Italia da record: +68%

Nel 2013 boom per le esportazioni di gas russo verso l’Europa occidentale

[17 gennaio 2014]

Nel 2012 il calo del  7,5% (138,8 miliardi di m3) delle esportazioni di gas russo verso l’Unione europea aveva fatto dire ad esperti e politici (anche italiani) che era iniziata  l’epoca della “schiavitù” dal gas russo. Gazprom, il monopolista di Stato del gas russo, si era consolata con la Cina e altri clienti, ma la sua produzione totale era calata del 4,9%, a 487 miliardi di m3.

Il 2013 ha smentito le frettolose previsioni e l’amministratore delegato di Gazprom, Alexei Miller, ieri ha annunciato a Mosca di aver aumentato le esportazioni di gas verso l’Europa occidentale del 20% (127,05 miliardi di m3), contro il calo del 5,5% nel 2012.

In particolare, Gazprom ha fornito 40,18 miliardi di m3 (+21,2%) alla Germania e 26,62 miliardi di m3 (+1,5%) alla Turchia, i più importanti consumatori regionali di gas.

Ma è l’Italia che preconizzava la liberazione dal gas russo a segnare il record di importazioni con un +68% e 25,33 miliardi di m3, seguita dalla Gran Bretagna con +53,8% (12,47 miliardi di m3) e lontanissima dalla Francia, a +2% (8,21 miliardi di m3)

Le esportazioni di gas russo verso l’Europa centrale sono state di 34,43 miliardi di m3, con un aumento del 4,4% che recupera solo in parte il calo del 13% nel 2012. Il primo consumatore di gas russo tra i Paesi ex sovietici resta la Polonia, anche se con un’ulteriore diminuzione dell’1,4%, a 9,8 miliardi di m3. Le forniture di Gazprom alla Repubblica Ceca sono aumentate dello 0,6%, (7,32 miliardi di m3), ma per i russi va molto meglio in Ungheria (+13,4% e 6 miliardi di m3) e benissimo in Slovacchia (con 5,42 miliardi di m3 e +29%).

Miller aveva già spiegato che «Gazprom ha interamente soddisfatto attraverso le sue forniture l’aumento della domanda di gas russo dell’Europa. Abbiamo rifornito l’Estero lontano (i Paesi al di fuori dell’ex Unione Sovietica, ndr) con 162,7 miliardi  di m3. In rapporto al 2012, è un aumento molto significativo del 16%. L’aumento delle esportazioni è sostenuto da un aumento della produzione a 487,4 miliardi di m3, cioè 400 milioni in più che nel 2012. Gazprom nel 2013 ha ottenuto degli eccellenti risultati in tutti gli indicatori. Le nostre capacità ci permettono attualmente di produrre 617 miliardi di mdi gas all’anno».

Nel 2012 le esportazioni totali di Gazprom erano scese dell’8%, a 203,22 miliardi di m3, ma ora il gigante russo prevede di raggiungere nel 2014-2015 una produzione di 518 miliardi di m3.

Intanto il gigante gasiero russo si è impossessato del 100% del capitale della ArmRosgazprom – che controlla la distribuzione del gas importato in Armenia – e ha deciso di ribattezzarla Gazprom Armenia. Miller ha firmato l’accordo che la fa diventare praticamente padrona dell’energia del piccolo Stato caucasico con Armen Movsissian, il ministro dell’Energia e delle risorse naturali dell’Armenia.

Fino ad ora Gazprom deteneva l’80% delle quote di ArmRosgazprom (istituita nel 1997), il restante 20% apparteneva allo Stato armeno che lo ha venduto per 156 milioni di dollari a titolo di rimborso del debito armeno con la Russia di 300 milioni di dollari per il gas importato nel periodo 2011-2013. La Russia in cambio ha accettato di condonare la parte rimanente del debito.

Gazprom si sta riposizionando velocemente sul mercato  del gas che, secondo un recente rapporto di ExxonMobil, entro il 2025 diventerà la seconda fonte di energia del modo dopo il petrolio, superando il carbone. Nel 2040 il consumo mondiale di gas (il cui utilizzo emette in atmosfera meno gas serra del carbone) dovrebbe aumentare del 65% rispetto ad oggi, mentre quello del carbone dovrebbe ritornare ai livelli attuali dopo una certa crescita. Il boom del gas avverrà però grazie a nuove e molto contestate tecnologie come il fracking e la trivellazione orizzontale, che hanno reso accessibili le nuove risorse degli scisti.