Chiesto lo smantellamento del programma nucleare iraniano, ma silenzio sul proprio

Netanyahu minaccia guerra all’Iran: «Se Israele sarà forzato ad agire da solo lo farà»

Il ministro degli Esteri iraniano Zarif: «Null'altro che bugie per fare confusione»

[2 ottobre 2013]

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ieri è intervenuto alla 68esima Assemblea generale dell’Onu e ha chiesto lo smantellamento completo del programma nucleare dell’Iran, cercando così di azzerare l’entusiasmo per la svolta “moderata” impressa proprio dalla delegazione iraniana a New York solo pochi giorni fa.

Netanyahu ha detto: «Possiamo evitare questa minaccia attraverso la via diplomatica? La sola soluzione diplomatica sarebbe quella di smantellare il programma nucleare iraniano. Alcuni tra voi non accetteranno che l’Iran disponga di un potenziale nucleare latente… Un Paese in grado di arricchire l’uranio al  3,5%, potrebbe altrettanto bene arricchirlo al 90%. Se un Paese gestisce un ciclo nucleare completo, è in grado di fabbricare delle armi nucleari».

Va detto che il primo ministro israeliano se ne intende, viso che Israele ha un arsenale nucleare non dichiarato di almeno 200 bombe atomiche e che non ha mai accettato ispezioni dell’International atomic energy agency nella suo impianto nucleare di Dimona, così come non ha mai aderito al Trattato di non proliferazione nuclare né a quello che proibisce i test atomici.

Comunque Netanyahu  ha chiesto il mantenimento e l’inasprimento delle sanzioni imposte a Teheran fino a che non smantellerà  il suo programma nucleare  ed ha avvisato soprattutto gli amici americani: «Non bisogna  accettare delle intese parziali. Bisogna togliere le sanzioni dopo il completo smontaggio del programma nucleare. La questione sarà chiusa solo se l’Iran cessa di arricchire l’uranio, ritira l’uranio arricchito dal suo territorio, chiude il suo sito sotterraneo di arricchimento dell’uranio di Fordo, vicino a  Qom, e rinuncia alla produzione di plutonio. L’Iran continua a perseguire il suo programma nucleare militare dopo l’arrivo al potere del nuovo presidente Hassan Rohani. L’Iran non realizza un programma nucleare civile, ma sviluppa un programma nucleare militare. Niente è cambiato con l’arrivo del nuovo leader iraniano. Teheran cerca sempre di fabbricare l’arma atomica sotto la copertura di un programma civile e di distruggere Israele».

E’ più che evidente che al governo di destra israeliano non piace la piega che hanno preso le cose in Iran e lancia un avvertimento ai suoi alleati occidentali, sperando di trovare orecchi attenti anche tra le monarchie assolute sunnite del Golfo nemiche dell’Iran sciita: «La minaccia nucleare iraniana non è diminuita malgrado  l’offensiva di charme del presidente Rohani».

Poi il premier israeliano ha messo in guardia una non ben disposta Assemblea generale dell’Onu contro i tentativi del l’Iran di «Ingannare il mondo» spiegando che «L’anno scorso,  l’Iran ha arricchito 3 tonnellate di uranio fino al 3,5%, ha creato migliaia di centrifughe tra le più moderne. Dopo la vittoria di Rohani alle elezioni presidenziali, questi sforzi non sono cessati». C’è un problema, che hanno però ben presente molte delegazioni che partecipano all’Assemblea Onu, i dati del nucleare iraniano sono più o meno noti, quelli del nucleare israeliano sono ignoti ed inaccessibili, cosa che mina non poco le accuse di Netanyahu sulla  proliferazione nucleare iraniana.

Forse anche per questo il premier israeliano ha concluso con una minaccia che è il segno di una debolezza di fronte alla ripresa dei negoziati tra Iran e G5+1 e di un forte fastidio per le aperture Usa al nuovo orso di Rohani  «Israele non permetterà che l’Iran ottenga armi nucleari. Se Israele sarà forzato ad agire da solo, Israele agirà da solo. L’Iran sarà nella posizione di andare avanti nella costruzione di bombe nucleari prima che la comunità internazionale se ne renda conto  ed in molto meno che lo possa prevenire».

Il delegato iraniano all’Onu, Khodadad Seifi ha risposto subito al leader israeliano: «Le armi nucleari non hanno posto nella dottrina difensiva dell’Iran Confermiamola volontà di rispettare gli obblighi di non proliferazione nucleare che ci siamo assunti».

Ma la risposta più ficcante a Netanyahu è venuta da uno dei protagonisti del disgelo iraniano: il ministro degli esteri Javad Zarif  che ha accusato il premier israeliano di «Essere bugiardo nella esortazione agli Usa di stare all’erta e non farsi catturare dalle promesse di Teheran nei confronti del suo programma nucleare. Non abbiamo sentito da Netanyahu null’altro che bugie e tentativi di mettere in confusione l’opinione pubblica internazionale».