Riceviamo e pubblichiamo

Noi non siamo catastrofisti, siamo realisti

[28 giugno 2013]

Abbiamo visto che avete pubblicato il nostro comunicato stampa, dandogli però un titolo che non sottoscriviamo per niente e che, per di più, ci sembra stravolga completamente il senso del comunicato stesso.

Le nostre legittime preoccupazioni, ben lungi dal catastrofismo, si basano su dati di fatto che solo noi, come comitati, abbiamo avuto il coraggio e l’onesta’ di mettere in luce, contro ai media che hanno in genere sostenuto in modo aprioristico e acritico la folle scelta del rigassificatore offshore in mezzo al mare di fronte a Livorno e Pisa.

Non crediamo infatti che siano sciocchezze rilevare che e’ il primo rigassificatore del genere al mondo, rifiutato ovunque per la sua pericolosità e accettato solo, in modo incosciente, dalle nostre parti. Oppure che gli iter procedurali e autorizzativi abbiano lasciato a dir poco a desiderare, come quello che ha autorizzato l’allibo, cioè la procedura di attracco e versamento in movimento del gas dalle gasiere al rigassificatore vietata per legge, almeno fino al giorno prima dell’approvazione del rigassificatore. Oppure che il mare, per la prima volta considerato alla stregua di un sito industriale senza che vi sia nemmeno una legislazione in questo senso (e infatti non c’e’ nemmeno ancora un piano di sicurezza), riceverà secondo calcoli al ribasso almeno 167 tonnellate di cloro, capaci di “bonificare”, cioè rendere asettico come una piscina, 3600miliardi di litri d’acqua.

Oppure che questa sia un’avventura folle anche dal punto di vista finanziario, che si va a inserire in un contesto di caduta verticale di richiesta di gas a livello mondiale e che non avrà alcuna chance di portare ricchezza non solo al territorio ma tantomeno ai soci IREN e EON che infatti farebbero ora carte false per poterne uscire puliti (a meno che non vengano confermati gli illegittimi, come ha notato la UE, compensi statali che arriverebbero poi dalle nostre bollette). Oppure che una fuoriuscita di gas, che ricordiamo e’ altamente infiammabile, un attentato, un terremoto possano causare un’esplosione disastrosa, le cui conseguenze sono persino difficili da immaginare. Oppure che non e’ stato rispettato il trattato di Aahrus, recepito dalla legge italiana, che prevede l’obbligo, ripetiamo l’obbligo, dell’informaziome reale e completa e della consultazione delle popolazioni per casi come questo. E molto, molto altro…

Tutto questo vi sembra catastrofismo?

Noi piuttosto lo chiameremmo “realismo”, anzi quasi mera cronaca dei fatti e delle cose per come stanno. Ma se proprio volete insistere nell’accusarci di “catastrofisti”, a nostra volta non possiamo che accusarvi di “tranquillisti”, un neologismo che però spiega bene secondo noi il vostro ruolo, che e’ quello di tranquillizzare la gente e fargli sapere che e’ tutto a posto e che devono fidarsi ciecamente di quello che fanno i loro amministratori che lavorano, bontà loro, sempre e solo per il benessere delle popolazioni.

Salvo poi piangere dopo lacrime di coccodrillo, come nei casi dell’amianto o del Vajont, solo per fare due esempi di situazioni dove il campanello d’allarme era stato suonato molto prima che succedessero i tragici eventi che tutti conoscono, ma che nessun amministratore e nessun media, almeno di quelli che contano, ha mai preso sul serio, ma anzi ha attaccato a testa bassa i “catastrofisti” che in quelle occasioni avevano osato sollevare qualche dubbio, magari ben argomentato.

 di Vertenza Livorno e Comitato contro il rigassificatore offshore