Trump svende territorio Usa e ignora la crisi climatica, la storia e la cultura tribale

Oleodotti Dakota Access e Keystone XL, gli ambientalisti contro Trump

Progetti come questi serviranno a far diventare i miliardari più ricchi e far soffrire gli altri

[25 gennaio 2017]

Dopo che Trump ha spianato la strada con due ordini esecutivi alla realizzazione degli oleodotti Keystone XL e Dakota Access, annullando gli atti di Barack Obama, che li avevano bloccati, ha detto minaccioso che  «Siamo di fronte a un ambientalismo fuori controllo» e  sono subito fioccate le dichiarazioni delle associazioni ambientaliste statunitensi che ribattono che è lui ad essere controllato da qualcuno: le Big Oil, mentre con i suoi atti demolisce i beni comuni e la convivenza civile.

Già a dicembre Shannon Buccino, direttrice del programma land and wildlife  del Natural resources defense council (Nrdc) aveva avvertito che «Qualsiasi ordine di ribaltare la decisione sul  Dakota Access  aprirebbe la strada alla presentazione di ricorsi legali. L’Amministrazione [Trump] dovrebbe giustificare tale decisione, non possono farlo in modo arbitrario». Ma è proprio quel che è successo e che sta per succedere.

Sierra Club, la più grande e diffusa associazione ambientalista Usa,  fa il quadro della situazione dopo  i due ordini esecutivi di Trump: «Rottamerà aspetti chiave della leadership climatica dell’ex-presidente Obama. TransCanada, la compagnia straniera dietro il progetto Keystone XL, tenterà di utilizzare l’esproprio per  citare in giudizio i proprietari americani e prendersi la loro proprietà privata, al fine di far passare questa tubazione  che trasporterà combustibile sporco attraverso gli Stati Uniti per esportalo. Dopo Obama aveva respinto la pipeline nel 2015, TransCanada ha citato in giudizio gli Usa al North american free trade agreement (Naft) per 15 miliardi di dollari. Nonostante le sue precedenti osservazioni in materia di Nafta,  Trump non ha affrontato la compagnia e la sua causa prima di approvare il progetto.  Dopo mesi di opposizione nazionale al Dakota Access pipeline, il Department of the Army ha ordinato una valutazione i ambientale del progetto nel dicembre del 2016.L’oleodotto originariamente proposto avrebbe dovuto ebbe attraversare il fiume Missouri appena sopra Bismarck, North Dakota ma, dopo delle proteste, è stato deviato per fargli attraversare il fiume lungo siti tribali sacr, a meno di un miglio dalla Riserva Sioux di Standing Rock. Trump aveva investito nell’Energy Transfer, la compagnia che sta  dietro la Dakota  Access pipeline. I suoi portavoce hanno sostenuto che da allora ha ceduto le azioni, ma non è stata presentata nessuna prova»

Il direttore esecutivo di Sierra Club, Michael Brune, sottolinea: «Donald Trump è in carica da 4  giorni e ha già dimostrando di essere la pericolosa minaccia per il nostro clima si temeva che sarebbe stato. Ma, questi oleodotti sono ben lungi dall’essere a posto. I milioni di americani e le centinaia di tribù che cercano di  bloccarli non saranno messi a tacere e continueranno a combattere contro questi progetti sporchi e pericolosi. Trump sostiene di essere un buon imprenditore, eppure incoraggia lo sviluppo sporco e pericoloso delle sabbie bituminose  quando l’energia pulita sta crescendo più rapidamente, produce più posti di lavoro e ha un vero futuro. Trump sostiene che si preoccupa per il popolo americano, ma sta consentendo alle compagnie petrolifere di rubare e minacciare la nostra terra con la costruzione di condutture sporche e pericolose che la attraversano. Trump sostiene che vuole proteggere l’aria pulita e l’acqua della gente, ma sta permettendo che una superstrada delle sabbie bituminose metta  in pericolo entrambe e accelerare la crisi climatica. L’oleodotto Keystone è stato bocciato a respinta perché non era nell’interesse del Paese e la valutazione  ambientale della DakotaAccess pipeline è stata ordinata a causa delle minacce che pone ai Sioux di Standing Rock. Niente è cambiato. Queste condotte erano una cattiva idea allora e sono una cattiva idea ora. In poche parole, Donald Trump è quel che pensavamo fosse: una persona che vende le proprietà degli americani e i diritti tribali, l’aria pulita e acqua potabile alle corporation inquinatrici».

La direttrice esecutiva i Greenpeace Usa, Annie Leonard, e convinta che «Una potente alleanza di comunità indigene, allevatori, agricoltori e attivisti climatici ha fermato le pipeline Keystone e Dakota Access la prima volta intorno, e la stessa alleanza si riunirà per fermarle di nuovo se Trump cercherà di farle risorgere dalla tomba. Invece di sparare cifre fasulle sul potenziale delle condotte di creare posti di lavoro, Trump dovrebbe concentrare i suoi sforzi sul settore dell’energia pulita per il futuro della vita dell’America. Il Piano energetico di Trump è più che mai pieno di omaggi ai suoi compari dei combustibili fossili, in un momento in cui l’energia rinnovabile è in aumento più che mai. Abbiamo visto tutti l’incredibile forza e il coraggio dei water protectors a Standing Rock e delle persone in tutto il mondo che sono solidali con loro. Saremo di  nuovo con loro se Trump cercherà di riportare di nuovo in vita la Dakota Access pipeline o qualsiasi altro progetto infrastrutturale per i combustibili fossili. L’energia rinnovabile non è solo il futuro, ma è l’unica economia giusta per oggi. Le pipeline Keystone e Dakota Access e progetti di infrastruttura di combustibili fossili progetti come questi serviranno a far diventare i miliardari più ricchi e far soffrire il resto di noi. Resisteremo a tutto questo con tutta la nostra forza e continueremo a costruire il futuro che il mondo vuole vedere».

Kieran Suckling, direttore esecutivo del Center for Biological Diversity, dice che «Donald Trump sta sprecando tempo a riesumare due dei peggiori progetti industria petrolifera degli ultimi dieci anni e cercando di farli rientrare dalla finestra. Se prima non fosse stato chiaro che Trump sta agendo su ordine dell’industria petrolifera, certamente lo è ora. Comunque lo si guardi, l’oleodotto Keystone XL è un disastro ambientale. Non solo ci sprofonda ancora di più nella crisi climatica, ma il Dipartimento di Stato prevede che potrebbe sversare petrolio fino a 100 volte durante la sua durata di vita. E’ deprecabile vedere il presidente Trump rimettere allegramente questo progetto sul tavolo: definiamo questi i frutti di un sistema corrotto, che mette i profitti davanti alle persone e alla fauna selvatica».

Per quanto riguarda il Dakota Access, Suckling evidenzia che a questo oleodotto si oppongono la tribù Sioux di Standing Rock e più di 150 nazioni indiane americane. «L’oleodotto è destinato a peggiorare il riscaldamento globale, dissacrare le terre sacre, essenziali per la storia, l’identità e la cultura della Nazione Sioux,  e minacciano l’approvvigionamento idrico della Standing Rock Indian Reservation. Trump non è ancora in carica da una settimana e che ha già ignorando i leader tribali e i coraggiosi protettori che stanno cercando di salvaguardare la loro terra e le loro risorse. La Dakota Access pipeline è profondamente sbagliata a molti livelli, ma questo non sembra avere importanza per il nuovo presidente. Ma dovrebbe sapere che le migliaia di persone che si sono levate per combattere la  Keystone XL e la Dapl sono forti e mobilitati e non se ne andranno via».

Molto duro anche il commento di Tiernan Sittenfeld, vice presidente per gli affari governativi della League of conservation voters (Lcv): «Nessun ammontare di  quantità di “alternative facts” è in grado di cambiare la realtà che questi oleodotti sporchi e pericolosi sono un cattivo affare per l’aria pulita, l’acqua potabile e le comunità che vivono lungo i loro tracciati. Le uniche persone che beneficiano di questi oleodotti rischiosi sono i ricchi, le compagnie petrolifere internazionali, i loro alleati e candidati al gabinetto truccato del Presidente Trump. Dopo una revisione estremamente approfondita il Dipartimento di Stato ha rilevato che la Keystone XL tar sands pipeline non era nell’interesse nazionale e nulla negli ultimi 14 mesi ha cambiato questo fatto. Infatti, con la recente notizia che il 2016 è stato l’anno più caldo mai registrato, seguito dal 2015 e dal 2014, è più chiaro che mai che il Keystone XL è una debacle climatica  che rimane “All Risk and No Reward”. Inoltre, Lcv si unisce con orgoglio ai Sioux di Standing Rock Sioux nel contrastare la Dakota Access pipeline. Nessuna comunità dovrebbe veder mettere in pericolo il suo accesso all’acqua pulita o sacrificare luoghi sacri di importanza culturale e spirituale.  Con questo vergognoso atto anti-clima, anti-acqua pulita, l’azione pro-inquinamento, arrivata sulla scia dell’eliminazione dal sito web della Casa Bianca di importanti informazioni sui cambiamenti climatici e la rimozione totale del sito web del Council on environmental quality, l’amministrazione Trump non potrebbe aver avuto un avvio peggiore in  materia di ambiente e salute pubblica. State tranquilli, noi saremo lì a combattere contro di loro ad ogni passo del cammino».

Il cofondatore di 350.org, Bill McKibben, fa notare «Mai così tante persone hanno inviato osservazioni contro il Dakota Access e Keystone XL al governo di qualsiasi progetto nella storia. Gli scienziati del clima del mondo e i nostri  premi Nobel ci hanno spiegato più e più volte perché non era saggi ed erano immorali. In uno dei suoi primi atti da presidente, Donald Trump ignora tutto ciò per il suo desiderio di servire l’industria petrolifera. E’ un giorno buio per la ragione, ma noi continueremo la lotta. Questo non è un affare concluso. L’ultima volta, TransCanada era così sicura che aveva letteralmente falciato la striscia dove avevano progettato di costruire l’oleodotto, prima che il potere popolare li fermasse.  La gente si mobiliterà di nuovo».

La direttrice esecutiva di 350.org, May Bove, ha aggiunto: «Chiaramente, Trump non sa quello che sta facendo. Le popolazioni indigene, i proprietari terrieri, e gli attivisti climatici  ha fatto tutto quanto in loro potere per fermare la Keystone XL e il Dakota Access e lo faremo di nuovo. Questi ordini potranno solo riattizzare la diffusa opposizione di base a questi oleodotti e ad altri progetti di energia sporca. Trump sta per sbattere il capo contro la resistenza ai combustibili fossili»

Clayton Thomas-Muller , responsabile della campagna Stop It At The Source di  350.org Canada, conclude: «Con Donald Trump che ignora i diritti degli indigeni, delle comunità e il cambiamento climatico e da il via alle pipeline, la domanda è: Justin Trudeau [il premier del Canada] farà lo stesso? Ha già dimostrato di essere disposto ad approvare Kinder Morgan, ma se ora continua a sostenere la Keystone XL, andrà letteralmente a letto con Donald Trump e questa è una cattiva notizia per le persone e il pianeta».