Ma la Tepco ignora il primo allarme

Nuovo sversamento a Fukushima, radioattività a livelli record

«Il livello di pericolosità è 7,6 milioni più alto degli standard ammessi dal governo»

[20 febbraio 2014]

La Tokyo electric power company (Tepco) ha annunciato che nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi si è verificato un nuovo sversamento di 100 tonnellate di acqua contenenti livelli record di sostanze radioattive.

L’acqua altamente contaminata è ancora una volta traboccata da uno dei serbatoi dove viene stoccata. La notizia è stata data oggi ma  la pattuglia di “liquidatori” che si è imbattuta nel gigantesco sversamento radioattivo  proveniente da  uno dei serbatoi situati sul lato verso la  montagna dell’edificio del reattore 4  l’ha scoperta ieri notte.

La cosa più preoccupante è che l’acqua contiene livelli straordinariamente elevati  di radioattività:  230 milioni di becquerel per litro di sostanze che emettono raggi beta e costituite soprattutto da stronzio 90.

La radiotelevisione giapponese Nhk  dice che «il  livello è di circa 7,6 milioni in più degli standard ammessi dal governo per il livello di nuclidi nell’acqua  che è possibile rilasciare in mare». Si tratta anche del  più alto livello di sostanze radioattive rilevate finora nella serie infinita di perdite subite dai serbatoi di stoccaggio “temporaneo” dell’acqua radioattiva che viene pompata via dai sotterranei e dalle trincee di Fukushima Daiichi.

La Tepco ammette che  nell’acqua sono stati rilevati anche 9.300 becquerel per litro di cesio 137, cioè oltre 100 volte i limiti fissati dal governo giapponese che sono molto più alti di quelli internazionali.

Fonti Tepco dicono che l’acqua filtrava da una saldatura nella parte superiore del serbatoio, poi ha viaggiato lungo un tubo dell’acqua piovana che si estende al di fuori della barriera che circonda  i serbatoi. La Tepco assicura di essere riuscita a bloccare lo sversamento 6 ore dopo che era stato scoperto  trasferendo l’acqua dal serbatoio che traboccava in una confinante. Ma le cose non stanno proprio così ed ancora una volta il comportamento dell’utility è sconcertante.

L’utility atomica giapponese, ormai statalizzata, stima che circa 100 tonnellate di acqua  abbiano oltrepassato la barriera protettiva  ma dice che non sarebbe arrivata nell’Oceano Pacifico «perché non ci sono sfioratori vicino al serbatoio che portano al mare».

I dirigenti della Tepco attribuiscono la perdita al guasto in una delle valvole dei tubi che trasferiscono l’acqua da un sistema di decontaminazione ai serbatoi di stoccaggio e dicono che altre 2 valvole adiacenti che portano al serbatoio incriminato erano aperte, provocando così un flusso inaspettato di acqua nel serbatoio e causando un “overflow”.

Come se non bastasse, alla Tepco ammette che l’allarme era già stato dato alle 11,25 del 19 febbraio, quando era stato segnalato un aumento del  livello dell’acqua nel serbatoio. Ma i “liquidatori” che sono stati inviati a controllare non avevano  riscontrato anomalie, poi è scattato un altro allarme stanotte e la Tepco è finalmente intervenuta riuscendo a chiudere le valvole alle 5,40 di oggi. Roba da non crederci… ma i  funzionari della Tepco ormai hanno fatto il callo alle figuracce e dicono che stanno continuando le indagini, mentre i “liquidatori” lavorano a recuperare l’acqua altamente radioattiva  che si è s dispersa nel terreno circostante.  La Nuclear  Regulation  Authority giapponese  ha chiesto per l’ennesima volta alla Tepco di verificare le altre centinaia di serbatoi dove è stoccata l’acqua radioattiva per  verificare se ci sono altre perdite.