Nucleare: nel Wisconsin accordo bipartisan per nuove centrali

8 repubblicani e 4 democratici danno il via libera a nuovi impianti e depositi di scorie

[30 dicembre 2015]

Nucleare USA

Il Parlamento dello Stato USA del Wisconsin si sta incamminando verso l’abolizione delle restrizioni sul nucleare emanate dopo l’incidente del 1979 nella centrale di Three Mile Island, in Pennsylvania, considerato il più grave – e comunque il più noto – dopo quello di Cernobyl e Fukushima Daiichi, che fece capire all’opinione  pubblica statunitense quali possono essere le conseguenze potenzialmente disastrose del rilascio accidentale di materiale radioattivo.

Nonostante riconoscano che l’energia nucleare è molto più costosa rispetto alle fonti rinnovabili e che lascia in eredità scorie pericolosamente radioattivo per decine di migliaia di anni, anche i Democratici del Wisconsin sembrano volersi unire alla maggioranza dominata dai Repubblicani che viuole riaprire al nucleare perché sono convinti che i sostenitori dell’Assembly Bill 384 e del  Senate Bill 288 abbiano ragione quando dicono che una nuova tecnologia potrebbe far presto calare i costi dell’energia nucleare, produrre meno scorie e rendere più economico gestirle.

In attesa del miracolo, i Repubblicani del Wisconsin fanno stranamente appello al Clean Power Plan voluto dal presidente Barack Obama e che a Washington ha visto la strenua opposizione dei Repubblicani al Congresso Federale. Ma, come dice Lucas Vebber di Wisconsin Manufacturers & Commerce, una lobby del  business molto ben introdotta tra i Repubblicani, «Lo stato ha bisogno la massima flessibilità possibile per rispettare gli obiettivi federali per fermare le emissioni di carbonio, Si  tratta di qualcosa che è nella nostra agenda legislativa da un lungo periodo». In realtà i progetti di legge puntano ad eliminare gli standard che prevedono che le nuove centrali nucleari siano economicamente vantaggiose per i contribuenti e che in Wisconsin sia disponibile un deposito per le scorie radioattivi prodotte dalle centrali nucleari dello Stato. Molte imprese e l’intero Partito Repubblicano hanno promesso di combattere le politiche di Obama contro i gas serra, ma ora fanno buon viso a cattivo gioco ed assicurano che «Il rinnovato interesse [per il nucleare] ha per ora a che fare con il Clean Power Plan emanato a livello federale».

La nuova legge del Wisconsin metterebbe il nucleare in testa alle fonti energetiche prioritarie, prima del gas e del carbone, le linee guida della Public Service Commission per analizzare le proposte delle compagnie energetiche.

Clean Wisconsin si oppone ai progetti di legge e dice che «Non ha senso mettere la costosa energia nucleare prima del gas naturale, che è poco costoso e che potrebbe contribuire a ridurre rapidamente la dipendenza dal carbone Wisconsin. In una deposizione scritta sulle centrali nucleari presentata alla commissione dell’’Assemblea legislativa del Wisconsion, Ambra Meyer Smith, di Clean Wisconsin,  ha sottolineato che «Ci può volere un decennio o  più costruirle, che non le rende un buon sistema per rispondere ai bisogni urgenti di fonti energetiche alternative. E le scorie radioattive devono essere protette a tempo indeterminato dagli agenti atmosferici, dai rischi per la sicurezza e dagli errori umani».

Le scorie nucleari negli USA sono stoccate in una sessantina di siti nelle centrali nucleari, tre sono nel Wisconsin. Il governo federale USA nel 2010 ha rinunciato, per motivi ambientali e di sicurezza, a realizzare il deposito nazionale delle scorie nucleari a Yucca Mountain, in Nevada, e sta prendendo in considerazione altri siti nazionali e regionali.

Dal 2003, per tre volte  – due i repubblicani e una i democratici –  nel Wisconsin ci sono stati tentativi di rimuovere le restrizioni statali sul nucleare di “nuova generazione”, ma sono stati sempre bocciati. Questa volta sono nuovamente i Repubblicani a prendere l’iniziativa, ma hanno trovato l’adesione entusiasta di 4 democratici – due dei quali eletti nel collegio di Madison –  che fano parte del 13-0 Committee on Energy and Utilities che  ha dato il via libera ai progetti di legge. Uno dei deputati democratici che hanno votata insieme agli 8 repubblicani ha spiegato: «Io e i miei colleghi democratici nella commissione crediamo che il  cambiamento climatico sia reale e che bisogna proprio rendersi conto che ci sono cose che si devono fare». L’Assemblea del Wisconsin vpoterà i due progetti di legge a gennaio e i repubblicani stanno già facendo pressione su tutti i deputati, mentre  in Senato non è stata ancora fissate la discussione in commissione.

A maggio un sondaggio nazionale della Gallup hanno mostrato che il 53% degli statunitensi è a favore dell’energia nucleare, che è comunque il dato più basso dopo quello registrato nel 2001, quando il sì al nucleare era sceso al 46%. Secondo Richard Shaten, coordinatore accademico per l’analisi energetica e il programma politico dell’università del Wisconsin, «La maggior parte delle persone non si rende conto che il Fukushima meltdown del 2010 ha lasciato in eredità ai contribuenti giapponesi una bolletta da 50 milioni di dollari per la bonifica. Per loro l’energia nucleare è una politica vincente, non pensano a una centrale nucleare nel loro cortile e non pensano alle scorie e alla a possibilità di un incidente. Ma i prezzi del gas naturale, che sono ai minimi storici al netto dell’inflazione, hanno contribuito a rendere l’energia nucleare non più  in grado di competere sul mercato. Gli unici impianti che sono stati avviati nel corso degli ultimi 8 anni sono 5 impianti che sono stati in grado di ottenere i sussidi federali».

State ha fatto parte del team che ha preparato lo studio per il Legislative Council del Wisconsin quando i Repubblicani hanno cercato di eliminare le restrizioni statali nel 2007, dopo aver fallito nello stesso tentativo nel 2003. I democratici ci avevano provato nel 2010, ma poi è arrivata la catastrofe nucleare di Fukushimna ed avevano rimesso tutto in un cassetto.

Eppure, come spiega il professor Michael Corradini, un fisico ed esperto di nucleare dell’università del Wisconsin, «A livello nazionale, le utility companies hanno chiuso  impianti per motivi economici. Dominion Resources Inc. fermato la produzione di elettricità nella sua centrale nucleare di kewaunee due anni fa». Ma aggiunge che «Nuovi progetti per centrali nucleari più piccole e meno costose sono in fase di revisione e potrebbero essere utilizzai nel prossimo decennio».