidente Usa che gli ha ceduto il posto il 20 gennaio: è Malia, la figlia maggiore 18enne di Barack Obama che ha partecipato a un evento del Sundance Film Festival per esprimere solidarietà con la Tribù Sioux di Standing Rock che guida la protesta dei  nativi americani e degli ambientalisti contro la costruzione della Dakota Access pipeline (Dapl), sulle terre sacre indiane e attraverso importanti risorse idriche.

La partecipazione di Malia alla manifestazione è stata molto discreta, ma a renderla nota ci ha pensato l’attrice Shailene Woodley, nota soprattutto per il ruolo di Amy Juergens nella serie Tv “La vita segreta di una teenager americana”, che è anche un’attivista del movimento che anti-Dapl.

La Woodley  ha detto aa Amy Goodman di Democracy Now!: «E’ stato incredibile vedere Malia. L’ho vista ieri sera quando abbiamo fatto l’evento con il Capo Dave Archambault. Ed è stato incredibile vederla lì». Archambault  (Tokala Ohitika in lingua Lakota) è il capo della Riserva Sioux di Standing Rock.

Certamente non è usuale vedere la figlia di un presidente Usa nero che ha appena terminato il suo mandato partecipare ad una manifestazione di protesta contro il nuovo presidente insieme a un Capo indiano, in un ambiente molto di sinistra e alternativo come il  Sundance Film Festival. La Woodley (che non è tra le più tenere con Obama e i democratici) è entusiasta di Malia: «Inoltre, testimonia de di essere una donna e un  essere umano cheè sé stessa  al di fuori della sua famiglia e oltre le aspettative questo Paese ha su di lei, ma è qualcuna che è disposta a partecipare alla democrazia perché lo sceglie, perché riconosce, indipendentemente dalla suo cognome, che se non si partecipa alla democrazia non ci sarà alcun mondo per i suoi futuri figli».

La silenziosa e discreta presenza della giovane Malia è chiaramente un no all’ordine esecutivo di Trump che punta a vanificare le decisioni di suo padre e a rilanciare al più presto la costruzione dell’oleodotto Dakota Access, ma è anche un chiaro sostegno di questa bella ragazza  – che ha affascinato gli americani come figlia “perfetta” della “perfetta” famiglia nera degli Obama – alla lotta che Sioux, water protectors, ambientalisti, tribù e veterani stanno combattendo nel gelo di Standing Rock, già assediati da polizia di contea e vigilantes privati, pronti a intervenire ancora più duramente di quanto abbiano fatto finora non appena Trump darà “il via”. .

The  Christian Science Monitor  sottolinea che la presenza di  Malia al Sundance Film Festival nell’Utah non è stata comunque una sorpresa, «visto che è interessato a una carriera nell’industria dell’intrattenimento».  Qualche giorno fa, il New York Post ha scritto che Malia farà un apprendistato con il produttore di Hollywood Harvey Weinstein, dopo aver precedentemente lavorato sul set di show televisivi di Hbo  e Cbs.

In molti s chiedono se la presa di posizione di Malia contro il Dapl sia l’inizio di un suo impegno in politica, ma papà Obama nella sua conferenza stampa finale ha assicurato che né Malia né l’altra figlia, la 15enne  Sasha «Intendono perseguire un futuro in politica», anche s si è detto orgoglioso del loro impegno civico: «Credo che, in parte per osmosi, in parte attraverso le conversazioni a cena, abbiano apprezzato il fatto che questo è un grande e complicato Paese e che  la democrazia è disordinata e non sempre funziona esattamente nel  modo in cui potremmo desiderare, non garantisce  determinati risultati. Ma si è impegnati e coinvolti, poi in questo Paese cio saranno molte più brave persone che cattive».

Le figlie di Obama guarderebbero alla politica e all’impegno in questo modo e il Padre ha detto che «In questo senso, sono rappresentative di questa generazione, il che mi rende davvero ottimista».

Forse anche i sioux di Standing Rock, che si apprestano ad affrontare una dura battaglia, stretti fra l’estremismo filo-petrolifero trumpiano e la frangia estremista del movimento anti-Dapl, sono un po’ più ottimisti dopo aver vito la giovane Obama esprimere questa discreta e gentile solidarietà alla loro causa