Nucleare: l’Iran non firmerà l’accordo con il G5+1 se non verranno tolte le sanzioni

E Obama prende in giro su Twitter la bomba di Netanyahu

[9 aprile 2015]

Il capo supremo della Repubblica islamica dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, è intervenuto pesantemente nel dibattito nazionale ed internazionale sull’accordo nucleare raggiunto nei giorni scorsi a Losanna tra il G5+1 (Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Usa e Germania) e l’Iran. L’agenzia ufficiale iraniana Irna riporta che Khamenei ha detto di non essere né favorevole né contrario ai risultati dei negoziati perché «I responsabili iraniani affermano che nessun lavoro è stato ancora fatto e che niente è stato contrattato. Questo accordo potrebbe essere raggiunto se tutti i dettagli non verranno rivelati. Non è possibile che l’altra parte voglia imporci dei limiti nei dettagli. Quel che è stato fatto fino a qui, non potrà garantire né l’accordo finale ed il suo contenuto, né il carattere definitivo dei colloqui».

Buttando acqua (ghiacciata) sul fuoco delle manifestazioni di giubilo e di orgoglio nazionale con le quali gli iraniani hanno accolto gli accordi di Losanna, Khamenei ha detto: «Non sono mai stato ottimista riguardo ai colloqui con gli Stati Uniti», ma la guida suprema dell’Iran ha aggiunto di essere comunque d’accordo sui negoziati e che accetterebbe «Un accordo che permetta di mettere al sicuro gli interessi e la dignità della nazione». Poi ha lanciato un monito al governo ed ai negoziatori iraniani: «Non avere un accordo è meglio che un accordo che rovini gli interessi e la dignità di una nazione».

Il presidente iraniano Hassan Rohani, che pure aveva accolto con soddisfazione il pre-accordo di Losanna – al quale ha molto lavorato – si è subito allineato e in un discorso televisivo ha detto: «Non firmeremo nessun accordo con le grandi potenze se tutte le sanzioni non saranno tolte il  giorno stesso della sua applicazione. Noi vogliamo un accordo reciprocamente vantaggioso per tutte le parti implicate».

Una posizione diversa da quella dei Paesi occidentali che puntano ad una riduzione gradale delle sanzioni, mano a mano che l’Iran realizzerà gli impegni presi – e che dovrebbero essere definitivamente presentati a giugno – sotto il controllo dell’International atomic energy agency.

Intanto, mentre il potere iraniano sembra in fibrillazione, la Casa Bianca hsa postato sul suo account Twitter una replica dell’ormai disegno della bomba che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu esibì all’Onu per spiegare i pericoli del programma nucleare iraniano.

Dopo l’annuncio del pre-accordo di Losanna, Netanyahu non ha lasciato passare un giorno senza attaccare – insieme alla destra repubblicana Usa –  la politica mediorientale di Barack Obama che ora, con quel disegno su Twitter ribalta l’allarme ed utilizza la bomba di Netanyahu per illustrare i benefici dell’accordo con Teheran che non sembra piacere nemmeno all’ayatollah Khamenei.

Il disegno postato su Twitter dalla Casa Bianca mostra una bomba con una miccia accesa tagliata da un paio di forbici ed una linea rossa che indica il livello di avanzamento verso la realizzazione della bomba nucleare aggiunto dall’Iran (90%). Una linea blu disegnata sul fiondo della bomba indica cosa succederebbe nel caso che l’Iran firmasse e rispettare l’accordo definitivo che prevede la riduzione dei due terzi della capacità di arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran: zero possibilità di fabbricare un’arma nucleare.

Ma forse Netanyahu, oltre ad aver trovato inaspettati alleati nella coalizione araba/sunnita a guida saudita  che ha attaccato lo Yemen, potrebbe aver scoperto “amici/nemici” ancora più potenti tra gli ayatollah conservatori iraniani.