Nuove aree per l’elenco europeo delle infrastrutture di ricerca strategiche

Energia, ambiente, salute e cibo, innovazione sociale e culturale, studi religiosi e transizione all’open science

[12 settembre 2018]

Biotecnologie, cibo e nutrizione, test sui materiali, olocausto e ambiente naturale sono tra i temi trattati dai 6 nuovi progetti di infrastrutture di ricerca paneuropee che faranno parte della roadmap 2018 dell’European Strategy Forum on Research Infrastructures (ESFRI) che è stata presentata a Vienna durante una conferenza ospitata dalla presidenza di turno austriaca dell’Unione europea

La Commissione europea spiega che «L’ESFRI identifica le esigenze di investimento in strutture di ricerca di importanza paneuropea necessarie per rafforzare l’eccellenza scientifica e la competitività nello Spazio europeo della ricerca. Sono di tale portata e portata che per costruirle i Paesi devono mettere in comune le loro risorse». La Commissione europea ha sostenuto lo sviluppo di queste infrastrutture con i programmi di finanziamento dell’Ue per la ricerca e l’innovazione che si sono succeduti e nel 2018-2019, nell’ambito di Horizon 2020, con l’attuale programma di finanziamento  saranno resi disponibili 214 milioni di euro attraverso gare. Una volta implementate, le infrastrutture nella roadmap ESFRI forniranno a tutti gli scienziati in tutta Europa risorse e servizi open access.

La roadmap del 2018 consiste per ora in 18 “Progetti ESFRI”, nuove iniziative in fase di sviluppo che richiederanno circa 2,9 miliardi di euro di investimenti nei prossimi anni,  e in  37 “ESFRI Landmarks”, che identificano le principali infrastrutture di ricerca in corso di realizzazione o completate , che rappresentano un valore patrimoniale complessivo di circa 14,4 miliardi di euro.

Le 6 nuove strutture aiuteranno a spingere in avanti i confini della scienza nelle seguenti aree: Energia –  IFMIF-DONES: uno strumento per testare, convalidare e qualificare i materiali da utilizzare in un reattore a fusione (coordinato dalla Spagna); Ambiente – DiSSCo: un’infrastruttura che integra collezioni di storia naturale delle principali istituzioni europee (coordinato dall’Olanda); eLTER: un’infrastruttura che integra i siti di ricerca sugli ecosistemi in tutta Europa (coordinata dalla Germania);  Salute e cibo – EU-IBISBA: un’infrastruttura multidisciplinare di ricerca e innovazione per la biotecnologia industriale (coordinata dalla Francia); METROFOOD-RI: un’infrastruttura per i servizi di metrologia nel settore alimentare e nutrizionale in tutta la catena del valore (coordinata dall’Italia); Innovazione sociale e culturale – EHRI: un’infrastruttura per la ricerca sull’olocausto (coordinata dall’Olanda)

Inoltre, la nuova roadmap ha individuato due aree con un elevato potenziale per lo sviluppo di nuove infrastrutture di ricerca: studi religiosi e transizione all’open science e evidenzia «il ruolo crescente delle infrastrutture di ricerca nel rapido sviluppo della ricerca basata sui dati e la crescente attenzione per l’innovazione«, sottolineando anche «la necessità di una strategia globale per garantire la sostenibilità a lungo termine dell’ecosistema delle infrastrutture di ricerca europee».

Carlos Moedas, commissario europeo per la ricerca, la scienza e l’innovazione, conclude: «L’Europa ha bisogno di infrastrutture di ricerca di prim’ordine per generare nuove conoscenze che aiutino a far fronte alle sfide ambientali e sociali che le nostre società stanno affrontando. Horizon 2020 ha notevolmente contribuito ai progressi che abbiamo raggiunto finora insieme alla comunità scientifica e ai governi nazionali, e continuerà a sostenere  i nuovi, ambiziosi sforzi che sono necessari per fare ulteriori progressi».