Nucleare: il governo di destra ungherese sceglie quello russo

[9 dicembre 2014]

Il gruppo statale  Rosatom, il monopolista del nucleare russo,  ha annunciato oggi che «La Russia e l’Ungheria hanno firmato un contratto per la costruzione dei reattori 5 e 6 della centrale nucleare ungherese di Paks, a100 km a sud di Budapest». Un responsabile di Rosatom ha detto a Ria Novosti: «Abbiamo firmato un contratto basato sulla costruzione di due nuovi reattori».

Il riavvicinamento tra il governo di destra di Viktor Mihály Orbán, alleato di forze dichiaratamente fasciste, ed il conservatorismo nazionale di Vladimir Putin che tanto piace al capo della Lega Nord Matteo Salvini ed a Marine Le Pen  è sempre più evidente e va in controtendenza non solo con la storia stessa dell’Ungheria, primo Paese a ribellarsi all’Impero Sovietico, ma all’atteggiamento di quasi tutti i Paesi dell’ex Patto di Varsavia, che hanno verso Mosca un atteggiamento diffidente, quando non apertamente ostile, come nel caso dei Paesi Baltici e della Polonia

Già a gennaio Mosca e Budapest avevano firmato un accordo per la costruzione di due nuovi reattori a Paks e per la concessione di un credito da 10 miliardi di euro all’Ungheria, un accordo che, dopo la rivolta della destra nazionalista Ucraina a piazza Maidan è diventato praticamente una sfida aperta all’embargo contro la Russia dichiarato dall’Unione europea e dagli Usa che ha avuto in cambio il contro-embargo russo che sta facendo molto male anche all’economia made in Italy.

L’ambasciatore russo in Ungheria,  Vladimir Sergeiev, oggi ha rilanciato ed ha  detto che «Mosca è pronta ad accordare un aiuto di 14 miliardi di dollari a Budapest per la costruzione dei nuovi reattori», 4 miliardi in più che a gennaio..

Quella di Paks è l’unica centrale nucleare ungherese e produce circa il 50% dell’elettricità del Paese. Attualmente sono in funzione 4 reattori ad acqua pressurizzata VVER-440 dell’epoca sovietica, entrati in servizio nel lontano  1982, mentre l’ultimo è stato collegato alla rete nel 1987.

Reattori pericolosi ed a fine vita, ma nonostante gli stress test post-Fukushima dell’Unione europea l’Ungheria ha scelto la TVEL, una filiale della Rosatom, per realizzare un programma che dovrà prolungare il funzionamento dei reattori obsoleti ed addirittura potenziarli da 1,76 a 2 GW. E l’Unione europea sta a guardare, così come sta a guardare le violazioni dei diritti democratici e delle minoranze politiche ed etniche in un’Ungheria sempre più in mano alla destra reazionaria e xenofoba.