Nucleare in Bangladesh, il capo di Rosatom inaugura il cantiere della prima centrale

[2 ottobre 2013]

Il Bangladesh è uno dei Paesi più poveri del mondo e in questi giorni è scosso dagli scioperi dei lavoratori del tessile che chiedono condizioni di lavoro più sicure e salari migliori dopo la strage del crollo del Rana Plaza, eppure si è lanciato in una costosa avventura nucleare senza avere le capacità tecniche e scientifiche per portarla avanti. Infatti ci penseranno i russi.

Oggi a Ruppur, nel Bangladesh occidentale, a 160 km dalla capitale Dacca, c’è stata la cerimonia di inaugurazione del cantiere della prima centrale del Bangladesh, qui sarà costruita dal monopolista statale russo del nucleare Rosatom. Alla posa della prima pietra di una centrale nucleare che sorgerà in uno dei Paesi più densamente abitati del pianeta e continuamente devastato da inondazioni e da altre catastrofi naturali, hanno partecipato la premier Sheikh Hasina Wazed (nella foto con il presidente russo Vladimir Putin) ed il direttore generale di Rosatom, Sergei Kirienko che hanno anche firmato un accordo sulla messa a punto del progetto tecnico della futura centrale.

Il 2 novembre 2012 Russia e Bangladesh avevano firmato un accordo intergovernativo per la costruzione della prima centrale del Bangladesh ed i russi avevano stanziato un sostanzioso finanziamento da 500 milioni di dollari per l’avvio dei lavori.

Nonostante il Bangladesh sia uno dei Paesi più insicuri e più colpiti dal cambiamento climatico, Kirienko ha assicurato che «Il sito nucleare corrisponderà a tutti gli standard internazionali»

I lavori sono stati avviati addirittura in anticipo, forse perché la Lega Awami della premier Sheikh Hasina Wazed vuole giocarsi la carta dell’orgoglio nucleare alle elezioni previste a gennaio ed i lavori inaugurati oggi avrebbero dovuto iniziare proprio il 14 gennaio 2014.

Il governo del Bangladesh dice che la centrale nucleare, con due reattori da 1.000 MW ognuno, sarà pronta nel 2018. Ma i tempi non tornano, visto che è stata proprio Rosatom a comunicare che i preparativi dureranno fino al 2015 e che poi la Russia procederà alla «Principale tappa dei lavori che prenderà circa 5 anni, la centrale sarà quindi messa in sfruttamento all’inizio del gli anni 2020».

Kirienko aveva già assicurato che «Si tratta di una centrale post-Fukushima. Abbiamo proposto al Bangladesh il progetto più moderno e più affidabile che ci sia. Costruiremo una centrale nucleare del tipo “post-Fukushima”, in grado di resistere sia ad un potente sisma che ad uno tsunami».

Peccato che anche le centrali pre-Fukushima e pre-Cernobyl assicurassero che non era possibile un qualsiasi incidente causato da disastri naturali o errori umani…

Le imprese energetiche dello stato-mercato russo sono già in forza in Bangladesh: Gazprom international nella primavera del 2012 ha firmato un contratto con PetroBangla per trivellare 10 pozzi di gas in Bangladesh, che dovrebbero portare la produzione di gas del Paese asiatico a 56 milioni di m3 al giorno.