Nuovo accordo nucleare Usa – Corea del sud, e Obama ne propone uno anche alla Cina

Intanto l’Iran rilancia: «L’intesa sarà nell’interesse di tutto il mondo»

[22 aprile 2015]

Oggi il  ministero degli esteri della Corea del sud ha annunciato che  Seoul e Washington, dopo 4 anni e mezzo di colloqui, hanno raggiunto un accordo sull’energia nucleare che rivede quello sottoscritto da Usa e Repubblica di Corea nel lontano 1973 e che sarebbe scaduto nel marzo 2014.

Dopo la proroga di un anno per termirare le trattative, il nuovo accordo limiterebbe la capacità della Corea del sud di arricchire l’uranio per la produzione di energia e  di riciclo delle barre di combustibile esauste. La Corea del sud gestisce 23 centrali nucleari che forniscono al Paese un terzo dell’energia elettrica di cui ha bisogno, quindi le misure contenute nell’accordo sembrano prese per impedire che la Corea del sud produca armi atomiche – cosa che avrebbe già fatto la Corea del nord – e così la difesa nucleare sudcoreana resterebbe nelle mani degli Usa, che hanno piazzato diversi missili nucleari nelle loro basi sudcoreane.

Come soluzione per il riciclo del combustibile nucleare esausto la Corea del Sud ha proposto il  “pyroprocessing”, una nuova tecnologia considerata meno pericolosa per una possibile proliferazione nucleare.  I due Paesi alleati hanno già condotto una ricerca congiunta su questo procedimento, ma non è  chiaro se il nuovo  patto nucleare fa propri i  risultati di queste ricerche.

Invece, non potrà riguardare certamente le armi nucleari il nuovo accordo Usa – Cina di cooperazione sul nucleare civile proposto da Barack Obama, che prevede una durata di 30 anni e che sostituirebbe l’accordo firmato nel 1985 e che scade a dicembre.

Se il Congresso Usa, dominato dai repubblicani, dovesse approvare l’accordo con Pechino, gli Usa potrebbero esportare in Cina materiali, reattori, componenti e tecnologie nucleari (e Pechino teoricamente potrebbe fare altrettanto). Obama ha assicurato che «Tale accordo favorisce la cooperazione sul nucleare a fini pacifici sulla base di un reciproco impegno teso alla non proliferazione. L’intesa obbligherà Stati Uniti e Cina a lavorare insieme e promuoverà la difesa e la sicurezza di entrambe le parti».

Sembra di assistere ad una nuova primavera nucleare asiatica dopo il disgelo provocato dall’accordo di massima sul nucleare iraniano e proprio il presidente del la Repubblica Islamica, Hassan Rohani,  ha ribadito che «L’Iran ha una forte volontà di continuare i colloqui nucleari con le potenze mondiali  e il Paese spera che le altre parti possano dimostrare la stessa volontà. Speriamo di concludere un accordo generale e sui dettagli  nei due prossimi mesi ».

Rhoani prima di partire per la conferenza Asia-Africa in corso a Bandung, in Indonesia,  ha sottolineato che «Il probabile accordo preparerà il terreno della cooperazione tra l’Iran e la regione ed i Paesi asiatici e sarà nell’interesse di tutto il mondo».