Negli Usa molti più posti di lavoro nell’energia rinnovabile che nei combustibili fossili

Ma Trump vuole rottamare le politiche energetiche e climatiche di Obama

[28 marzo 2017]

Oggi il presidente Usa Donald Trump dovrebbe firmare un ordine esecutivo per avviare il processo per rottamare diverse iniziative prese da Barack Obama per affrontare la crisi climatica e proteggere aria e acqua, compreso lo  smantellamento del Clean Power Plan, la revisione al ribasso degli Oil and gas new source performance standards, l’eliminazione delle linee guida del National environmental policy act  (Nepa) che indirizzano  le agenzie federali per quanto riguarda la crisi climatica e la riforma delle concessioni per il carbone. La cosa è già stata confermata dal direttore esecutivo dell’Epa, Scott Pruitt, che ha fatto capire che il  nuovo ordine esecutivo di Trump colpirà duramente il risparmio energetico e le energie rinnovabili.

L’attacco alle rinnovabili e alle politiche climatiche di Obama avviene proprio dopo che Sierra Club e il  Dipartimento dell’energia Usa  (Doe) hanno presentato il nuovo rapporto “Clean Energy Jobs Overwhelm Coal, Oil & Gas in 41 States and D.C.”  che evidenzia che  l’industria delle rinnovabili che è nel mirino di Pruitt e Donald Trump impiega molto più operai americani dell’industria dei combustibili fossili.

I dati del rapporto si basano sull’”U.S. Energy and Employment Report 2017” del Doe  e Sierra Club spiega che «I posti di lavoro nell’energia pulita, compresi quelli di energia solare, eolica, efficienza energetica, tecnologia smart grid e batterie per lo stoccaggio, a livello nazionale sono di gran lunga più numerosi  di tutti i posti di lavoro nei combustibili fossili, nelle industrie del carbone, petrolio e gas. Il che include i posti di lavoro nella produzione di energia, miniere e in altre forme di estrazione di combustibili fossili».

Il direttore esecutivo di Sierra Club, Michael Brune, ha sottolineato: «In questo momento, i posti di lavoro dell’ energia pulita superano già quelli dei combustibili sporchi in quasi ogni Stato, in tutta l’America, e  la crescita dell’energia pulita potrà solo continuare per diventare ogni giorno più conveniente e accessibile. Questi fatti rendono chiaro che Donald Trump sta attaccando i posti di lavoro nell’0energia pulita al solo scopo di aumentare i profitti dei miliardari di combustibili fossili. E ‘chiaro  che questa Amministrazione sta parlando di posti di lavoro nell’energia nel modo sbagliato. Se vogliamo davvero far crescere la nostra economia, ridurre l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, tutelare la salute pubblica e di creare un enorme numero di nuovi posti di lavoro per i lavoratori americani, dobbiamo cogliere l’opportunità che è proprio di fronte ai nostri occhi: investire di più nell’energia pulita tra cui solare, eolico, stoccaggio ed efficienza energetica».

Il rapporto della più grande associazione ambientalista Usa e del Doe dimostra che, a livello nazionale, i posti di lavoro nell’ energia pulita superano di 2,5 volte i posti di lavoro nei combustibili fossili e di 5 volte i i posti di lavoro nel carbone e nel gas e che  in 41 Stati e Washington, DC (l’80% del totale) ci sono più posti di lavoro nell’energia pulita rispetto a posti di lavoro in tutti i combustibili fossili.  I posti di lavoro nelle rinnovabili superano di gran lunga quelli nelle energie fossili soprattutto  in alcuni degli Stati Usa con le economie più sviluppate, come Florida, North Carolina, Michigan, Virginia, Wisconsin, Georgia, Ohio, Tennessee, Pennsylvania, e indiana. Attualmente, b negli Usa solo 9 Stati hanno più posti di lavoro nei combustibili fossili che nell’energia pulita, mentre solo 6  Stati hanno più posti di lavoro nel carbone e nel gas che nell’energia pulita e Sirrra Club evidenzia che «La crescita dell’energia pulita suggerisce che non sarà ancora così  per molto tempo».

Brune conclude: «Mentre  continua  la nostra transizione verso l’energia pulita,  dobbiamo fare in modo che i benefici sperimentati siano che i posti di lavoro e le possibilità che  offre equamente ripartiti, con buoni redditi, prestazioni di assistenza sanitaria e rappresentanza sindacale per i lavoratori. E’ anche fondamentale lavorare instancabilmente per assicurare che le comunità ei lavoratori storicamente dipendenti dai combustibili fossili siano la  priorità e vengano per primi in ogni fase della nostra transizione in corso verso  un’economia più completamente alimentata ad energia pulita».