Mobilità sostenibile, le città in primo piano: il punto del Kyoto Club

Alle amministrazioni locali il compito di sperimentare nuove soluzioni tecnologiche e cambiare modello gestionale

[8 novembre 2013]

Nel corso degli Stati Generali della Green Economy in svolgimento a Rimini, Kyoto Club ha fatto il punto, insieme a tecnici ed esperti, sulla mobilità sostenibile evidenziando il ruolo cruciale che dovranno avere le amministrazioni locali per adottare nuove soluzioni gestionali e tecnologiche. Le città sono responsabili del 45% dei consumi energetici e del 50% dell’inquinamento atmosferico. Il 50% della popolazione mondiale vive nei centri urbani, che ogni anno accolgono 60 milioni di persone, e si stima che entro la metà del secolo più dei due terzi dell’umanità vivrà nelle città.

Nel nostro Paese le città superano i limiti di inquinamento imposti dall’Unione europea soprattutto a causa dell’elevato numero di veicoli che assediano i centri urbani «La principale causa di inquinamento, in Europa e in particolare nel nostro Paese, è rappresentata dal traffico che influenza in modo rilevante la composizione chimica degli inquinanti presenti nelle nostre città e genera  impatti rilevanti  sulla salute dei cittadini- ha dichiarato Francesco Petracchini, Coordinatore del Gruppo di Lavoro “Mobilità sostenibile” di Kyoto Club- Nell’ambito delle smart cities la mobilità urbana sta diventando una questione cardine che lega insieme le tematiche del risparmio energetico, della sostenibilità, dell’innovazione e della tecnologia. L’elaborazione di una strategia di mobilità sostenibile per le moderne città, economicamente efficiente, condivisibile e accettabile dai cittadini, è  cruciale nel processo di trasformazione dei centri urbani verso ambiti nei quali la sostenibilità è il fulcro della pianificazione urbana».

In questo quadro, un ruolo fondamentale è svolto dalle amministrazioni pubbliche «uno degli attori principali del processo di trasformazione della mobilità urbana, verso un modello più sostenibile, è sicuramente l’Ente Pubblico e, in questo contesto, è assolutamente importante che il tema della mobilità sia gestito secondo i criteri di una corretta pianificazione – ha rilevato Nicola Merciari di AzzeroCO2- AzzeroCO2 supporta i Comuni italiani nei processi di riqualificazione energetica delle città e ha sviluppato, con alcune di queste, interessanti progetti di mobilità sostenibile, nell’ambito del percorso del Patto dei Sindaci. Anche in questo caso si ha la percezione che quanto più un progetto virtuoso è condiviso con la cittadinanza, tanto maggiori e duraturi sono i risultati a lungo termine». Nella trasformazione dei centri urbani la mobilità rappresenta un elemento portante sia sotto il punto di vista gestionale che dell’utilizzo di nuove tecnologie sulle quali l’Italia ha ancora ampi margini di miglioramento per sfruttarne tutte le potenzialità.

«Nel mese di giugno 2013, in tutta Europa, risultavano operativi più di 200 impianti per la produzione di biometano, che viene usato sia come gas sostitutivo o integrativo nelle reti di trasporto e distribuzione, sia come biocarburante- ha spiegato Lorenzo Maggioni, Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione – A questa tecnologia, ormai matura ed ampiamente collaudata, viene riconosciuto il ruolo di possibile soluzione per il conseguimento degli obiettivi del trattato di Kyoto per il contrasto ai cambiamenti climatici.  In Italia, purtroppo, mancano ancora gli specifici strumenti attuativi volti a definire le procedure economiche e tecniche per la produzione di biometano previsti dall’articolo 20 del DLgs. 28/2011 ed attesi, fin da luglio 2011, per azione dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas».

Ma per migliorare in modo netto la qualità dell’aria dei centri urbani è necessario puntare sulla mobilità elettrica che stenta, almeno in Italia, a trovare diffusione. Alcune indicazione per superare questa criticità le ha fornite Natascia Montanari, dell’Ufficio studi legislativi di Enel Spa «Per favorire la diffusione della mobilità elettrica occorre adottare una serie di azioni che comprendano la sensibilizzazione della popolazione e l’adozione di misure studiate per aumentare l’utilizzo di questo tipo di vetture a discapito di quelle tradizionali. A questo proposito, le amministrazioni locali sono quelle che maggiormente possono influire sulla diffusione dei veicoli elettrici, attraverso politiche e strumenti urbanistici per la definizione di un contesto favorevole, con la realizzazione di infrastrutture di ricarica capillari e l’adozione di misure che disincentivino l’utilizzo di mezzi inquinanti».