Réseau "Sortir du nucléaire": «Inaccettabili le proposte di Ségolène Royal»

Nucleare, la Francia vuole «Programmare la costruzione di una nuova generazione di reattori»

[15 gennaio 2015]

E’ di nuovo polemica sul nucleare francese dopo che Réseau “Sortir du nucléaire” ha accusato il ministro dell’ecologia, dello sviluppo sostenibile e dell’energia, Marie Ségolène Royal, di voler salvare «Una filiera in rovine». La coalizione no-nuke francese sottolinea che «Dopo aver rinviato la chiusura di Fessenheim (la più vecchia centrale nucleare francese in attività, ndr) , lasciato planare un “flou artistique” sulla realtà della riduzione della quota del nucleare e la chiusura effettiva dei reattori, Ségolène Royal ha appena rivelato l’ambizione del governo di costruire nuovi rettori nucleari. E’ inaccettabile che un ministro dell’ecologia, membro di un governo eletto sulla base della promessa di riduzione della quota nucleare, proponga di prolungare di diversi decenni l’impasse nucleare per la Francia».

Il tutto nasce da un’intervista rilasciata dalla ministro e comparsa proprio nei giorni della straga di Charlie Hebdo e che affrontava anche problemi della sicurezza nucleare, tanto che ieri Ségolène Royal ha dovuto fare un comunicato di precisazione sul sito del suo ministero nel quale sottolinea: «1. L’intervista all’Usine Nouvelle è stata accettata diverse settimane fa, ben prima dei tragici eventi della settimana passata. 2. La polemica non ha ragione di essere perché le proposte fatte sono conformi alla Loi de transition énergétique, e cioè: Il governo non oppone le energie le une alle altre e, per la prima volta nella sua storia, la Francia si dota di un mix energetico equilibrato; L’energia nucleare viene mantenuta in questo mix, ma la sua quota diminuisce per raggiungere il 50% entro il 2025 nella produzione di elettricità, con un ampio spazio dato alle energie rinnovabili. 3. Nel 2025, l’età media del parco nucleare sarà di 40 anni e sarebbe di 50 anni nel 2035, sotto riserva di un accordo dell’ASN (autorité de sûreté nucléaire) sul prolungamento della durata di vita delle centrali. 4. Coerentemente con il mantenimento di una quota di energia nucleare nel mix energetico francese, le nostre imprese (EDF, AREVA, CEA) lavorano quindi, come ho già detto durante il dibattito all’Assemblée Nationale, sui reattori futuri che potranno rimpiazzare , all’interno dei siti attuali, una parte dei reattori che non potranno più essere rolungati. 5. Sia di trarre beneficio dalle ricadute di esperienza di reattori di terza generazione (EPR, ATMEA) che di lavorare su una quarta generazione di reattori che consumino molto meno combustibile e lo riciclino, generando dei rifiuti meno voluminosi e meno nocivi (pogetto pilota ASTRID del CEA)».

Ma la precisazione non convince per niente i no-nuke che ribattono: «Perché  Ségolène Royal conta di rimpiazzare i reattori esistenti, mentre l’EPR è ogni giorno la dimostrazione di un fiasco economico ed industriale? Propone di scommettere su un’ipotetica generazione di nuovi reattori che esiste solo sulla carta? Ségolène Royal taccia ugualmente di “ideologico” l’istituzione di un’età limite per i reattori. Basandosi sui limiti fisici delle centrali (annunciate per un funzionamento di 30 anni a piena potenza) e sulla messa in guardia del’Autorité de Sûreté Nucléaire, è lei stessa, che ripete “il prolungamento al di là dei 40 anni non è per nulla acquisito”, è la stessa Ségolène Royal che dà prova di una posizione ideologica: quella della difesa di una industria pericolosa e sull’orlo della bancarotta».

Réseau “Sortir du nucléaire” sottolinea che «Mentre il nucleare è in declino dappertutto nel mondo, strangolato dai suoi costi e dai rischi troppo elevati, il problema delle scorie radioattive resta insolubile a livello mondiale e l’urgenza climatica impone di dare la priorità ai risparmi di energia ed alle energie rinnovabili, i propositi di Ségolène Royal non sono solo pericolosi : rappresentano un controsenso totale, che fa dubitare della capacità della Francia di accogliere una conferenza  mondiale sul clima».

Per questo  Réseau “Sortir du nucléaire”, che riunisce decine di associazioni, movimenti e comitati in tutta la Francia,  ha chiesto alla  Ségolène Royal di essere ricevuta «Per riaffermare l’urgenza di un’uscita completa dal nucleare ed una limitazione a 30 anni della durata di funzionamento dei reattori e per ottenere delle spiegazioni su queste proposte inaccettabili».