Nucleare cinese, gli esperti chiedono nuove leggi per garantire la sicurezza

[10 luglio 2013]

Degli esperti cinesi di nucleare hanno chiesto al governo di Pechino di approvare nuove leggi à sull’utilizzo dell’energia nucleare «Al fine di inquadrare il suo utilizzo e di garantire la sicurezza».

A scriverlo è addirittura l’agenzia ufficiale del regime comunista, Xinhua, di solito abbottonatissima sulle critiche al nucleare, ma  questa volta riporta quanto detto da Pan Ziqiang, uno specialista in sicurezza nucleare dell’Accademia di ingegneria della Cina, ad un simposio per celebrare il decimo  anniversario della promulgazione della legge sulla prevenzione e il controllo dell’inquinamento radioattivo.

«La gestione delle scorie radioattive è diventato un grosso problema – ha sottolineato Pan – nella misura in cui si sono sviluppate l’energia nucleare e le relative tecnologie: è necessario elaborare il più velocemente possibile delle leggi adeguate».

E’ evidente che come Pan la  pensano in molti e che anche il governo è preoccupato e il  vice-ministro Li Ganjie ha rivelato che «Il ministero della protezione dell’ambiente ha stretto i controlli su  46 unità ad energia nucleare e su circa aire 60.000 utilizzatori di tecnologie nucleari a livello nazionale».

Dopo la catastrofe nucleare giapponese di Fukushima Daiichi, alla fine del 2012, in Cina erano stati realizzati  747 siti per sorvegliare la radiazione nucleare. Anche Shen Yueyue, vice-presidente del comitato permanente dell’Assemblea popolare nazionale (Apn, il Parlamento cinese)  ha chiesto «Maggiori sforzi nell’applicazione della legge sulla prevenzione e il controllo dell’inquinamento radioattivo».