Nei primi 20 anni di Rilegno riciclate in Italia oltre 27 milioni di tonnellate di rifiuti

Risultati che sarebbero impossibili senza una fitta rete di impianti sul territorio a costituire la filiera

[10 novembre 2017]

Rilegno, il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi di legno, a Ecomondo celebra i 20 anni di attività con numeri importanti: oltre al nuovo logo, al nuovo sito web e alla nuova rivista ha infatti presentato i dati sul riciclo e il recupero degli imballaggi di legno (pallet, cassette per l’ortofrutta, casse, gabbie, bobine per cavi) e di altre componenti, che ha caratterizzato questi suoi primi decenni di vita.

Sono state oltre 27 milioni le tonnellate di rifiuti legnosi riciclate in 20 anni, e secondo il Consorzio si è registrata una continua crescita nel settore della rigenerazione dei pallet, con 5,3 milioni di tonnellate recuperate, pari a 331 milioni di unità reimmesse al consumo previa cernita e/o riparazione. Tanto legno che diventa rinnovata materia, trasformandosi in pannello truciolare, semilavorato per l’industria del mobile, vero ‘nutrimento’ per il comparto dell’arredo nazionale, ma anche in blocchetti per pallet, pasta cellulosica per cartiere, blocchi di legno-cemento per la bioedilizia e molto altro ancora.

Risultati che sarebbero impossibili senza una fitta rete di impianti sul territorio a costituire la filiera. Il comparto, per quanto riguarda i 2.372 consorziati, genera un volume d’affari di 1.850 milioni di euro e occupa 25mila addetti. Il sistema di recupero e riciclo può contare su un network di oltre 400 piattaforme private, capillarmente diffuse sul territorio, al servizio del tessuto industriale e commerciale.

«La valorizzazione del legno da rifiuto a risorsa per il circuito produttivo e industriale genera benefici ambientali ed economici – dichiara Nicola Semeraro (nella foto), presidente di Rilegno – riciclare il legno significa risparmiare energia, migliorare la qualità dell’aria evitando gli sprechi. Le percentuali di riciclo che abbiamo raggiunto sono costantemente oltre i limiti fissati dalla legge e ci permettono di guardare con ottimismo anche ai target che la Commissione europea sta definendo per il futuro, con un innalzamento della quota di riciclo che dovrà arrivare all’80% entro il 2030».

Di lavoro ce n’è ancora molto da fare: complessivamente, sommando riciclo, riutilizzo e recupero energetico la quota di recupero è arrivata al 63,52%.