Nuove regole Ue per imbarcazioni da diporto, più verdi e sicure

[9 ottobre 2013]

Oggi il Parlamento europeo ha approvato, con 626 voti favorevoli, 17 contrari e 11 astensioni una nuova Direttiva, che dovrà ora essere formalmente approvata dagli Stati membri dell’Ue, con le nuove norme per rendere le imbarcazioni da diporto più sicure e per ridurre del 20% le loro emissioni di gas di scarico inquinanti. In una nota l’europarlamento spiega che «Le piccole imprese avranno sei anni per conformarsi alla legislazione, rispetto ai tre anni concessi alle industrie nautiche maggiori. Il Parlamento ha inoltre eliminato i titoli, potenzialmente fuorvianti, delle categorie di progettazione delle imbarcazioni presenti nel progetto di legislazione». Le nuove norme Ue sulla sicurezza e sulle prestazioni ambientali delle imbarcazioni da diporto e per uso personale coprono quelle tra 2,5 e 24 metri di lunghezza, come barche a motore, barche a vela e moto d’acqua.

Il relatore britannico Malcolm Harbour, del Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr), ha sottolineato che «Questa revisione delle norme in materia di imbarcazioni da diporto riduce in modo significativo il livello complessivo di emissioni tossiche derivanti dalle imbarcazioni a benzina e a diesel, pur garantendo ai produttori specializzati il tempo per adattare i loro prodotti. Inoltre, tale revisione allineerà le emissioni dell’Ue ai livelli degli Stati Uniti, e fornirà quindi la base per l’adozione di normative sulle emissioni globali comuni».

Il Parlamento europeo ha appoggiato quindi la proposta della Commissione Ue di imporre limiti di emissione più severi sulle moto d’acqua, per ridurre del 20% le emissioni di ossido di azoto (NOx) e idrocarburi (HC).

«Considerato l’elevato rischio d’incidenti mortali nel caso in cui il conducente scenda deliberatamente dall’imbarcazione, cada in acqua, o perda il controllo dei motori di propulsione fuoribordo a timone», gli europarlamentari  hanno approvato un nuovo requisito di sicurezza, rendendo obbligatorio un dispositivo di arresto d’emergenza che possa essere collegato al pilota, come ad esempio un interruttore di arresto fissato a una cima.

La nota dell’europarlamento chiarisce che «Le industrie, in generale, avranno tre anni di tempo per rientrare nei limiti indicati, dalla data della loro entrata in vigore. Tuttavia, le piccole e medie imprese produttrici di motori a propulsione ad accensione comandata con una potenza uguale o inferiore a 15 kW potranno avvalersi di un periodo di transizione di sei anni».

I deputati hanno escluso dalle norme le categorie di progettazione delle imbarcazioni ‘”alto mare” e “al largo”, in quanto fuorvianti per gli utenti ed evidenziano che «I titoli delle categorie di progettazione delle imbarcazioni, potenzialmente fuorvianti per gli utenti, dovrebbero essere basati sulle condizioni ambientali essenziali per la navigazione, segnatamente la forza del vento e l’altezza delle onde e non indicare la zona e il tipo di navigazione».

Il commissario Ue all’industria ed all’imprenditoria, Antonio Tajani, è soddisfatto: «Ringrazio il Parlamento europeo ed accolgo  con favore la sua decisione di seguire la nostra linea di produzione delle imbarcazioni da diporto più rispettose del nostro ambiente marino. Questo non è solo un bene per l’ambiente, ma migliorerà anche la qualità dei luoghi di villeggiatura e  stimolerà la creazione di posti di lavoro nel settore del turismo. Imbarcazioni più pulite e sicure aiuteranno le imprese artigiane del diporto a risparmiare sui costi in quanto saranno in grado di servire il mercato mondiale con una singola linea di produzione, dato che stiamo allineando i nostri standard agli tandard mondiali. La decisione del Parlamento europeo sostiene pertanto il nostro obiettivo di rafforzare la produzione industriale in Europa».