Nucleare Iraniano, buona la prima del G5+1 all’Onu. Zarif: «Accordo entro un anno»

Gli occidentali spiazzati dal nuovo corso di Teheran?

[27 settembre 2013]

L’alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Catherine Ashton, ha definito «fondamentali» i negoziati del G5+1 (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Usa e Germania) con l’Iran che si sono tenuti ieri a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York e ha detto che «hanno posto le basi per un nuovo round di negoziati che si terrà il prossimo mese».

La Ashton durante una conferenza stampa dopo il summit G5+1 – Iran, ha sottolineato che questo meeting senza precedenti nel quale per la prima volta, dopo la rivoluzione islamica, si sono incontrati il segretario di Stato Usa e il ministro degli esteri iraniano, «è stato un incontro fondamentale, con una buona atmosfera, piena di energia. Abbiamo avuto una discussione sul come potremo andare avanti sulla base di una road map ambiziosa, sempre se potremo progredire velocemente».

La Ashton ha ringraziato in particolare il ministro degli esteri iraniano Djavad Zarif per la sincerità e l’apertura dimostrata nei colloqui di ieri: «Abbiamo stabilito di incontrarci nuovamente a Ginevra il 15 e 16 ottobre per seguire l’agenda e per proseguire speranzosi questo processo in avanti. A Ginevra si cercherà di trasformare in dettagli pratici gli accordi  e  siamo molto ambiziosi su quello che possono fare».

Il nuovo corso iraniano ha conquistato la scena dell’Assemblea Onu e anche il ministro degli esteri della Gran Bretagna  (ex potenza coloniale ed una dei “satana” degli ayatollah iraniani) ha ammesso che «è per merito del ministro iraniano se i colloqui sul nucleare hanno fatto registrare un salto di qualità rispetto a quelli precedenti e si sono tenuti in una atmosfera molto positiva».

Molto più cauto il commento del Segretario di Stato Usa John Kerry: «Un incontro costruttivo. Gli  iraniani hanno messo alcune possibilità sul tavolo  per il programma nucleare». Gli Usa sembrano spiazzati dal cambiamento di atteggiamento iraniano che pure chiedevano a gran voce e lo stesso Kerry è sembrato sorpreso quando ha detto che «il tono dell’Iran è veramente differente rispetto al passato», aggiungendo però che «un incontro ed un cambio di tono, che è stato il benvenuto, non possono rispondere a tutte le domande esistenti».

Intanto, in un’intervista all’americana Pbs, il presidente iraniano Hassan Rouhani, che sta imperversando sui media statunitensi, ha ribadito ancora una volta che «la soluzione alla questione nucleare iraniana risiede nel riconoscimento da parte di tutti dei diritti iraniani a seguire le stesse regole che sono valide per ogni Paese del pianeta che rispetta le leggi internazionali in materia, compreso il diritto ad arricchire uranio in patria».

Parlando ad un meeting organizzato al palazzo di vetro dell’Onu all’Asia Society and Council on Foreign Relations, un think-thank americano, Rouhani ha ribadito: «Ritengo un dovere il negoziato in buona fede sul nucleare ed  auspico che il mio impegno possa portare ad una veloce soluzione del problema. Siamo completamente preparati per iniziare un serio processo negoziale basato sull’intesa reciproca e vogliamo fare tutto ciò con buona volontà e considerando gli interessi di tutti. Auspico che questa ripresa delle trattative sia l’inizio di nuovi negoziati costruttivi».

Rouhani ha più volte detto che «una veloce soluzione dei problemi sarà nell’interesse di entrambe le parti. La soluzione del problema nucleare prima arriverà e meglio sarà». Prima aveva proposto «una road map  dai 3 ai 6 mesi per chiudere la questione sorta intorno al programma nucleare pacifico iraniano», la stessa che evidentemente Zarif ha messo sul tavolo del G5+1 e che sta spiazzando gli occidentali.

Zarif ha spiegato che «l’Iran spera di concludere un accordo con i 6 negoziatori internazionali sul suo dossier nucleare. Penso che sia molto ambizioso, quasi naïf, ma ho visto che alcuni dei miei colleghi erano ancora più ambiziosi e volevano andare avanti ancora più velocemente».