Nucleare, il Segretario di Stato Usa svela il “Piano B” contro l’Iran: «Applicheremo le sanzioni più forti della storia»

L’Iran preme sull’Unione europea: deve fare di più per salvare l’accordo

[21 maggio 2018]

A meno di due settimane dall’uscita degli Stati uniti dall’Accordo nucleare con l’Iran, il segretario di Stato Usa,  Mike Pompeo, ha rivelato all’ Heritage Foundation di Washington il “Piano B” dell’Amministrazione di Donal Trump  contro la Repubblica islamica dell’Iran. Pompeo ha annunciato che «Gli Usa imporranno all’Iran le sanzioni più forte mai viste finora«, con l’obiettivo che l’Iran ci pensi due volte prima di «Finanziare guerre all’estero», se vuole «mantenere a galla la sua economia».

Pompeo ha poi dettato dettagliatamente le condizioni alle quali Teheran deve attenersi perché Washington revochi le sanzioni: interrompere l’arricchimento dell’uranio; non riciclare mai il plutonio; interrompere la proliferazione di missili balistici; smettere di sviluppare missili in grado di trasportare armi nucleari.  Che poi è esattamente quel che fanno quotidianamente gli Usa e Israele, il Paese che insieme all’Arabia Saudita ha più premuto perché gli Usa uscissero dall’accordo G5+1 con l’Iran.

Come già anticipato, in realtà il “Piano B” Usa punta a costruire, con le buone o con le cattive del ricatto economico, una vasta coalizione per fare pressione sul governo iraniano perché accetti di negoziare «Una nuova architettura della sicurezza» che va ben oltre l’accordo sul nucleare che Teheran ha rispettato.

Il direttore della pianificazione politica del Dipartimento di Stato, Brian Hook, ha detto ai giornalisti: «Abbiamo bisogno di un nuovo quadro che affronti la totalità delle minacce iraniane. Ciò implica una serie di cose attorno al suo programma nucleare: missili, missili proliferanti e tecnologia missilistica, il suo sostegno ai terroristi e le sue attività aggressive e violente che alimentano guerre civili in Siria e Yemen».

Anche se la comunità internazionale sembra scettica e riottosa ad accettare il diktat Usa, le minacce di sanzioni contro chi continuerà a fare affari con l’Iran sembrano avere effetto: il presidente della camera di commercio iraniano-svizzera, Sharif Nezam-Mafi  ha annunciato che alcune imprese svizzere hanno già iniziato a chiudere i loro uffici in Iran perché  «temono le sanzioni americane, oltre al fatto che per loro sta diventando sempre più difficile concludere affari in Iran. Ora le imprese svizzere sperano che la legge dell’Ue consenta alle aziende e ai tribunali europei di non sottostare alle regolamentazioni delle sanzioni prese dai paesi terzi. Secondo un portavoce della Commissione Europea, infatti, per la Svizzera è possibile prendere alcune misure. Ma c’è da dire che per il momento la Confederazione non ha ancora stabilito nulla in merito».

Dopo che la Commissione europea, grazie  al “via libera” dei leader europei, a margine del summit Ue-Balcani a Sofia, ha reso note «le misure per preservare gli interessi delle imprese europee che investono in Iran e mostrare l’impegno dell’Ue  rispetto all’accordo sul nucleare iraniano», il portavoce del ministero degliesteri di Tehran,  Bahram Ghassemi, ha avvertito l’Unione europea  che «C’e’ rimasto poco tempo e gli europei devono garantire la tutela degli interessi dell’Iran anche dopo il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo nucleare con garanzie vere, prescritte e concrete».

L’Iran ha respinto le notizie su un pacchetto di proposte offerto all’Iran su un nuovo accordo nucleare.  «Si tratta solo di affermazioni infondate inventate dai media sionisti e da certi stati anarchici per creare un’atmosfera negativa e deviare il percorso del dialogo tra l’Iran e gli altri firmatari dell’accordo nucleare – ha detto Qassemi citato dalla PressTV.

Si riferisce a quanto scritto dal settimanale tedesco Welt am Sonntag, secondo il quale i diplomatici europei, cinesi e russi discuteranno un nuovo accordo per offrire all’Iran aiuti finanziari con l’obiettivo di frenare lo sviluppo dei missili balistici iraniani, nella speranza di recuperare il patto nucleare del 2015. Il giornale tedesco aveva rivelato che  i diplomatici si riuniranno a Vienna, la prossima settimana, guidati da Helga Schmid, diplomatico senior dell’Unione Europea, per discutere le prossime strategie da adottare riguardo al Joint Comprehension Plan of Action (Jcpoa), l’accordo nucleare iraniano

Incontrando il commissari Ue all’energia Miguel Arias Cañete,  il miinistro degli esteri iraniano Javad Zarif nel avdeva già detto che «l sostegno politico dell’Unione europea all’Accordo sul nucleare non è sufficiente. L’uscita degli Stati Uniti dall’Accordo sul nucleare ha accresciuto le aspettative nei confronti dell’Unione europea per la salvaguardia dell’accordo. L’Ue dovrebbe fare più passi concreti e aumentare gli investimenti nella cooperazione economica con l’Iran».

Cañete  ha risposto che il ritiro statunitense dall’accordo a creato problemi ai Paesi europei, «ma il messaggio dell’Ue è di continuare la cooperazione con l’Iran per mantenere e proteggere l’accordo».