Nabucco senza gas. L’Azerbaigian sceglie il Tap per portare in Italia energia dal Mar Caspio

[28 giugno 2013]

Il progetto del gasdotto “Nabucco” ha subito un colpo probabilmente mortale: l’Azerbaigian ha annunciato che non riceverà il gas dal giacimento azero “Shah Deniz-2”. Così il “Nabucco”, progettato come l’alternativa al “South Stream”, attraverso il quale il gas russo raggiungerà l’Europa meridionale collegando entro il 2015 i terminali di Novorossisk e dell’Europa occidentale sul Mar Nero,  è stato privato dal governo di Baku di quella che doveva essere la sua principale fonte di rifornimento.

Come dice oggi il sito della radio internazionale iraniana Irib, «Gli analisti ritengono che la decisione dell’Azerbaigian uccida “Nabucco”», il gasdotto che avrebbe dovuto attraversare  Turchia, Bulgaria, Romania, Ungheria per portare il gas azero (e iraniano) in Austria.

Oggi il consorzio Shah Deniz ha annunciato a Baku di aver scelto il progetto Trans Adriatic Pipeline (Tap) per l’esportare il gas di hah Deniz II verso l’Europa. Gli azionisti di Tap sono tre grosse multinazionali: la svizzera  Axpo (42,5%), la norvegese Statoil (42,5%) e la tedesca E.ON (15%). Il gasdotto transiterà attraverso la Turchia, sarà lungo 870 km e si collegherà alla Trans Anatolian Pipeline (Tanap) vicino a Kipoi al confine tra Grecia e Turchia, trasporterà il gas proveniente dal Mar Caspio in Italia attraversando la Grecia, l’Albania, e il mare Adriatico.

Secondo il quotidiano russo Izvvestia il gas azero dovrebbe cominciare a transitare nel gasdotto già nel 2018. Progettato per consentire un ampliamento della capacità da 10 a 20 miliardi di m3 all’anno (il 5% del fabbisogno dell’Ue, che consuma circa 550 miliardi di m3 di gas all’anno), il Tap aprirà il cosiddetto Corridoio Sud, rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti energetici europei con una nuova fonte di provenienza del gas. Proprio quello che non volevano i russi ed un pericoloso concorrente per gli altri gasdotti in progetto o in via di realizzazione, visto  che il suo tracciato è pensato per facilitare la connessione e la fornitura di diversi Paesi dell’Europa meridionale e orientale come  Bulgaria, Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro, Croazia ed altri.

E.On sottolinea che «L’approdo di Tap in Italia, il terzo mercato europeo del gas, dà luogo a diverse opportunità per l’ulteriore trasporto del gas naturale del Caspio ad altri mercati europei come la Germania, la Francia, il Regno Unito, la Svizzera e l’Austria».

Kjetil Tungland, Managing Director di Tap esulta: «Sono molto soddisfatto che la scelta per il trasporto del gas dal giacimento Shah Deniz II in Europa sia ricaduta sul gasdotto Tap. Questo è il primo importante passo verso l’apertura del Corridoio Sud del gas che, guardando avanti, giocherà un ruolo importante nei confronti della sicurezza energetica europea e della diversificazione degli approvvigionamenti di gas nei mercati dell’Europa meridionale e occidentale. Sono profondamente colpito dai risultati conseguiti da Tap, e immensamente orgoglioso di avere fatto parte del team di progetto negli ultimi tre anni. Nei prossimi mesi continueremo a lavorare intensamente con il Consorzio Shah Deniz, per assicurare che sia nelle condizioni per perfezionare la decisione finale sull’investimento nella seconda parte dell’anno.

Vorrei in conclusione cogliere l’occasione per ringraziare sinceramente tutti coloro che hanno sostenuto Tap negli ultimi anni, consentendo che questo progetto storico e strategico a livello geografico potesse essere selezionato; vorrei inoltre ringraziare il Consorzio Shah Deniz per avere concluso un processo di selezione imparziale e trasparente. La scelta da parte del Consorzio Shah Deniz conferma che Tap è economicamente e tecnicamente il progetto di gasdotto più avanzato per il trasporto del gas del giacimento Shah Deniz in Europa. Il passato e presente sostegno da parte della Commissione Europea e dei diversi Governi nazionali rafforza l’importanza di Tap per l’agenda energetica europea».

Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso ha dichiarato di accogliere «Con favore la decisione odierna del Shah Deniz II Consortium, che ha selezionato la Trans-Adriatic Pipeline (Tap) come il percorso europeo del Southern Gas Corridor. Questo è un successo condiviso dall’Europa e una pietra miliare nel rafforzamento della sicurezza energetica della nostra Unione. Sono fiducioso che la decisione di oggi, che si basa sulla Dichiarazione strategica congiunta che ho firmato con il presidente dell’Azerbaigian Aliyev  nel gennaio 2011, fornirà un ulteriore impulso per la realizzazione rapida e completa di tutto il corridoio meridionale del gas, come collegamento diretto e dedicato dal Mar Caspio verso l’Unione europea, che dovrebbe essere ampliato nel corso del tempo».

E’ soddisfatto anche il commissario Ue all’Energia Günther H. Oettinger: «Abbiamo un impegno preciso dell’Azerbaijan che il gas sarà consegnato direttamente in Europa attraverso un sistema di nuovi gasdotti dedicato. Sia che il sistema sarà costituito da due pipelines di gas: Tanap e Tap, o una sola condotta, come avevano previsto i progetti precedenti, non fa alcuna differenza in termini di sicurezza energetica Ora abbiamo un nuovo partner per il gas, e sono sicuro che riceveremo più gas in futuro».

Anche se l’Ue ha fortemente voluto il Tap per aggirare la Russia, a Mosca sembrano comunque tranquilli: Vladimir Feiguin, direttore dell’Istituto dell’energia e delle finanze russo ha detto a Ria Novosti che «Questo progetto sarà solo un simbolo della riduzione della dipendenza dal combustibile russo. In un primo tempo l’Europa riceverà meno di 10 miliardi di m3 di gas azero all’anno e la Turchia 6 miliardi, una certa quantità sarà riservata alla Grecia e alla Bulgaria. 10 miliardi di m3 non possono influire significativamente sulla ripartizione dei mercati energetici, ma secondo i rappresentanti dell’Ue questa diversificazione permetterà di ridurre un po’ le tariffe. In questo dossier, molto dipenderà dal futuro dell’economia europea. In caso di crescita e di aumento del numero di progetti che necessitano di gas, non si potrà certamente parlare di calo delle tariffe. Soprattutto se si tiene conto delle basse capacità del Tap. Ma se continuerà il declino attuale e il consumo di gas diminuirà, la concorrenza diventerebbe effettivamente più accresciuta».

Secondo Feiguin, «Nell’insieme, il Tap non è un concorrente per la Russia. Ma la sua esistenza viocino al South Stream sarà tenuta di conto e potrebbe svolgere anche un ruolo positivo. Il fatto è che la capacità massima del futuro gasdotto russo arriva a 63 miliardi di m3 di gas ma i mezzi obsoleti sul territorio russo potrebbero non arrivare a questo limite. In assenza di concorrenza si potrebbe certamente chiudere gli occhi ma dopo la sua comparsa questi mezzi potrebbero essere modernizzati».

Anche per Vitali Boushuev, direttore dell’Istituto di strategia energetica russo, «La comparsa di un nuovo gasdotto sarà solo benefica per la Russia. La concorrenza è una motivazione per sviluppare le infrastrutture e variare la politica tariffaria. Ma il Tap è un’opzione eccessiva: non sarà certamente sfruttato a pieno regime, vista la crisi europea».

Sembra la storia della volpe e dell’uva e non si capisce perché, se il mercato europeo del gas langue, tutti vogliono costruire nuovi gasdotti. Infatti nuovi venditori potrebbero arrivare sul mercato del gas. Se i negoziati tra Bruxelles, Bakou e Ashgabat arriveranno a buon fine e verrà realizzato anche il gasdotto transaspico, dal Tap potrebbe passare anche il gas del Turkmenistan. Inoltre ieri il British geological survey  ha annunciato che  nella sola  Contea del Lancashire ci sarebbero risorse di gas di scisto per 5.700 miliardi di m3.  Russi, azeri ed europei avranno molto da discutere sui prezzi del gas in futuro, e gli italiani rischiano di essere i consumatori finali che aspettano alla finestra le decisioni altrui.