Nucleare iraniano, l’accordo visto da Teheran

Restano le sanzioni, che verranno tolte gradualmente, e l’Iran non rinuncia all’atomo

[3 aprile 2015]

A differenza di quanto scrive qualche giornale italiano, il pre-accordo firmato ieri notte a Losanna dal Gruppo dei 5+1 (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Usa e Germania) e dall’Iran non cancella immediatamente le sanzioni di Usa Ue ed altri Paesi del blocco occidentale contro Theheran, a spiegarlo è stato lo stesso presidente americano Barack Obama che dopo aver definito l’intesa raggiunta sui parametri chiave del dossier nucleare iraniano «un accordo positivo, conforme aggi obiettivi che ci siamo dati», ha aggiunto che G5+1 ed Itran «Hanno ancora un importante lavoro da fare per riuscire alla fine aconcludere  un accordo definitivo sulla questione. Inoltre, se la parte americana è pronta a togliere in parte le sue sanzioni contro Teheran, non esiterà a reintrodurle in caso di bisogno», Per essere ancora più chiaro Obama ha aggiunto: «Siamo disposti ad un alleggerimento a tappe delle sanzioni».

Obama ora deve fare i conti con l’opposizione repubblicana filo-isrealiana che vede come il fumo negli occhi un accordo con Teheran e cerca di tranquillizzare la fronta interna e gli israeliani ed i sauditi: «Questo accordo non sarà basato su una fiducia cieca, ma su un sistema di controlli di una forza senza precedenti. Nel caso si una conclusione di un accordo definitivo con Iran sul dossier nucleare, la comunità internazionale otterrà la possibilità di seguire da vicino l’insieme dell’attività di Teheran in questa sfera».

L’altra “imprecisione” circolata ieri sera – anche su qualche telegiornale nazionale – è che l’accordo preveda l’uscita dall’Iran dal nucleare (sarebbe bene, ndr) addirittura con la chiusura delle centrali e degli impianti esistenti. In realtà quello concluso a Losanna è un accordo a tappe che, per quello che è stato reso noto, prevede una riduzione della capacità di arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran, mentre la Repubblica islamica potrà mantenere 6.000 delle 19.000 centrifughe nucleari attualmente in funzione, mentre le sanzini conytro l’Iran verranno tolte progressivamente «In funzione degli impegni dell’Iran». I negoziati proseguiranno fino al 30 giugno.

Seyed Abbas Araqchi, viceministro degli esteri iraniano ed alto negoziatore nucleare iraniano ha detto all’agenzia ufficiale Irna che «Il riconoscimento internazionale della legittimità del programma nucleare iraniano è il più grande successo ottenuto per l’Iran in questi negoziati» ed oggi, in un’intervista telefonica al canale 2 della tv iraniana  si è detto soddisfatto per la dichiarazione congiunta di ieri: «Il documento in questione è il risultato di circa 16 mesi di intensi colloqui, un punto da cui si può partire per materializzare le esigenze di base della Repubblica islamica attraverso i negoziati e questo è un risultato molto importante per il nostro Paese».

Il Presidente iraniano Hassan Rouhani sul suo account Twitter conferma di gradire le soluzioni trovate a Losanna sui punti chiave del negoziato sul nucleare iraniano e scrive: «Ero ora al telefono. Ho ringraziato il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, il capo dell’Organizzazione per l’energia atomica Ali Akbar Salehi e tutti gli altri negoziatori per il loro instancabile impegno», poi Rohani ha annunciato che «Comincia immediatamente la stesura della bozza da concludere con l’accordo tecnico dettagliato – secondo quanto già previsto – entro il 30 giugno».

L’International atomic energy agency (Iaea) si è detta «pronta verificare l’attuazione di quanto contenuto nell’accordo tra la comunità internazionale e l’Iran sul dossier nucleare», presentato ieri dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, e da Zarif. L’Iaea accoglie positivamente la definizione dei «parametri chiave per un Piano di azione esaustivo»” da mettere a punto entro il prossimo 30 giugno.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon dell’Onu si è congratulato per «Questo passo in avanti storico a favore di una soluzione globale e negoziata». Secondo un comunicato dell’Onu, Ban Ki-moon  «si   è felicitato con i Paesi del gruppo 5+1 e la Repubblica islamica dell’Iran per la definizione di questo quadro politico che apre la strada ad un piano di azione comune, storico e globale entro il 30 giugno. Questo accordo globale comprenderà lo stabilimento di limiti significativi concernenti il programma nucleare dell’Iran e l’annullamento di tutte le sanzioni. Rispetterà i bisogni ed i diritti dell’Iran, offrendo allo stesso tempo delle garanzie alla comunità internazionale sul fatto che le attività nucleari del Paese resteranno esclusivamente pacifiche».

Anche il segretario generale dell’Onu cerca di tranquillizzare arabi ed israeliani quando sottolinea che questo accordo «Contribuirà alla pace ed alla stabilità della regione e permetterà a tutti i Paesi di cooperare urgentemente per far fronte alle numerose e gravi sfide della sicurezza con le quali si confrontano», ogni riferimento alla guerra sempre più violenta in corso nello Yemen non è casuale.