Messa al bando diesel, le proposte di Legambiente

Per uscire dal diesel è indispensabile una regia comune, un piano strategico e definire interventi concreti, efficaci e replicabili su tutto il territorio nazionale a partire dal potenziamento del trasporto pubblico

[28 febbraio 2018]

All’indomani dell’annuncio della Sindaca di Roma Virginia Raggi di vietare nel centro città l’uso delle auto diesel, a partire dal 2024, Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, sottolinea che «L’addio ai diesel è un tassello importante di un mosaico più grande che va costruito con una azione di governo centrale coraggiosa che si integri con quelle regionali e metropolitane, che cambi radicalmente la mobilità di persone e merci nel nostro Paese e che non dimentichi le altre fonti di smog, a partire dall’industria e gli altri settori produttivi e il riscaldamento nei mesi freddi. L’Italia, che è in procedura di infrazione e che è in attesa di avere una risposta da Bruxelles sulle misure pianificate e presentate dal ministro Galletti in materia di inquinamento atmosferico, deve definire una linea antismog precisa per liberare le città dalle auto e dallo smog che rende l’aria irrespirabile causando danni all’ambiente e alla salute dei cittadini. Dal ministro Galletti e dal prossimo nuovo governo ci aspettiamo,dunque, una risposta chiara e precisa basata su azioni efficaci e misure strutturali per contrastare traffico ed emissioni e far in modo che le auto diventino l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini».

Legambiente torna a ribadire «l’urgenza di definire a livello nazionale un pacchetto di interventi concreti e coraggiosi che coinvolgano tutte le città d’Italia definendo un piano strategico per uscire dal diesel in tutte le aree urbane italiane» e ricorda che «l’Italia è il Paese in cui si vendono più auto diesel (56% del venduto tra gennaio e ottobre 2017 contro una media europea di 45%), e dove circolano auto e soprattutto camion tra più vecchi d’Europa (quasi 20 anni di età media). Nella Penisola si registra la maggior incidenza di morti premature a causa dell’inquinamento atmosferico (60 mila all’anno secondo l’Eea) e si registrano ripetuti sforamenti dei livelli massimi consentiti di PM10».

Lì’associazione ambientalista evidenzia che «Oltre all’estensione della messa al bando, tra il 2020 e il 2025 dei veicoli più inquinanti dalle metropoli italiane con più di 50mila abitanti, Legambiente ritiene urgente una strategia che riduca considerevolmente il parco auto del nostro Paese e produca un cambiamento complessivo degli stili di mobilità dei cittadini, incentivando la pedonalità, la ciclabilità e la micromobilità e potenziando il trasporto pubblico per renderlo sempre più efficiente, affidabile e pulito».

Il Cigno Verde ta propone, inoltre, di «estendere a tutte le città italiane le misure stagionali previste dal Protocollo della Pianura Padana, di limitare l’accesso nelle aree urbane in maniera stringente e costante ai veicoli più inquinanti, spingendosi, come fatto dal comune di Torino e Milano, al blocco dei mezzi euro 5 diesel e a Roma, dove si è arrivati recentemente a bloccare anche le Euro 6. Imporre limiti di velocità più bassi sulle strade urbane (dove il limite proposto di 30 km/h serve anche ad aumentare la sicurezza della mobilità ciclopedonale) e rivedere la velocità massima consentita anche su quelle extraurbane (70 km/h) e sulle autostrade (110 km/h)».

La nota di Legambiente conclude: «Infine occorre vietare l’uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici, incentivare l’innovazione tecnologica (come le pompe di calore che già oggi sono una alternativa) ed introdurre l’etichetta energetica sulle caldaie installate».