Iea: il mercato del petrolio ha toccato il fondo

Negli Usa diminuzione record dei giacimenti petroliferi e di gas

[14 marzo 2016]

petrolio

«Negli Stati Uniti d’America il numero di impianti di trivellazione di petrolio e gasè sceso al livello più basso almeno dagli anni ’40». A scriverlo è il New Yok Times, che cita dati della Baker Hughes, una compagnia che fornisce servizi ai giacimenti petroliferi.

Negli Usa la scorsa settimana sono stati chiusi 9 impianti di trivellazione di petrolio e gas, facendo arrivare il totale di campi petroliferi  a 480, meno del precedente record minimo di 488 raggiunto nell’aprile 1999.

Secondo il New Yok Times va ancora peggio per gli impianti di trivellazione del gas che, per 12 settimane di fila, hanno raggiunto il record negativo almeno dal 1987.

Inoltre, l’International Energy Agency (Iea), che rappresenta i principali Paesi consumatori di petrolio,  ha detto che ci sono  chiari segnali che  il mercato del petrolio abbia «toccato il fondo».

Nel suo Oil Market Report di marzo, l’Iea dice che, a livello mondiale, a febbraio le forniture di petrolio sono calate di 180.000 barili al giorno (180 kb/d), raggiungendo i 96,5 milioni di barili al giorno (mb/d), l’output più basso dei Paesi Opec e non-Opec.

Comunque la produzione di  greggio si è fermata a 1,8 mb/g al di sopra di un anno fa, dato che il calo delle estrazioni nei Paesi non Opec è stato compensato da un aumento nei Paesi Opec.  L’Iea stima nel 2016 la produzione dei Paesi non-Opec calerà di 750 kb/d, raggiungendo i 57,0 mb/d, 100 kb/d meno di quanto previsto nell’Oil Market Report  di febbraio.

La produzione di greggio dell’Opec è calata di 90kb/d  a febbraio, fino a raggiungere i 32.61 mb/d, con perdite di produzione in Iraq, Nigeria ed  Emirati Arabi Uniti, compensate in parte dal sostanzioso aumento della produzione in Iran dopo la fine delle sanzioni di Usa e Ue. L’Arabia Saudita, il più grande produttore dell’Opec, mantiene le sue esportazioni costanti.

L’Oil Market Report  esamina approfonditamente la proposta di Arabia Saudita, Venezuela, Qatar e Russia di congelare la produzione ai livelli di gennaio e si concentra sulla natura mutevole della domanda di petrolio del secondo trimestre, in particolare  quanto è aumentata  la prominenza dei Paesi consumatori non-Ocse.

L’Iea fa notare che la domanda di greggio e gas sta decelerando nelle due più grandi potenze economiche mondiali – Usa e Cina –  e in altri grandi paesi consumatori, portando nel quarto trimestre del 2015 a un calo delle estrazioni globali di 1,2 mb/g rispetto all’anno precedente, drasticamente al di sotto della media di   2,3 mb /d dello stesso trimestre nei 5 anni precedenti.  Ma nel 2016 è previsto un aumento di  1,2 mb/d.

A gennaio le scorte dei Paesi Ocse erano cresciute di 20.2 mb, mentre la copertura della domanda futura è buona: 32,7 giorni. I dati preliminari suggeriscono che a febbraio, le scorte di greggio stoccate sui navi sono aumentate.

Nel trimestre in corso i volumi lavorati globali di petrolio dovrebbero raggiungere i 79,1 mb/g, riflettendo la debolezza della raffinerie dei Paesi Ocse e uno spostamento del picco della manutenzione a primavera. La crescita annuale nel quarto trimestre dello scorso anno è scesa al di sotto di 1 mb/d, in linea con un rallentamento della crescita globale della domanda di petrolio.