Nucleare, ok dell’Ue al piano per lo smaltimento dei rifiuti di Bohunice A-1

[2 novembre 2015]

nucleare rifiuti radioattivi

L’attuazione del piano per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dalla terza e quarta fase di disattivazione della centrale nucleare di Bohunice A-1 nella Repubblica slovacca non è tale da comportare una contaminazione radioattiva, significativa dal punto di vista sanitario, delle acque, del suolo o dello spazio aereo di un altro Stato membro. Lo afferma la Commissione nel suo parere rilasciato sulla base dei dati forniti dalla Repubblica slovacca.

Sulla base di tali dati e di ulteriori informazioni richieste dalla Commissione e fornite dalle autorità slovacche e dopo aver consultato il gruppo di esperti, la Commissione ha formulato il suo parere favorevole dal quale emergono una serie di elementi. Innanzi tutto che la distanza tra la centrale e il punto più vicino situato nella Repubblica ceca, è di 38 km. Mentre i confine di Austria e Ungheria si trovano, rispettivamente, ad una distanza di 55 km e 62 km.

Emerge che in condizioni normali di disattivazione, gli scarichi di effluenti radioattivi liquidi e gassosi non comportano un’esposizione rilevante sotto il profilo sanitario per la popolazione di un altro Stato membro, tenuto conto dei limiti di dose stabiliti dalle nuove norme fondamentali di sicurezza.

Per quanto riguarda i residui radioattivi solidi di basso e bassissimo livello risulta che saranno temporaneamente depositati in loco prima del loro trasferimento al deposito nazionale di rifiuti radioattivi autorizzato, situato a Mochovce, nella Repubblica slovacca. I residui radioattivi solidi di livello medio e elevato saranno depositati in loco fino a quando non sarà predisposto un deposito nazionale. Mentre i rifiuti solidi e i materiali di scarto non radioattivi che soddisfano i livelli di esenzione saranno liberati dal controllo regolamentare e saranno destinati allo smaltimento come rifiuti convenzionali o al reimpiego o riciclo. Tali operazioni saranno effettuate nel rispetto dei criteri enunciati nella nuova direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza (direttiva 2013/59/Euratom).

Inoltre dal parere si evince che in caso di rilasci non programmati di effluenti radioattivi, a seguito di incidenti del tipo e dell’entità previsti nei dati generali, le dosi cui le popolazioni di altri Stati membri potrebbero essere esposte non sarebbero rilevanti sotto il profilo sanitario, tenuto conto dei livelli di riferimento stabiliti nelle nuove norme fondamentali di sicurezza.